Armani sul velluto, ecco l’eleganza noncurante

Milano Moda Uomo. Lo stilista fa sfilare una collezione piena di baschi e occhialini per
rendere evidente i riferimenti alla Francia: "Io amo la cultura
d’Oltralpe". Ma si toglie qualche sassolino anti-parigino: "Non è
carino penalizzarmi per i capricci di Dior"

Milano «C'è chi si difende con l'orario della sfilata, io lo faccio con i vestiti» risponde Armani a chi cerca di provocare una delle sue leggendarie sfuriate chiedendogli come mai ha fatto sfilare un'incantevole moda uomo di gusto chiaramente francese proprio quando gli tocca subire l'ennesima prova di arroganza e sciovinismo da parte dei cosiddetti "cugini" d'Oltralpe. Un tardivo e ingiustificabile cambio di programma della Maison Dior, la più famosa di Francia, lo ha infatti costretto a ritardare di quasi due ore la sfilata della linea Privè in programma a Parigi il prossimo lunedì sera. «È una cosa che ci ha scombussolato, anche perché è arrivata a calendario ormai chiuso e senza spiegazioni. Anche la Camera della Moda Francese ci ha detto che a loro è stato semplicemente comunicato. Sì non è stato carino». Danni e disagi sono inevitabili per il più famoso dei nostri stilisti e per i suoi invitati. Eppure con grande savoir faire Re Giorgio s'inchina alla cultura francese («Io la amo», dice) con la forza tranquilla di chi si sente ed è dalla parte della ragione e sembra addirittura dire Vive la France quando lancia il baschetto in aria nel finale della sfilata Uomo in passerella ieri a Milano.
A ispirare la collezione maschile del prossimo inverno è stata infatti una foto dello stilista Paul Poiret con gli occhialini, le ghette sotto ai pantaloni leggermente sbuffanti, il basco sulle 23. Stiamo parlando dell'uomo che ha liberato le donne dall'incubo del busto inventando le linee che hanno segnato l'inizio del XX secolo e della modernità. Dunque il messaggio è romanticismo e concretezza, una ricerca più sottile e precisa che mai di comportamenti etici suggeriti dall'estetica dei capi. C'è ad esempio un bellissimo gioco di luce nell'uso dei materiali: un filo metallico nella tramatura del principe di galles, il lucidissimo pelo di cavallino rasato nel caso del delizioso cappotto nero tagliato a trench, ma soprattutto tanto velluto. "Illumina il viso" conferma Armani che indossa a sua volta un vellutato pullover nero, del tutto simile a quelli un po' più gonfi e sportivi che i modelli sfoggiano sui nuovi jeans in denim molto scuro con cuciture sartoriali. Le proporzioni largo sotto e stretto sopra o viceversa, si allungano sinuosamente nella rigorosa linearità dei completi formali.
L'ultima uscita dei ragazzi con le giacche leggermente imbottite e strette in vita da una piccola cintura, ricorda vagamente un'immagine maschile scattata tra le due guerre mondiali, ma le ghette che occhieggiano dai pantaloni in realtà sono dei parastinchi da motociclista o da biker, funzionali e moderni come non mai. Insomma a un uomo così si toglierebbero volentieri gli occhiali per mettere il naso nel suo collo e sentire che profumo ha un individuo capace anche di parlare in un mondo che urla. Dello stesso segno la bellissima collezione di Ermanno Scervino con la rilassata nobiltà dei gesti di una giacca-cardigan realizzata in tessuto double che sembra maglia e uno stile vagamente austroungarico che fa pensare a Le Braci, il più bel romanzo di Sandor Marai. In realtà accanto al blazer verde militare con grossi bottoni d'oro, al giaccone camouflage con il motivo mimetico che diventa check, al grande pullover a coste sui sottili pantaloni di gazar (tipico tessuto da alta moda femminile), compare un'infinita varietà dei grandi classici maschili degli anni Quaranta. Il meraviglioso cappotto grigio che accarezza il corpo e scivola via, nasconde un segreto fenomenale: ha una leggera imbottitura in fili di seta, costosissima, leggerissima, chiamata "bava dell'imperatore" perché veniva utilizzata nella Cina imperiale per riscaldare sua maestà e tutti i nobili che potevano permettersi il costo di un materiale ancora oggi ultra pregiato. Del resto Scervino vuole rilanciare anche il paltò nella mischia della modernità, fermo restando che lui, gran maestro del piumino couture, anche stavolta ne propone di bellissimi, dal peso infinitamente leggero: 250 grammi al massimo. Alessandro Sartori, talentuoso designer della linea Z di Zegna, inventa nuove costruzioni sartoriali chiamando tecno tailoring la sua evoluzione della specie del cosiddetto taglio al vivo. Le cuciture accostate e non sovrapposte permettono tagli anatomici ed estrema leggerezza soprattutto nel caso dei cappotti tra cui si segnala la più bella redingote nera della stagione.
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