(...) Formigoni è intenzionato ad accettare lofferta ricevuta dal futuro premier, Silvio Berlusconi, di diventare coordinatore nazionale del Popolo della libertà. È soddisfatto per «le attestazioni di stima» che ha percepito dal Cavaliere e si prepara a essere lerede di Sandro Bondi o del vicepresidente azzurro Giulio Tremonti in versione Pdl.
Quattro i punti della sua tabella di marcia: coordinare il Polo della Libertà; il quarto mandato, per il quale Formigoni vuole candidarsi; impegnarsi nel coordinamento a livello regionale dellExpo 2015; organizzare un rimpasto di giunta che alleggerisca il numero di assessori. In questo contesto lExpo ha un ruolo di particolare importanza. La kermesse porterà 4,3 miliardi di euro di finanziamenti diretti per lorganizzazione ma soprattutto un movimento di 20-25 miliardi considerando le attività collaterali: alberghi, rilancio dellaeroporto di Malpensa, infrastrutture di collegamento, insomma tutto ciò che potrà rientrare nel grande accordo di programma per il territorio della Lombardia. Un ruolo in cui affiancherà il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che sarà commissario e presidente del comitato di coordinamento che comprenderà presidenza del Consiglio, Regione, Comune, Provincia, Fiera e Camera di Commercio.
Il governatore ritiene che la giunta sia affare suo e intende mettere a punto «una squadra leggera» che possa essere da esempio per il Paese che si interroga sui costi della politica e protesta per quelli che ritiene sprechi. Inoltre, il presidente vorrebbe rinnovare gli uomini, facendo entrare persone di sua stretta fiducia come Marcello Raimondi e Giulio Boscagli, attuale capogruppo azzurro in consiglio regionale. Raimondi subentrerebbe a Marco Pagnoncelli, lassessore allAmbiente il cui nome circola ormai da mesi nel toto-rimpasto.
Gli assessori in partenza per Roma sono tre: Giancarlo Abelli, capodelegazione di Forza Italia, e i due esponenti di An Viviana Beccalossi (attualmente vicepresidente) e Massimo Corsaro. Tra i nomi in pole position per Alleanza nazionale Luca Ferrazzi, consigliere regionale dal 2000 e segretario dellufficio di presidenza del consiglio regionale, Giovanni Bozzetti, ex assessore comunale e ora ai vertici di Infrastrutture lombarde, e Romano La Russa. An ha già fatto sapere di non avere fretta di prendere decisioni: i neoeletti hanno due mesi di tempo per optare e in passato cè chi ha fatto trascorrere anche un anno prima di scegliere tra il Parlamento e il Pirellone. Il gioco dei subentri (che potrebbe includere anche il listino) mette ai banchi di partenza per il consiglio regionale il pavese Francesco Fiori e Giorgio Pozzi, ex assessore regionale ai Trasporti.