Come arrivare ai preliminari in 33 mosse

Come arrivare ai preliminari in 33 mosse

(...) Guardalben, voto 8. Ma come? Se non ha mai giocato ed è andato in panchina solo otto volte? Verissimo, ma ha firmato le più belle dichiarazioni blucerchiate dell’anno, dicendo che gli piacerebbe andare al bar e vedere la gente più felice. Grande portiere non lo so, grandissimo uomo sì.
Mario Cassano, senza voto. Sette panchine. E, nonostante il cognome, nemmeno una polemica.
Fiorillo, voto 2. Per dire che è un gran portiere, dicevano che «non suda» che significa che non si emoziona. Però fa sudare freddo chi lo vede giocare.
Accardi, voto 3. L’anello mancante. Della difesa.
Cacciatore, voto 5,5. I tifosi blucerchiati gli sparano sempre addosso. Ma la sua specie, quella degli umili faticatori, andrebbe protetta.
Gastaldello, voto 8. Ha anche segnato tre gol. Difficile chiedergli di più.
Lucchini, voto 8. Gemello diverso di Gastaldello.
Regini, senza voto. Dopo l’esordio in A con Mazzarri, solo due panchine. Peccato perchè ha un futuro.
Rossi, voto 5,5. Purtroppo per i blucerchiati, solo omonimo di quello rossoblù.
Stakevicius, voto 4,5. Gioca solo 14 partite, ma riesce a farsi espellere due volte. Partito.
Zauri, voto 7. A fine stagione è da 10. Il problema è che c’è anche quello dell’inizio.
Ziegler, voto 7. Due reti per Reto. Raddoppiato.
Franceschini, voto 4,5. Ex di fatto.
Guberti, voto 6,5. Nella stessa partita fa giocate da dieci e roba da tre. Il voto è la media.
Mannini, voto 6,5. Pesano le cinque reti di inizio campionato.
Padalino, voto 6. Due reti, due esplusioni. Casinista.
Palombo, voto 7,5. Capitano coraggioso.
Poli, voto 7,5. Senza le ultime dieci giornate, il voto sarebbe più alto. Sorprendente.
Sammarco, voto 4. Cinque minuti per farsi dimenticare (il voto è allo scorso campionato).
Semioli, voto 7. È tale e quale a Pippo Franco. All’inizio, infatti, fa ridere. Poi fa piangere gli avversari.
Soriano, senza voto. Di lui dicono un gran bene. Ma ragranella mestamente solo tre panchine.
Tissone, voto 6,5. Molto discontinuo. Quando c’è, si sente. Quando c’è, però, non è un concetto coincidente con la sua presenza in campo.
Bellucci, voto 6. Alla memoria.
Antonio Cassano, voto 8. Nutella party.
Elsneg, senza voto. Sembra un codice fiscale, ma è una punta. Una volta in panchina.
Foti, voto 3. Pure lui va una volta in panchina. Il voto è a ciò che poteva essere e non è stato.
Marilungo, voto 8. Una panchina anche per lui (più una in Coppa Italia). Il voto è a ciò che potrà essere.
Pazzini, voto 9. Diciannove gol in 37 partite, roba da Pazzo.
Pozzi, voto 8. Decisivo quando sostituisce Cassano. Detto tutto.
Scepovic, voto 4,5. Sciapovic.
Testardi, voto 6. Voto al tiro contro la Juventus che solo un grande Chimenti ha salvato.
Del Neri, voto 10. Perfetto. Anche nel rischiatutto con Cassano.
Marotta, voto 10. Una promozione in serie A, per la quarta volta in Europa. Serve altro?
Garrone, voto 10. Altro che braccino corto, ha la vista lunga e negli ultimi anni la sua Samp, che ha salvato dal fallimento, è seconda per numero di punti solo a Inter, Milan e Roma. Certo, se si fosse evitato la battuta sulla macelleria...

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