da Milano
È molto, molto improbabile che Paolo Alazraki, con i suoi 16 «garibaldini», possa essere il nuovo azionista di Alitalia. Ma un primato comunque lo ha acquisito: è stato il primo (e finora lunico) a uscire allo scoperto, rompendo gli indugi che sembrano trattenere per ora altri soggetti presunti interessati. Anche Franco Bernabè, vicepresidente di Rothschild Europe, ha ammesso che sta lavorando a una cordata: ma a parte questa affermazione, egli stesso ha detto che è «prematuro» parlarne. Alazraki, contando forse sul fatto che giocando danticipo avrebbe ottenuto maggiore attenzione, ieri ha incontrato i sindacati, meno la Uil che si è dissociata. Laccoglienza non è stata entusiastica: la proposta è stata giudicata suggestiva e troppo generica, da verificare sul piano dellattendibilità e della concretezza. L'Anpac, il più forte sindacato dei piloti, lha invece bocciata senza appelli. Le organizzazioni presenti hanno dato disponibilità per un nuovo incontro: nel frattempo Alazraki invierà un piano dettagliato che poi sarà oggetto di un vertice intersindacale per un approfondimento.
In attesa del 29 gennaio e della presentazione delle manifestazioni dinteresse, un quesito che molti si pongono è il seguente: può andare deserta questa prima fase della gara? In unintervista il deputato Udc Bruno Tabacci si è mostrato pessimista: «Alitalia non la comprerà nessuno».
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