
Scrive Repubblica che per il caso Khelif-Carini sono a rischio i rapporti diplomatici tra Algeria e Italia. C'è fibrillazione nelle ambasciate, scambi di mail tra i ministri, telefonate diurne e notturne tra Algeri e Roma. Una farsa meravigliosa che ripropone un tema già esploso nell'estate del duemila e sei, quando un atleta italiano venne colpito violentemente al petto da una testata portata da un francocabilo, giacque tramortito l'azzurro per l'azione vigliacca dell'avversario, l'incontro si concluse con la vittoria dell'Italia sulla Francia, Materazzi si rialzò dal colpo, Zidane finì la sua carriera, il trionfo mondiale non ebbe conseguenze politiche e diplomatiche nonostante l'italiano avesse offeso l'integrità morale della famiglia del franco cabilo accennando anche al fatto che appartenesse a un popolo di terroristi.
Se poi volessimo infierire si potrebbe accennare anche a Gioachino Rossini e alla sua Italiana in Algeri, il principe vassallo Mustafà desiderava una di quelle italiane che «dan di martello ai cicisbei» e dell'opera buffa si ricorda il brano «Ho un gran peso alla testa» cantata da Taddeo. Il tono è sempre farsesco, si attendono sviluppi, almeno fino a ieri gli ambasciatori dei due Paesi non sono stati richiamati dalle rispettive rappresentanze diplomatiche. Questo sì che è uno scoop.
L'attacco mendace all'algerina è stato portato avanti da politici e media sovranisti prima italiani (aizzati dai russi) e poi il tutto si è allargato all'intero pianeta, da Orban a Trump. E' una questione elevata a livello politico internazionale ed inevitabilmente è l'Algeria che può e deve interfacciarsi con il governo ed il sovranismo italiano.
C'era bisogno che spiegassi questa banale differenza all'autore dell'articolo ed a suoi lettori?
Io sono una lettrice e, sinceramente , non sentivo nessun bisogno della sua illuminata spiegazione