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Crans e l'inferno della sicurezza

Emerge che in un "paradiso della ricchezza" così come la Svizzera, e così come Crans-Montana, si è rivelato purtroppo un "inferno della sicurezza"

Crans e l'inferno della sicurezza
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Sulla tragedia di Crans-Montana, le parole più ferme, vere e fondate le ha pronunciate l'ambasciatore italiano in Svizzera, sostenendo che in Italia i proprietari di quella strana discoteca sarebbero stati subito arrestati. Per il resto mi sembra che dai media italiani e dalla stessa opinione pubblica non sia salito e non sia stato espresso quel moto di indignazione che si sarebbe ampiamente diffuso se la stessa tragedia fosse avvenuta in una località di montagna in Italia.

Forse pesa quella strana esterofilia che agisce a livello conscio, o sub-conscio, in molti di noi italiani. Forse pesa una certa soggezione verso i luoghi stranieri della ricchezza, e tanto più verso la ricca Svizzera. Un modello di efficienza anche secondo i luoghi comuni diffusi, forse per questo assai intoccabile. Precisissimo nel costruire gli orologi, superficiale nel controllare le discoteche, perfino quelle piene di minorenni.

Non siamo qui a giocare nel fanta-tragedie, sulla pelle di tante splendide ragazze e ragazzi anche italiani che lì hanno perso la vita. Però proviamo a spostare la stessa scena ad esempio a Madonna di Campiglio, per non dire a Cortina, dove si dovranno svolgere le olimpiadi invernali.

Certamente i proprietari dello strano disco-bar sarebbero stati arrestati alla luce della piena inadempienza rispetto alle più banali regole di sicurezza. Certamente si sarebbero chieste e ottenute le dimissioni del sindaco, ove il controllo annuale delle norme di sicurezza spettasse al sindaco, così come avviene a Crans-Montana. Certamente sarebbero state evocate le gravi responsabilità della regione. Si sarebbero poi chieste e magari ottenute le dimissioni dei vertici dei vigili del fuoco, cui spetta sovrintendere al rispetto delle misure di sicurezza antincendio.

Certamente sarebbe montato un moto di indignazione collettiva verso le solite trascuratezze e inefficienze italiane Scopriamo invece per un verso che l'Italia è decisamente più avanti della Svizzera in quanto a norme e requisiti di sicurezza e antincendio di un disco-bar. Emerge inoltre che un «paradiso della ricchezza», con prezzi elevatissimi degli immobili, in un'area magica costruita tra favolose piste da sci e un largo ed ospitale campo da golf la tutela della ricchezza viene prima della tutela e della prevenzione delle vite umane.

Per altro verso emerge che in un «paradiso della ricchezza» così come la Svizzera, e così come Crans-Montana, si è rivelato purtroppo un «inferno della sicurezza», nelle cui spire sono caduti anche tanti splendidi ragazze e ragazzi italiani.

Ne discende una morale virtuosa fatta un po' di nazionalismo ad impronta para-sovranista: i nostri ragazzi sono molto

più al sicuro a Cortina o a Madonna di Campiglio, o a Courmayeur che a Crans. Inoltre sarebbe il caso che le autorità elvetiche da qui in poi venissero a studiare in Italia un modello più appropriato di misure di sicurezza.

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