Leggi il settimanale

Contestarono la Brigata Ebraica al 25 aprile di Parma: avviso di chiusura indagini per 18 pro Pal

I fatti si riferiscono al corteo per la Liberazione di un anno fa, quando gli esponenti della comunità ebraica furono messi sotto pressione dagli antagonisti

Contestarono la Brigata Ebraica al 25 aprile di Parma: avviso di chiusura indagini per 18 pro Pal
00:00 00:00

Per i fatti di Parma del 25 aprile 2025, quando il gruppo di esponenti della comunità ebraica locale è stata fatta oggetto di attenzioni pericolose da parte di un gruppo di esponenti pro Palestina e di esponenti dell’area antagonista, 18 persone hanno ricevuto un avviso di fine indagine dalla Procura di Parma. A tutti viene contestato, a vario titolo e in concorso, il reato di violenza privata pluriaggravata mentre a tre manifestanti viene contestata anche l'accensione di fumogeni. Tra le aggravanti, per gli inquirenti, quella di aver agito con finalità di odio etnico, nazionale e razziale.

In quell’occasione, i rappresentanti della comunità ebraica, aderenti all’Associazione Nazionale Setteottobre, all’Associazione parmense per Israele, agli Studenti israeliani e alla comunità iraniana furono obbligati ad arrotolare lo striscione della Brigata Ebraica. Se non l'avessero fatto, non avrebbero potuto prendere parte al corteo e anche durante la manifestazione, sarebbe stato ostacolato il tentativo di riaprire lo striscione e di accedere a Piazza Garibaldi dove erano previsti gli interventi delle autorità, costringendo lo spezzone ebraico a lasciare il corteo anzitempo. Per gli investigatori, quella è una privazione del diritto di espressione del libero pensiero.

È un passaggio fondamentale per accertare eventuali responsabilità rispetto a un episodio intollerabile, che ha visto la Brigata Ebraica e le associazioni vicine alla comunità ebraica impedite nell’esercizio di un diritto fondamentale: quello di manifestare liberamente il proprio pensiero”, hanno dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, Gaetana Russo, e il consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Parma, Priamo Bocchi. “Negli ultimi anni abbiamo assistito all’escalation di episodi di odio e intolleranza che non possono e non devono essere ignorati o minimizzati. Il disegno di legge approvato dal Senato il 5 marzo scorso, che introduce la definizione operativa di antisemitismo elaborata dall’IHRA, rappresenta un passo importante nel contrasto di questi fenomeni”, ha aggiunto Russo, mentre Bocchi ha sottolineato che i “fatti di Parma devono essere motivo di riflessione per tutta la città: è grave che gruppi riconducibili all’area antagonista e attivisti ProPal abbiano cercato di impedire la presenza della Brigata Ebraica e delle associazioni ebraiche durante una manifestazione che dovrebbe rappresentare i valori della libertà e della convivenza democratica”.

Riccardo Decorato, deputato di Fratelli d'Italia e vice presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice sindaco delle Giunte di centrodestra milanesi, ha evidenziato che “mentre la Procura di Parma ha posto fine all'indagine per le contestazioni del 25 aprile dello scorso anno, a Milano, nonostante lo scorso 25

Aprile la Brigata Ebraica abbia ricevuto insulti e minacce, oltre ad essere stata espulsa dalle celebrazioni, non sappiamo nemmeno se la Procura stia indagando o meno. Tutto ciò è assurdo vista la gravità della circostanza”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica