Ha sbaragliato la concorrenza di altre nove città finaliste: è Ancona la Capitale italiana della Cultura nel 2028 con l’annuncio dato questa mattina dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Il dossier vincitore dal titolo “Ancona. Questo adesso”, tratto dal poeta anconetano Francesco Scarabicchi, è stato illustrato il 26 febbraio scorso.
Le parole del ministro
“Desidero esprimere le mie congratulazioni alla città di Ancona per la qualità del progetto presentato e per il traguardo raggiunto. Rivolgo un sentito ringraziamento alla Giuria che, in maniera indipendente e sovrana, ha scelto la città vincitrice”, ha dichiarato il ministro Giuli. “Un plauso sincero va infine a tutte le città finaliste - Forlì, Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia - che con la loro partecipazione hanno offerto una straordinaria testimonianza di vitalità culturale e progettuale".
Perché ha vinto Ancona
Come spiega il ministero della Cultura, la Giuria ha scelto Ancona tra tutte le città finaliste perché “Il dossier propone un modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione”. Un cenno anche al programma scelto dal capoluogo marchigiano che è
“solido e interdisciplinare ed è adeguato per attrarre un pubblico ampio e diversificato lungo l’intero arco dell’anno. La strategia di investimento appare solida e coerente con gli obiettivi, con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico. Apprezzata, inoltre, l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio, che garantisce una rete strutturata, partecipativa e orientata alla crescita”. Infine, è stato sottolineato che “la Commissione, all’unanimità, raccomanda come Capitale Italiana della Cultura 2028 Ancona”.
Il plauso del sindaco
"Sono molto emozionato. Nonostante svolga il ruolo di amministratore pubblico da diversi anni questo titolo è un obiettivo molto importante per la comunità, per la città e per l'intera regione", ha dichiarato ai microfoni di Skytg24 il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, "È stato fatto un lavoro importante - ha aggiunto - per comporre un dossier competitivo e originale, capace di far capire i diversi aspetti del nostro tessuto socio-culturale". Un progetto che, secondo il primo cittadino di Ancona, aveva come obiettivo più importante quello di "rendere armonioso il rapporto tra archeologia, architettura e ambiente, visto che abbiamo un parco che arriva fino alla città. Abbiamo fatto un buon lavoro, lo dico da sindaco tra i sindaci delle altre citta' finaliste", ha concluso Silvetti.
Le parole del governatore
L’aver conquistato, Ancora, un titolo così ambito "testimonia l'enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall'Italia e dal mondo intero": lo ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, parlando di un risultato che "premia un percorso condiviso tra istituzioni, territorio e comunita.
La Regione Marche ha sostenuto con convinzione la candidatura di Ancona, che ha saputo valorizzare la propria identità e l'eredità della sua storia millenaria, traducendole in una visione contemporanea e proiettata al futuro", ha sottolineato il governatore.