Bavaglio no, illegalità sì. Violazione della legge sul diritto dautore. E adesso chi glielo dice al popolo del No bavaglio che il simbolo della campagna contro la legge sulle intercettazioni è stato «rubato» al legittimo proprietario e sfruttato per fini politici ed economici, senza chiedere alcuna autorizzazione? Già, ma a chi? A Ottavio Pinarello, lartista veneto autore del quadro «Profilo imbavagliato» datato 2006 ed esposto in numerose mostre in Italia e allestero e ancora di proprietà dellautore, che si è visto «violentare» la sua raffigurazione in mille rivoli anti Cav. Limmagine simbolo della protesta del Popolo viola, pubblicata persino dal numero di fine 2007 della rivista Arte Contemporanea è finita su Repubblica, Stampa, Corriere della Sera e via sinistrando. «La mia opera è stata strumentalizzata per una battaglia politica - dice lautore al Giornale - che oltre a travisare il senso stesso del mio quadro, pensato per raffigurare il dramma dellincomunicabilità, mi ha pesantemente danneggiato».
Limmagine, carpita probabilmente su internet, è finita dappertutto: sul sito per la raccolta di firme www.nobavaglio.it, sul sito dellItalia dei Valori, sui manifesti della protesta davanti a Montecitorio del 1 luglio scorso e persino nella locandina di presentazione a Bologna del libro Ad personam di Marco Travaglio (probabilmente alloscuro dello scippo...), per rimbalzare su tutte le televisioni e financo ieri, a Berlino, allennesima protesta Idv che ha illuminato la città con tremila candele. Tutto gratis, senza citare la fonte, senza chiedere le autorizzazioni previste dalle norme che tutelano il diritto dautore per le opere darte e dellingegno. Una infinita sequela di irregolarità di cui qualcuno, prima o poi, dovrà rispondere.
«Nessuno mi ha mai informato, nessuno ha mai dichiarato che quel quadro è mio - insiste Pinarello - sono stato defraudato di unopera il cui significato originario è stato stravolto e svilito per fini commerciali. E vuole sapere il paradosso? Qualcuno potrebbe anche accusarmi di aver lavorato su commissione, anche se il quadro è del 2006».
Un errore di comunicazione o malafede assoluta? Bastava trovare 30 secondi, tra un gazebo e un corteo, e invece niente. Gli organizzatori del no bavaglio erano troppo impegnati a difendere la libertà di stampa per pensare al copyright. Succede, quando lodio per il Cavaliere diventa un lavoro a tempo pieno.
felice.manti@ilgiornale.it