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Autovelox approvati ma non omologati, valanga di ricorsi: “Valutiamo se spegnerli”

Dopo l’annullamento di una multa a Trento, resta il caos sugli impianti contestati. Chi ha già pagato però non potrà recuperare soldi e punti

Autovelox approvati ma non omologati, valanga di ricorsi: “Valutiamo se spegnerli”
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Si continua a parlare dell'annoso problema degli autovelox approvati dal ministero ma non omologati. Continuano ad arrivare ricorsi da parte degli automobilisti intenzionati a contestare la sanzione. Al contempo, proseguono le sentenze a favore da parte dei tribunali interpellati.

È recente il caso di Trento. Un automobilista, passato attraverso la galleria di Martignano, si è poi visto recapitare una multa dopo essere stato segnalato dall'autovelox presente in quella zona. Il tribunale di Trento si è espresso a favore del cittadino, annullando la sanzione.

Ma il tunnel di Martignano non è l'unico a creare problemi. Oltre all'autovelox della galleria, presente all'imbocco ovest, c'è anche l'impianto di Trento nord, per non parlare di quello di Pergine. Sono tutti dispositivi che stanno causando non poche contestazioni. In particolare, l'autovelox di Martignano ha colpito decine di migliaia di automobilisti.

Ancora una volta, stiamo parlando di impianti che sono stati autorizzati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma non autorizzati. Questo porta a numerosissimi ricorsi.

"Al momento non esiste una procedura che definisca precisamente cosa significa fare un'omologazione di questo velox", ha spiegato ai microfoni del Tgr Tento il comandante della polizia locale Alberto Adami. "Per adesso sono velox approvati ma non omologati".

Queste difficoltà non sono soltanto a Trento, ma in tutta Italia, e per adesso non si è ancora riusciti a trovare una soluzione soddisfacente. Intanto, chi ha pagato la sanzione, oppure ha scelto di far passare i termini di 30 o di 60 giorni per il ricorso, non potrà recuperare il denaro versato, né riavere indietro i punti della patente sottratti.

"Abbiamo numerose sentenze del giudice di Pace e altri appelli favorevoli al cittadino", ha aggiunto il comandante Adami.

"Stiamo effettuando una valutazione. Valutiamo cosa fare per il futuro". Per il momento non si hanno ancora risposte certe. Al vaglio anche l'ipotesi di disattivare gli impianti in attesa di maggiori certezze su come procedere.

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