Scene di battaglia urbana ieri nel centro di Atene, dove una manifestazione contro le misure anti-crisi del governo si è trasformata in uno scontro violento tra giovani incappucciati e la polizia e, in unaria resa irrespirabile dal fumo dei lacrimogeni e dai fuochi dei cassonetti incendiati, si sono ripetute scene di violenza divenute sempre più frequenti al tempo della crisi.
La giornata di ieri, la prima di uno sciopero generale di 48 ore proclamato dai due maggiori sindacati greci per protestare contro le nuove e più rigide misure di Austerity che ieri hanno ricevuto il primi sì dal Parlamento, si è conclusa con un bilancio di 45 feriti - di cui 25 agenti e 20 manifestanti - e 25 persone arrestate o fermate. Decine le vetrine dei negozi infrante, divelti i pali dei cartelli stradali per usarli come arieti, i marmi di rivestimento dei palazzi fatti a pezzi per lanciarne grossi frammenti contro la polizia. Sulla piazza, davanti al monumento al milite ignoto, è stata data alle fiamme una garitta che ospita gli euzones, le guardie con il tradizionale gonnellino bianco e gli zoccoli, e in via Panepistimiou unedicola ha subito la stessa sorte. Lo sciopero ha completamente paralizzato ogni attività e isolato il Paese dal resto del mondo, con aerei a terra e traghetti allancora nei porti. Decine di migliaia di persone - 70mila per la polizia, almeno 200mila per gli organizzatori - si sono radunate in mattinata in quattro piazze della capitale chiamate a raccolta dai sindacati per protestare contro le misure da approvare in vista del vertice di domenica a Bruxelles.
Atene, scioperi con 45 feriti e città devastata
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