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La grande bufala di Open Arms: Salvini assolto. Meloni: "Difendere i confini non è reato"

Il centrodestra esulta per la decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso per saltum della procura di Palermo. L'avvocato Bongiorno: "Il processo non doveva neanche iniziare"

La grande bufala di Open Arms: Salvini assolto. Meloni: "Difendere i confini non è reato"
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È definitiva l'assoluzione per il vicepremier Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per la vicenda Open Arms. Dopo una camera di consiglio durata diverse ore, i giudici della quinta sezione hanno rigettato il ricorso "per saltum" presentato dalla Procura di Palermo dopo l'assoluzione di primo grado. Il vicepremier ha scritto sui social dopo la sentenza: "Difendere i confini non è reato". Anche la premier Giorgia Meloni ha commentato la vicenda sui social: "La definitiva assoluzione di Matteo Salvini nel caso Open Arms è una buona notizia e conferma un principio semplice e fondamentale: un Ministro che difende i confini dell’Italia non commette un reato, ma svolge il proprio dovere. Forza Matteo”. Al Senato, la presidente del Consiglio ha chiesto un applauso per il vicepremier. “Vorrei aprire queste mie brevissime repliche chiedendo un applauso per l’assoluzione del vicepremier Matteo Salvini dall’accusa infondata di sequestro di persona e dalla definitiva affermazione del principio che un ministro dell'Interno che difende i confini italiani sta facendo il suo lavoro e niente di più. Esprimiamo la nostra solidarietà e la nostra gioia al vicepremier Matteo Salvini”.

L'avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Matteo Salvini, ha sottolineato: "Il termine soddisfazione esprime quello che sento in questo momento. Si tratta di un processo che non doveva nemmeno iniziare e questa soluzione di carattere definitivo evidenzia quello che ho sostenuto in aula: era totalmente fuori dal mondo il ricorso della procura, ma cio che ci interessa è la correttezza dell'operato di Salvini". Ancora: "Tutto questo è la conferma del fatto che è partito un processo che veramente non doveva nascere e ciò è stato confermato anche come dalle conclusioni della procura generale". Sulla vicenda è intervenuto anche il fondatore della ong spagnola Oscar Camps: "Non è una decisione tecnica, ma politica".

La Procura generale di Cassazione oggi aveva chiesto il rigetto del ricorso per saltum dei pm di Palermo e di confermare l'assoluzione del ministro dei trasporti Matteo Salvini dalle accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio perché il fatto non sussiste. La vicenda risale al 2019, quando il vicepremier ricopriva il ruolo di ministro dell'Interno e ha negato per alcuni giorni lo sbarco di 147 migranti presenti a bordo della nave dell'Ong spagnola.

La Procura generale, nel corso della requisitoria, si è anche riportata alla memoria depositata nella scorse settimane in cui si affermava che il ricorso dei pm palermitani "non dimostra, nella prospettiva di censura della sentenza impugnata, la sussistenza di tutti gli elementi dei reati contestati, al fine di poter dimostrarne la tenuta della posizione accusatoria". Secondo la tesi della procura, Salvini avrebbe privato i naufraghi della loro libertà personale "senza alcuna apprezzabile ragione".

Ma il ministro, con la sua legale Giulia Bongiorno, ha sostenuto invece che la nave ong batteva bandiera spagnola, che il soccorso era avvenuto in acque maltesi, e che per questi motivi il Paese di competenza non era l'Italia. I magistrati dell'accusa avevano però insistito sulla violazione delle convenzioni internazionali e sull'obbligo di concedere un porto di sbarco.

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