Apre il Museo del Novecento: Milano è nel cuore della cultura

Lunedì 6 dicembre apre il museo dedicato all’arte del XX secolo. Da Picasso a Boccioni, da de Chirico a Burri. Nello spettacolare Palazzo dell'Arengario un nuovo percorso culturale di respiro internazionale. La Moratti: "E' una delle più grandi opere europee dedicate alla cultura"

Apre il Museo del Novecento:  
Milano è nel cuore della cultura

Milano - Tradizione e contemporaneità, razionalità e bellezza. C'è tutto questo, e ancora di più, nelle sale del Museo del Novecento. Nel cuore di Milano aprirà i battenti il prossimo 6 dicembre il nuovo spazio dedicato all’arte del XX secolo. Negli storici ambienti del Palazzo dell’Arengario si snoda la nostra storia. Si ha come la sensazione - umana e grandiosa - di rivivere un cammino artistico e culturale lungo cent'anni. C'è tutto il Novecento in questo spazio che rilancia Milano al centro del panorama artistico internazionale. "E' una delle più grandi opere europee dedicate alla cultura – commenta il sindaco di Milano Letizia Moratti – i capolavori italiani del XX secolo provenienti dalle Civiche raccolte d’arte milanesi catturano l’attenzione del pubblico a livello internazionale".

Nell'Arengario tra tradizione e innovazione E' tutto in quella rampa elicoidale che svetta e si slancia verso l'alto. Coniuga bellezza e potenza, ordine e vigore. Un elemento funzionale che collega i diversi piani della torre, dal livello della metropolitana alla suggestiva terrazza sul Duomo, e nello stesso tempo un elemento artistico che renderà il Palazzo dell’Arengario universalmente riconoscibile. Eppure sarebbe svilente ridurre lo spazio a questo sinuoso gioco di forme. C'è molto di più. Perché percorrendo il Museo del Novecento si ha come l'impressione che tu si snodi perfettamente nel persorso museale sapientemento pensato dal comitato scientifico diretto da Marina Pugliese. Un cammino nell'arte che accompagna con delicatezza il visitatore nella storia - complessa e ricca - del Secolo Lungo.

Percorso d'arte nel Secolo Lungo Si parte dal Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo e da una sezione dedicata alle avanguardie internazionali. Da Picasso a Braque, da Modigliani a Kandinskij per poi approdare al Futurismo con una collezione di opere di Boccioni unica al mondo. Si tira il fiato per poi immergersi di nuovo nelle monografie di de Chirico, Morandi, Martini e Melotti. Al terzo piano una sala è interamente dedicata al genio di Burri. Si scorrono anche i maggiori maestri italiani: Vedova, Capogrossi, Novelli, Tancredi e Accardi. La sezione conclusiva - una "manica" di oltre 1200 metri quadri al secondo piano di Palazzo Reale e collegata da una passerella sospesa - è dedicata agli anni Sessanta. Una grande sezione sarà riservata all’arte cinetica e programmata con una serie di ambienti del Gruppo T, per continuare con la pop art italiana e con i dipinti di grande formato della pittura analitica. La fine del percorso espositivo ospiterà l’arte povera e Luciano Fabro.

Uno spazio per Lucio Fontana Nel bando poi vinto dal Gruppo Rota, era stata messa nero su bianco la clausola di dedicare a Lucio Fontana il grande salone della torre dell’Arengario. D'altra parte l'esempio virtuoso del Museo del Novecento insegna l'importanza di costruire il contenitore sulle esigenze del contenuto. E non viceversa. "Diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento e consentire la migliore e più ampia visione delle collezioni che Milano ha ereditato nel tempo - ha spiegato il sindaco Moratti - sono questi gli obiettivi del progetto firmato da Italo Rota e Fabio Fornasari per rafforzare l’identità di Milano e aumentare il suo prestigio internazionale". La sala è stata progettata come un’enorme opera ambientale allo scopo di allestire in modo rispettoso il soffitto del 1956 proveniente dall’Hotel del Golfo dell’Isola d’Elba e concesso in deposito dal ministero per i Beni e le Attività culturali, nonché il Neon di proprietà della Fondazione Fontana e i Concetti spaziali degli anni Cinquanta.

MUSEO DEL NOVECENTO
via Marconi 1
Lunedì 14.30–19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30–19.30
Giovedì e sabato 9.30–22.30
Ingresso gratuito fino a febbraio 2011 

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