La guerra in Medio Oriente entra in una fase ancora più instabile e dai contorni sempre più regionali.
Mentre Donald Trump rivela contatti con l’Iran ma alza la pressione sugli alleati per difendere lo Stretto di Hormuz, affiorano divergenze tra Washington e Israele sui bersagli e sugli obiettivi del conflitto. Sullo sfondo, i timori per la sicurezza energetica globale, l’allargamento del fronte in Libano e nuovi attacchi che colpiscono il Golfo.Araghchi smentisce Axios, ultimo contatto con Witkoff prima della guerra
"Il mio ultimo contatto con il signor Witkoff risale a prima che il suo datore di lavoro decidesse di stroncare la diplomazia con un altro attacco militare illegale contro l'Iran. Qualsiasi affermazione contraria sembra mirata unicamente a ingannare i commercianti di petrolio e l'opinione pubblica". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi smentendo quanto riportato da Axios che, citando fonti americane, aveva riferito che un canale di comunicazione diretto fra Witkoff e Araghchi era stato riattivato negli ultimi giorni.
Hotel colpito da drone in Iraq, militari italiani in sicurezza
In tarda serata un drone ha colpito un hotel a Baghdad dove alloggiava anche personale italiano, che è attualmente in sicurezza e non è stato coinvolto nell’esplosione. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è immediatamente messo in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa ed il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, per avere aggiornamenti sulle condizioni del personale, che è attualmente al riparo nei bunker.
Vance, Trump porterà a termine il lavoro
Il vice presidente Usa, JD Vance, eludendo la domanda di un giornalista sulle sue critiche passate a un intervento in Medioriente, ha affermato di avere fiducia nel presidente Usa Donald Trump "per portare a termine il lavoro". Una delle principali differenze rispetto alle critiche prima di entrare alla Casa Bianca "è che abbiamo un presidente intelligente, mentre in passato abbiamo avuto presidenti stupidi, e ho fiducia nel presidente Trump per portare a termine il lavoro, per fare un buon lavoro per il popolo americano e per assicurarsi che gli errori del passato non si ripetano", ha dichiarato Trump secondo quanto riporta la Cnn. "Stai cercando di creare una frattura fra i membri dell’amministrazione, fra me e il presidente. Ciò che il presidente ha affermato con coerenza fin dal 2015, e su cui sono d’accordo con lui, è che l’Iran non dovrebbe possedere armi nucleari", ha detto il vicepresidente rivolgendosi al giornalista che alla Casa Bianca gli aveva rivolto la domanda, parlando mentre era in piedi accanto a Trump. La Cnn ricorda che, quando Vance era senatore, nel 2023 scrisse un editoriale in cui sosteneva che Trump fosse un presidente di successo in gran parte perché era rimasto fuori dalle guerre, e nel 2024 affermò che una guerra con l’Iran non era nell’interesse degli Stati Uniti e avrebbe rappresentato un "enorme spreco di risorse".
Trump, a un certo punto succederà qualcosa a oleodotti isola di Kharg
"Alla fine, qualcosa dovrà pur succedere con quegli oleodotti". Lo ha dichiarato ai giornalisti il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a proposito dell'isola di Kharg.
16 arresti in Kuwait, affiliati a Hezbollah, pianificavano sabotaggio
Arrestate in Kuwait 16 persone accusate di essere affiliate a Hezbollah e di aver pianificato una azione di sabotaggio, hanno reso noto fonti ufficiali a Kuwait City.
Trump: "Cina e Giappone dovrebbero ringraziarci e aiutarci"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che annuncerà "presto" i Paesi che hanno accettato di aiutare gli Stati Uniti a riaprire lo Stretto di Hormuz. "Ce ne sono un paio, annunceremo presto alcuni nomi", ha detto dallo Studio Ovale. "Alcuni sono stati davvero in prima linea". Al momento, ha detto il presidente, pochi Paesi si sono detti disposti ad aiutare gli Stati Uniti. "Ciò che mi sorprende è che non siano desiderosi di aiutare", ha affermato, sostenendo che le nazioni che dipendono fortemente dallo stretto per il petrolio, come la Cina e il Giappone, "dovrebbero ringraziarci e aiutarci".
