Allarme della Cdl nel Tigullio: «Sos da Chiavari che muore»

Allarme della Cdl nel Tigullio: «Sos da Chiavari che muore»

Maria Vittoria Cascino

da Chiavari

Hanno deciso di lanciarlo insieme l'SOS da una «Chiavari che sta morendo». Hanno deciso che nei mesi a venire parleranno loro con la gente e le categorie. Hanno deciso di muoversi congiuntamente gli uomini dei comitati locali di Forza Italia e Alleanza Nazionale per raccontare cosa non hanno visto in questi tre anni e mezzo di amministrazione Poggi. Ieri la «serrata» sui cardini della vita socio-economica di una città strana, che della sua peculiarità ha fatto uno stile di vita. Una Chiavari giocata da sempre sulla gestione del salotto buono nella sua verticalità, su quel suo mostrarsi città aspirante a quinta provincia. I toni marcati e discreti per affermarsi atipica tra Sestri Levante e Santa Margherita Ligure.
Il punto adesso è un altro: «I nodi da sciogliere sono commercio, artigianato, turismo e problema industriale - entra nel vivo Emilio Cervini, consigliere comunale Fi - L'incontro congiunto è per ribadire l'unità di intenti e la crisi delle attività produttive di una Chiavari che sta perdendo progressivamente il ruolo di Comune capofila del Tigullio. Manca una strategia di fondo e la capacità dei nostri amministratori di dialogare con la città e di fare sistema. C'è una guerra in atto e ogni problema diventa oggetto di polemica».
La percezione è che «Chiavari stia morendo nel suo tessuto produttivo». Un'affermazione potente che s'incastra in un domino di segni rossi. «Nei prossimi mesi daremo vita a momenti di confronto e dialogo con le realtà economico-produttive della nostra città. La situazione attuale è imputabile all'inadeguatezza del sindaco Poggi e dell'assessore alle attività produttive Marina Tiscornia». Continuano a chiedere le dimissioni della giunta: «Siamo solo realisti e il tempo perso incrementa questo giudizio negativo». Ma a colmare la misura pare sia stato il Piano urbano del traffico, «reso operativo ancora prima del completamento di tutte le rotatorie e la sistemazione dei semafori intelligenti» precisa Marco Pinna, Fi. Viene modificata la viabilità di via Entella e centro storico e i commercianti minacciano una serrata perché gli affari crollano. Il sindaco media, chiedendo di aspettare il 21 settembre per una valutazione complessiva. E il tutto viene solo rimandato.
«È chiaro il malessere dei commercianti - incalza Alex Molinari, An - esasperati da una serie di azioni come la convenzione stipulata dall'amministrazione con Ipercoop di Carasco con sconti per i dipendenti comunali; le illuminazioni natalizie non istallate per mancanza di fondi; le polemiche per i lavori infiniti sui marciapiedi di corso Dante e l'invito agli esercenti a pulirsi la propria porzione di sottoportico».
Il collega di partito Roberto Barotti s'interroga sulla sorte dei grandi progetti di Preli, Colonia Fara, centro scolastico, piazza dell'Umanità, Lido e ricorda il blitz delle magnolie segate nei Viali Arata e Tappani. «Perdiamo anche i frequentatori delle seconde case - aggiunge Alberto Caravelli, Fi - Non tornano perché Chiavari ormai offre poco a livello di intrattenimento. Non abbiamo più i grossi nomi dello spettacolo, quelli che fanno la differenza, che veicolano un turismo di qualità».
Uno spunto tira l'altro per calcare sul non fatto: «Basti pensare alla Mostra del Tigullio, la centocinquantesima edizione della più grande vetrina del nostro artigianato salta per mancanza di fondi, quando Rapallo ha fatto il suo Expo, quello della Fontanabuona s'è appena concluso e Lavagna sta preparando una tre giorni sulla nautica. Perché noi no? Non accettiamo d'essere maglia nera perché loro dicono che Berlusconi ha tagliato i trasferimenti».
Aspettano notizie di quegli insediamenti artigianali che il piano regolatore aveva indicato nella zona di Caperana. «E la proposta della Lames di espandersi che fine ha fatto? Niente di niente. L'appuntamento adesso è con il piano del traffico e le ricadute sul commercio. Qui non accetteremo rinvii e appoggeremo le iniziative dei commercianti. Perché c'è in ballo la vita d'una città».