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Quel bluff Pd sull'ospedale fantasma

Ritardi infiniti: dopo 8 mesi la struttura di Monopoli-Fasano non è ancora pronta

Quel bluff Pd sull'ospedale fantasma

È il 26 luglio 2025, in Puglia mancano 4 mesi alle elezioni regionali. Michele Emiliano non resiste: indossa la polo blu d’ordinanza e mobilita la stampa per il taglio del nastro dell’ospedale di Monopoli-Fasano. Peccato che l’ospedale non c’è (ed è vuoto anche oggi, a 8 mesi da quell’inaugurazione nel nulla). Ma il presidente uscente ci vuole mettere la faccia a tutti i costi prima di sbaraccare il suo ufficio da governatore. Organizza la cerimonia e se ne infischia se il suo assessore alla Sanità quel giorno non può nemmeno essere presente.
Come mai tutta questa fretta, quando i reparti erano (e sono tuttora) vuoti? «Tutto normale - fa notare in piena estate la Regione Puglia - In base al cronoprogramma è previsto che le attività sanitarie cominceranno entro la fine del 2025». E c’è anche un documento dell’Asl di Bari a confermarlo: nella relazione del Rup (responsabile unico del progetto) viene precisato che «dal primo dicembre 2025 dovrà essere garantita la completa funzionalità del nuovo ospedale e si potrà procedere con la programmazione dei ricoveri», fino ad accogliere 300 pazienti a pieno regime. «Il 26 luglio si legge nel documento - viene avviato il progressivo trasferimento delle unità operative». Ma che vuoi fare? Cominciarlo in pieno agosto?
Si slitta a settembre. E a settembre che vuoi fare? Cominciarlo quando tutti sono presi con le elezioni di novembre? Ed ecco che la scadenza del primo dicembre, annunciata come data della «piena funzionalità», non viene rispettata. E vai con la nuova deadline, non più dicembre ma aprile -maggio: «A partire dalla primavera specifica l’Asl - l’attività sanitaria sarà focalizzata, con un dettagliato cronoprogramma, sui servizi specialistici ambulatoriali e sul servizio di dialisi, cui seguirà l’accoglienza dei primi pazienti in regime di ricovero in elezione, poi dei ricoveri in urgenza, e quindi delle attività di Emergenza-Urgenza, tra cui il pronto soccorso». La primavera è adesso. Per aprire (davvero) l’ospedale costato 200 milioni (quasi la metà del deficit sanitario delle Asl della Puglia) mancano ancora diversi passaggi: i collaudi delle apparecchiature, i percorsi di formazione dei sanitari, lo studio dei processi organizzativi e gestionali (con simulazioni pratiche) per ciascuna unità operativa. E le assunzioni? Nella prima fase di avvio, spiega l’Asl di Bari, verranno trasferiti 545 dipendenti del «vecchio» ospedale San Giacomo.
Resta sempre il dubbio su quel taglio del nastro di fine luglio. «Quella cerimonia ci specificano dall’Asl - ha sancito la fine dell’opera e l’inizio del percorso di completamento propedeutico all’effettiva attivazione del nuovo ospedale». Un’inaugurazione delle mura. Nulla di più. Senza letti, senza macchiari sanitari, senza personale: senza tutto quello che fa la differenza tra un edificio in cemento e un ospedale per curare la gente.


Già due anni fa Emiliano aveva «inaugurato» la struttura sanitaria Asclepios 3, dove il 5 luglio 2023 aveva tenuto un «sopralluogo» per dare atto che il reparto «è già in funzione, con i pazienti ricoverati». Tutti hanno dimenticato che quel padiglione è una delle grandi incompiute della sanità pugliese: appalto del 2012, lavori terminati nel 2021.

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