Angela Hewitt e il Bach del clavicembalo «passepartout»

Alla canadese Angela Hewitt, acclamata interprete bachiana, e al Bach-Collegium di Stoccarda, l’onore di inaugurare la «seconda» stagione - quella serale - della Iuc, che si svolge solitamente il martedì, affiancando quella - pomeridiana- del sabato. Un duplice impegno attende la pianista, solista e concertatrice dell’ensemble tedesco, in un repertorio che assegna allo strumento a tastiera un ruolo solistico, dopo che per due secoli almeno, nelle sale da concerto e nei teatri, aveva svolto l’essenziale ma più umile compito dello strumento accompagnatore. A segnare i gloriosi albori della nuova vita del clavicembalo è Bach che per tastiera solistica e orchestra ci ha lasciato sette opere in tutto. La Hewitt ne esegue ben quattro e fra essi ci infila anche il Quinto Brandeburghese nel quale, prima ancora dei suddetti concerti, il clavicembalo ha una lunga insolita e impegnativa cadenza solistica. Un unicum per l’epoca. Dei sette concerti clavicembalistici di Bach sono in programma i Concerti nn.2, 4, 5, 7 che hanno una storia assieme agli altri abbastanza curiosa, benché consueta. Sono tutti concerti risalenti agli anni di Lipsia (1727-1750), ma nessuno è originale; sono, infatti, trascrizioni e rielaborazioni di concerti precedenti, la gran parte per violino solista, scritti negli anni di Cothen; ed uno in particolare, il terzo, è addirittura la trascrizione del Quarto Brandeburghese. La ragione per cui Bach fece ricorso ad autoimprestiti va ricercata nella mole di lavoro che comportava il suo incarico di Kantor (Maestro di cappella) della chiesa di san Tommaso, per la quale scrisse una quantità davvero sorprendente di musica sacra e liturgica, sia strumentale che vocale, dai Corali organistici, alle Cantate da chiesa, alle Passioni. La raccolta dei concerti, nata non come opera unitaria, era destinata al «Collegium Musicum» di Lipsia, i cui componenti, musicisti amatori, intrattenevano i clienti del Cafè Zimmermann nei giorni di festa, per i quali Bach destinò molta più musica di quella pervenutaci.
Aula Magna dell’università La Sapienza. Ore 20.30. Info: 06.3610051/2
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