La Toscana ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’ippica nazionale, la Corsa dell’Arno, infatti, è la competizione più antica del nostro galoppo. Correva l’anno 1827 quando un gruppo di gentiluomini anglosassoni misero in scena la prima corsa omologata con tanto di iscrizioni e montepremi. Il primo a vincerla fu Riber di Mister Bering. Da allora è andata in onda per altre 197 volte e il 25 aprile sarà la 199esima volta. Una pillola di storia che cozza con il presente, e qui sarebbero tante le cose da scrivere ma forse non ne vale la pena o forse sì.
Optiamo per la seconda ipotesi perché crediamo sempre in una rinascita e se c’è qualcuno che racconta la nostra gloriosa storia in pillole video da 4/5 minuti che dovrebbero essere trasmesse sulle reti nazionali, noi continuiamo a scrivere raccontando l’ordinarietà ed il quotidiano. Un caldo e doveroso applauso però va fatto a Mario Berardelli che senza soluzione di continuità narra le gesta dei nostri eroi e noi non possiamo che condividerne il percorso, con un piccolo distinguo: la storia è fondamentale per il presente e il futuro ma occorre che qualcuno incominci ad investire e perché questo possa accadere non ci resta che ribadire che lo Stato si faccia da parte e tracci una normativa chiara e liberale. Siamo ormai alle porte delle grandi classiche europee e mondiali, i derby americano, giapponese, inglese e francese scaldano i cuori coinvolgendo milioni di appassionati, anche italiani, e qui nel Paese che ha costruito il cavallo del 21° secolo paradossalmente si evita di parlarne. Il nostro glorioso GR1 che ha nel suo palmares cavalli del calibro di Tisserand, White muzzle, In a tiff, Luso, Rakti, Worthadd, Dilan mouth, solo per citarne alcuni, è a rischio di una nuova retrocessione e forse è per questo che non se ne parla. Ma perché può essere successo tutto questo nella patria di Nearco, Ribot, Molvedo, Sirlad, Tony bin e Falbrav?
La risposta è più semplice di quanto tutto il mondo pensi ed è la stessa che ha portato il nostro glorioso calcio a rimanere fuori dalla Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva, perché i cavalli possono essere paragonati benissimo ai giocatori di calcio, meno qualità… meno onori. Non sta a noi trovare la formula magica per cambiare la tendenza, noi possiamo solo denunciare lo stato dell’arte e aggiungere che l’autoreferenzialità non è sicuramente la soluzione.
Una premessa che speriamo possa stimolare il dibattito e qualche abbandono, perché da inguaribili romantici siam convinti che la coscienza continui a regnare dentro ogni individuo. Adesso però c’è da celebrare la corsa più antica della storia del galoppo italiano che quest’anno è accompagnata da un’altra corsa storica. Stiamo parlando del convegno del 25 aprile a Firenze dove si celebra la “199^ Coppa dell’Arno” e il “Natale di Roma”. Il convegno partirà alle ore 15.25 e terminerà alle 19.10, sette le corse in programma nell’ippodromo fiorentino, una bella giornata che vedrà anche tante iniziative collaterali. Una giornata di sport e spettacolo che deve servire a riconciliare ed avvicinare, l’anno scorso il risultato fu positivo e non possiamo che sperare nel bis, anche perché la qualità del convegno è decisamente più elevata.
Come nostra consuetudine analizziamo le corse più importanti, aspettando che San Siro dia il meglio di sé con lo storico palinsesto romano trasferito all’ippodromo milanese per le note vicende capitoline. Nell’ordine di importanza proveremo a dare qualche consiglio agli appassionati, consapevoli che le previsioni saranno smentite dai verdetti del palo, perché il bello della scommessa ippica sta proprio lì: scegliere e convincersi che la scelta fatta sia quella giusta, per poi convenire di aver solo due solo due possibilità, gioire o recriminare.

1) Verso Le stelle: il vincitore dello scorso anno è li per ripetersi
2) Last shamardal: la sua squadra ha puntato l’obiettivo ed il chilo e mezzo in meno rispetto a Verso le Stelle potrebbe premiarlo
3) Anthony: il vincitore del Premio Toscana se non ha finito il carburante…
4) Redimaggio: non sembre in un buon periodo
5) De Bisognosi: cavallo molto qualitativo, in progresso ed è al ridosso dei favoriti
6) No further comment: dopo 226 giorni di stop è rientrato con cautela, i trascorsi lo dichiarano cavallo buono, la forma attuale un po’ meno
7) Self praise: l’ultima a Pisa è stata decisamente positiva, allungare la distanza può essere solo favorevole, il peso è interessante
8) Tamburo: è da un po’ che va vicino al colpo grosso, Marco Gasparini è il re degli Handicap e chissà che con 53,5 chili non sia la volta buona
9) Theatre lodge: ha vinto il Premio Porta Romana in scioltezza, la forma c’è, la qualità un po’ meno
10) Farsha: il 15 marzo scorso ha vinto contro ogni pronostico, ci riprova, il compito sembra arduo
11) Sopran lucca: l’altra femmina in corsa, nell’ultima corsa ettettuata è quarta, ma la prestazione va giudicata come un lavoro pubblico
12) Sopran puccini: sta letteralmente volando, giusto provarci
13) Martin the saxon: l’ultima vittoria il 17 maggio del 2025, nel 2026 una serie di piazzamementi in handicap di classe 3 e 4, difficile.

C’è solo un cavallo Kabir, poi gli altri

Corsa ben riuscita, questa riservata a cavalle anziane. Doveva essere nel palinsesto romano, ha trovato una degna collocazione nella giornata odierna. Proviamo ad indicare Happy smile, a seguire Vera Amicizia e brown lady.

Il Frantoio e Blue kiss
Foto di copertina: Ka Ying Rising, il castrone che punta alla 21^ vittoria consecutiva da Hong Kong (Chairman's Sprint Prize GR1)