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Landini, non solo il Tfr: ha pure sottopagato il dirigente della Cgil

Dopo la liquidazione negata, lo stipendio ridotto. Per il sindacato è un problema solo degli altri

Landini, non solo il Tfr: ha pure sottopagato il dirigente della Cgil
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Il segretario della Cgil Maurizio Landini va giù duro dopo l'inchiesta della Procura di Milano sul presunto sfruttamento dei rider: "Un sistema di caporalato che denunciamo da anni. Va garantito a queste lavoratrici e a questi lavoratori - un salario dignitoso e un orario pieno, attraverso l'applicazione di un contratto nazionale sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e, laddove sussistano realmente condizioni di lavoro autonomo, parità di tutele, retribuzione e diritti sindacali". Non fa sconti il segretario che vuole la rivolta sociale.

Battaglia giusta. Eppure, quello delle retribuzioni non adeguate ai contratti è un tema che il leader del sindacato conosce bene. Benissimo. Il Tribunale Civile di Roma, nel gennaio del 2024, ha condannato la Cgil per il mancato adeguamento retributivo di un suo dipendente, assegnato a un ufficio di responsabilità nella sede centrale di Roma, in corso Italia. Lavoro da dirigente ma pagato con uno stipendio da impiegato semplice.

Dopo il tfr negato, ecco le retribuzioni ridotte. Un altro caso scuote la Cgil che già pianifica per il mese di marzo un'altra ondata di scioperi generali. È una vicenda che investe il Codice civile. La Cgil ha impugnato il provvedimento del giudice di Roma: l'apertura del processo di appello è fissata a maggio. La storia riguarda il dipendente Cgil, ormai in pensione, già protagonista di una vittoria legale con il sindacato per il Tfr negato. Il Giornale ha potuto visionare le carte del nuovo procedimento contro la Cgil. Arrivato nel 1985 nella sede centrale di Roma, con lettera d'incarico del segretario generale, al dipendente Stefano. O. viene affidata la responsabilità dell'ufficio legislativo della Cgil. Gestisce e coordina affari legali e progetti con l'Unione Europea. Una mole di lavoro enorme. Ma lo stipendio resta uguale. Non viene adeguato al ruolo di responsabilità. È una palese violazione del regolamento interno del sindacato. Nel 2015 arriva la pensione. Nel 2020, al timone del sindacato sbarca Maurizio Landini. Parte la diffida da parte del lavoratore per ottenere gli arretrati sulle differenze retributive. La Cgil nicchia. Si arriva in Tribunale con il verdetto di primo grado favorevole al lavoratore. Cgil condannata al pagamento di differenze retributive pari a 125mila euro circa. Landini non salda e impugna in appello la sentenza. A maggio inizierà il secondo round. Intanto, la storia del Tfr negato, incendia lo scontro politico.

Il Giornale proprio ieri ha raccontato la storia del sequestro di 190.145,61 euro sul conto corrente del sindacato - attivo al Monte dei Paschi di Siena - per il mancato pagamento del Tfr a quel lavoratore. Il senatore meloniano Gianni Berrino, membro della Commissione Lavoro di Palazzo Madama, osserva: "Se quanto riportato fosse confermato, ci troveremmo davanti a un fatto grave e paradossale: chi ogni giorno si erge a paladino dei diritti dei lavoratori dovrebbe essere il primo a rispettare le decisioni della magistratura e a garantire il pagamento delle spettanze dovute".

E Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, definisce la vicenda "sconcertante" perché - dichiara - dimostra l'ipocrisia di Landini, il quale parla di politiche sociali ma poi mortifica un lavoratore". Gasparri, poi, ricorda: "Non è la prima volta che la Cgil in questioni di lavoro, di formazione professionale e di varia natura, si trova al centro di questioni discutibili".

Il capogruppo dei senatori azzurri attacca: "Landini si vergogni, rispetti quello che è stato deciso dalla magistratura che dice di voler difendere e osservare in ogni momento e dia a questo lavoratore tutti i soldi che la Cgil gli deve". "Landini è veramente un ipocrita - conclude - Predica bene e razzola male. Anzi malissimo".

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