Amministratori pagati, ma la società è fantasma

nostro inviato a La Spezia

Acam? Non è l’unica azienda a fare acqua alla Spezia. E per acqua non si intende il bizzarro tentativo della multiservizi che aveva cercato di produrre acqua minerale spendendo 400mila euro per un progetto che di bottiglie non ne ha prodotta neanche una. Nel mirino finisce anche Atc spa, la holding che gestisce (tra le altre cose) il trasporto pubblico locale del Comune della Spezia.
La società, di fatto, sta in piedi grazie ai trasferimenti di Regione e Comune a fronte di una mancanza di investimenti per i quali, nelle scorse settimane, si erano mossi anche i sindacati denunciando la mancanza nella gestione ordinaria dei mezzi pubblici: un parco che da tre anni non verrebbe rinnovato, con autobus che quotidianamente si fermano per strada e climatizzatori fuori uso o che generano aria tiepida fino a far registrare temperature che superano i 40 gradi. La holding ligure ha come presidente Enrico Sassi, da un decennio alla guida dell’azienda nei mesi scorsi costretta a pagare 424.820 euro per una multa dell’Antitrust. Sanzione (alla quale vanno aggiunti 150mila euro di spese legali) applicata per il «cartello» a cui Atc aveva partecipato insieme ad altre 13 società per la gestione del trasporto pubblico locale. Secondo l’Antitrust vi fu una violazione delle regole della concorrenza dell’Associazione temporanea di imprese «60 milioni di chilometri» per la quale Atc fondò la partecipata Atc Esercizio spa, società che poi avrebbe dovuto erogare il servizio di trasporto pubblico. Ma Atc Esercizio, nata nel 2007, è un’altra società che, fino al mese scorso, è stata attiva e non operativa, continuando ad erogare i compensi ai tre amministratori componenti il cda senza, di fatto, avere alcunché da gestire.
Atc Esercizio è stata anche ricapitalizzata per 60.000 euro nel 2007, un importo servito solo a pagare i compensi all’organo amministrativo: 10.500 euro l’anno sono andati al presidente Maurizio Lipilini, 7.500 al consigliere Roberto Venturoli e 30.000 all’amministratore delegato. Guarda caso l’ultima carica è ricoperta da Enrico Sassi che, come presidente della holding di Atc, percepisce già oltre 45.000 euro. Il fatto è che dallo scorso 6 febbraio, per contrasti tra il presidente e l’ad che hanno portato Lipilini ad autosospendersi gli emolumenti, l’amministratore delegato è stato esautorato da qualsiasi delega con il cda che, a maggioranza, avocava a sé tutte le deleghe di competenza.

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