C'è un inverno che sorprende per la luce che non abbaglia ma illumina, per i colori che non si spengono ma sfumano e per l'equilibrio leggero che sembra ballare o, forse, vibrare a cavallo delle acque del lago e le nevi delle prime catene alpine. Lieve, ovattato, calmo e avvolgente, è l'inverno del Garda Trentino, che da stagione fredda diventa caldo invito alla scoperta lenta di un territorio dall'animo alpino e dal respiro mediterraneo. Un territorio che, mentre si spinge dalle sponde del Garda verso l'entroterra, seguendo la valle del fiume Sarca e le valli laterali, fino a sfiorare le Dolomiti di Brenta e le Alpi Ledrensi, raccoglie paesaggi che cambiano nel giro di pochi chilometri, borghi antichi e alberghi innovativi di un lusso discreto, specialità enogastronomiche d'eccellenza e temperature miti.
Insolite per queste latitudini, creano un microclima talmente piacevole da rendere visite, escursioni, passeggiate e attività outdoor un vero piacere persino nel cuore di gennaio. Al punto che tracciati e sentieri si trasformano in racconti a cielo aperto, ideali per giornate all'insegna della contemplazione, del silenzio e della curiosità.
È in questo contesto che nasce il nuovo Sentiero della Noce, nel cuore del Bleggio, un percorso tematico di media quota che celebra una varietà di noce piccola, dal sapore dolce e aromatico, di origini antiche - presente già ai tempi dei Romani - e oggi riconosciuta come presidio Slow Food. Il sentiero prende inizio dal borgo di Santa Croce del Bleggio, e accompagna escursionisti di ogni età alla scoperta di un patrimonio agricolo e culturale prezioso, lungo un viaggio di sette tappe contrassegnate da sette panelli illustrati, accessibili e curati da uno studio locale. Tappa dopo tappa, si attraversano prati terrazzati bagnati di rugiada, si vedono i famosi muretti a secco (le filagne, ndr) in tutta la loro particolarità, si visitano borghi rurali e si percorrono stradine lontane dai percorsi più battuti, dove si scoprono realtà inaspettate. Dalle lavorazioni più antiche agli usi più imprevedibili del legno, dalle curiosità botaniche legate al cambio delle stagioni, fino alle ricette e degustazioni di dolci e liquori della tradizione a dir poco irresistibili. Scendendo di quota, l'inverno del Garda Trentino cambia volto, ma non perde fascino. Ad Arco, tra gli ulivi che affascinarono Goethe, Dürer e Rilke, il Sentiero dell'Olivo racconta il primato della coltivazione dell'extravergine. A soli novanta metri sul livello del mare, è un percorso ad anello semplice e suggestivo, che attraversa oliveti secolari e, complice una serie di installazioni narrative, guida dalla geologia del territorio alla tavola, fino alle mòlche, antica pasta oleosa che profuma il pane della tradizione locale.
In alta quota, invece, il contrasto tra la fatica della salita e la potenza dei panorami innevati si scopre lungo i sentieri che si arrampicano sul Monte Stivo, tra faggi, larici, pascoli aperti e soste panoramiche, in primis quella al rifugio Prospero Marchetti, un balcone naturale affacciato su Dolomiti, Alpi e Garda. Informazioni: www.visittrentino.info