Gli assassini della provincia diabolica

Una setta svelata dall’omicidio di Mariangela Pezzotta. Nel 1998 l’esecuzione di Fabio Tollis e Chiara Marino

da Milano

È una storia di orrori e di efferati omicidi quella delle Bestie di Satana, setta cresciuta tra droga, musica heavy metal e culto del diavolo. Una storia venuta a galla il 24 gennaio di due anni fa con l'uccisione di Mariangela Pezzotta, ventisettenne di Somma Lombardo, trovata morta in uno chalet di Golasecca, piccolo centro nel varesotto.
Quel giorno finiscono in carcere Andrea Volpe, 28 anni tossicodipendente e disoccupato di Somma, ed Elisabetta Ballarin, la sua compagna, di 10 anni più giovane. Mariangela è stata uccisa nello chalet di proprietà della famiglia Ballarin, con un colpo di una calibro 38 special (che risulterà sottratta dalla casa del padre di Elisabetta) e finita a colpi di badile. L'omicidio ripropone altri casi sospetti e insoluti. Michele Tollis, padre di un ragazzo, Fabio, 16 anni, frequentatore delle «Bestie», sparito insieme all'amica Chiara Marino, diciannovenne, circa sei anni prima, va dai carabinieri di Varese per riportare l'attenzione sulla misteriosa scomparsa dei due giovani e avanzare i suoi sospetti sull'esistenza del gruppo satanico. È una storia che si ripete da anni, ma per anni gli inquirenti hanno pensato al dolore di un genitore.
La morte della Pezzotta invece getta una nuova luce su quanto papà Tollis sostiene e le indagini si allargano alla scomparsa dei due giovani. Gli inquirenti ritrovano i loro resti in una fossa profonda un paio di metri scavata in un bosco tra Somma Lombardo e Arsago Seprio. Fabio e Chiara erano stati massacrati la notte del 17 gennaio 1998, nel giorno stesso della loro scomparsa, e poi sepolti insieme ad un paio di guanti di lattice, una lama di badile e mozziconi di sigaretta.
Per quella «mattanza» il 3 giugno vengono emesse altre 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere: per Volpe e Sapone, già arresati per la morte di Mariangela, e altre due per Pietro Guerrieri, detto Wedra, 29 anni operaio e per Mario Maccione, il medium del gruppo, a suo dire capace di mettersi in contatto con gli spiriti maligni, e all'epoca del duplice omicidio ancora minorenne. Entrambi sono di Brugherio (Milano).
Da quel momento, tra dichiarazioni, ritrattazioni e versioni discordanti, gli inquirenti riescono a ricostruire gli orrori compiuti dalle Bestie e ad individuare gli altri del gruppo: il 28 luglio finiscono in prigione Paolo Leoni, detto Ozzy, 27 anni di Corsico, considerato la mente del gruppo, Eros Monterosso, anche lui 27enne di Cesano Boscone, Marco Zampollo, 26 anni di Brugherio, ruolo da luogotenenti. Il 25 agosto viene arrestato Massimo Magni, anche lui all'epoca del delitto di Fabio e Chiara non ancora maggiorenne. Il gruppo è così al completo.