Per Atene 30 miliardi di aiuti ma solo con altri tagli al deficit

Un piano d’emergenza molto cospicuo, fra i 20 e i 30 miliardi di euro, è allo studio di Germania e Francia per mettere in sicurezza il bilancio della Grecia, e con esso la moneta unica europea. Ma prima che il progetto venga reso noto, il governo di Atene dovrà approvare misure supplementari per ridurre il deficit pubblico: «Se saranno necessarie, le annunceremo subito», dice il ministro dell’Economia Louka Katseli.
«Possiamo aiutare meglio la Grecia - spiega Angela Merkel, cancelliere tedesco, in un’intervista televisiva - rendendo chiaro che, prima di tutto, Atene deve fare i compiti a casa». Nessuna decisione è ancora stata presa, chiarisce la Merkel, che però si augura che il prossimo incontro col premier Papandreu serva a «raffreddare le emozioni» che hanno spinto l’euro a dover affrontare «il momento più difficile dalla sua istituzione».
Nonostante il riserbo, ed alcune comprensibili reticenze, il patto fra Europa e Grecia appare ormai chiaro: da una parte una rete di protezione da parte di istituzioni pubbliche e private di Francia e Germania per finanziare le emissioni di titoli greci, dall’altra l’impegno a fare di più sul fronte del risanamento della finanza pubblica. Nel corso della visita effettuata ad Atene nei giorni scorsi, i tecnici di Bruxelles hanno riscontrato una distanza eccessiva fra le misure annunciate e gli obiettivi di bilancio 2010. «Ci hanno detto che le nostre previsioni del Pil non erano giuste - ammette Katseli -, che la recessione sarà più profonda e che dovremo fare altri tagli alla spesa. Hanno aggiunto che i mercati non sono convinti, e quindi c’è bisogno di ulteriori misure».
Oggi arriva ad Atene il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn per incontrare il premier George Papandreu. A nome dell’Unione europea, Rehn chiederà un rafforzamento del piano di austerità, che dovrebbe portare il rapporto deficit-Pil dal 12,7% del 2009 all’8,7% di fine anno. A loro volta, i governi di Francia e Germania dovrebbero coinvolgere alcune istituzioni finanziarie pubbliche, come la Caisse des Depots e la KfW, in un piano di salvataggio per le prossime emissioni del debito pubblico greco. In breve, le banche sottoscriverebbero i titoli non richiesti dal mercato, con la garanzia dei due governi. Le autorità greche hanno detto d’essere a posto fino a metà marzo; ma fra aprile e maggio si troveranno nella necessità di rifinanziare debito pubblico per almeno 20 miliardi di euro. Secondo il Wall street journal, il piano di salvataggio dovrebbe aggirarsi sui 30 miliardi, mentre altre fonti di stampa parlano di 20-25 miliardi di euro.
«Sono certa che la Grecia potrà rifinanziare il debito, utilizzando le modalità che stiamo esplorando in questo momento, e per le quali abbiamo in mente un certo numero di idee», conferma il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde. I piani allo studio, aggiunge la Lagarde, «potrebbero coinvolgere istituzioni pubbliche, o private, o entrambe». Le indiscrezioni lasciate filtrare nel corso di questo fine settimana potrebbero essere utili a raffreddare le tensioni sui mercati. Ora la priorità è di affrontare l’emergenza, e di evitare possibili contagi con altre economie in difficoltà, in primo luogo la Spagna. Ma la «lezione greca», pensano Francia e Germania, dovrà servire a rafforzare le regole del Patto di stabilità europeo, attraverso regole di bilancio più efficaci, per quanto politicamente poco attraenti.

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