200 militari Usa feriti da inizio guerra, 10 in modo grave
Sono circa 200 i militari americani feriti in sette Paesi diversi (Israele, Arabia saudita, Barhain, Emirati arabi uniti, Kuwait, Iraq e Giordania) dall'inizio della guerra contro l'Iran lo scorso 28 febbraio, dieci dei quali gravemente, ha reso noto Tim Hawkins, portavoce del Centcom. "La maggior parte delle vittime sono ferite in modo lieve e più di 180 di loro hanno già ripreso la loro missione".
Trump: "La guerra finirà presto, ma non questa settimana"
La guerra finirà presto ma non questa settimana. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che l'Iran non è più il "bullo" del Medio Oriente. "Li abbiamo colpiti duramente e lo meritano", ha osservato Trump.
Qatar, oggi 14 missili e diversi droni dall'Iran, quasi tutti intercettati
Il ministero della Difesa del Qatar ha riferito che oggi l'Iran ha attaccato il Paese con 14 missili balistici e diversi droni, aggiungendo solamente un missile non è stato intercettato dalla difesa aerea. Il missile è atterrato in "un'area disabitata senza causare danni", ha concluso il ministero citato dal Guardian.
Trump: "Sono molto orgoglioso di quanto fatto in Iran"
"Sono molto orgoglioso di quanto fatto" in Iran. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che l'operazione contro Teheran è "per il mondo. Se non avessimo fatto questo, avreste avuto una guerra nucleare che si sarebbe evoluta nella Terza Guerra Mondiale".
Crosetto incontra omologo turco: "Forte preoccupazione per escalation in Medio Oriente"
"Ho incontrato oggi il collega turco Yaşar Guler per un confronto sulla crisi in Medio Oriente, ma anche sui Balcani e sull’Africa, aree in cui Italia e Turchia collaborano strettamente. Condivisa la forte preoccupazione per la drammatica escalation in Medio Oriente. Ho espresso la nostra solidarietà alla Turchia per i missili balistici diretti verso il suo territorio e neutralizzati con successo dalla difesa aerea della Nato, episodio che conferma l’importanza dell’integrità dei confini dell’Alleanza. Soddisfazione per l’elevato livello di cooperazione tra le nostre Forze Armate, rafforzato anche dall’esperienza della missione Kfor, e per le importanti collaborazioni nell’industria della difesa. Confermato il fermo sostegno all’Ucraina". Così su X il Ministro della Difesa Guido Crosetto.
007 Usa, regime Iran resterà per ora in carica, indebolito ma più intransigente
Il regime iraniano sta consolidando il potere nonostante due settimane di bombardamenti aerei. E' il parere dell'intelligence americana, secondo la quale il regime resterà per il momento al potere, "indebolito ma più intransigente". Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, convinte che un al momento le prospettive di un cambio di regime a breve sono scarse. Le analisi di intelligence hanno messo in evidenza che il regime iraniano resterà per ora intatto e forse addirittura rafforzato, visto che ha tenuto testa ed è sopravvissuto a Trump.
Drone colpisce hotel in Zona Verde a Baghdad, nessuna vittima
Un drone ha colpito un importante hotel situato nella Zona Verde, il quartiere altamente fortificato nel centro di Baghdad. Lo riferiscono due funzionari della sicurezza iracheni, spiegando che l’attacco ha colpito l’ultimo piano dell’Hotel Rasheed, che ospita delegazioni diplomatiche e organizzazioni internazionali, causando danni ma nessuna vittima. Le forze di sicurezza hanno isolato l’area. Nessun gruppo ha rivendicato immediatamente la responsabilità dell’attacco.
Afp: "Seconda potente esplosione sentita a Baghdad"
Una seconda esplosione è stata udita in serata nel centro di Baghdad, dove un giornalista dell'Afp ha constatato la difesa aerea dell'ambasciata statunitense intercettare un drone nelle vicinanze. Nella Zona Verde di Baghdad in precedenza un altro drone era atterrato sul tetto di un hotel aveva provocato un incendio, senza tuttavia causare vittime o danni.
Axios, negli ultimi giorni contatti diretti tra Witkoff e Araghchi
Negli ultimi giorni è stato riattivato un canale di comunicazione diretto tra l'inviato statunitense Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Lo riporta Axios, citando un funzionario statunitense e una fonte informata, sottolineando che si tratta della prima comunicazione diretta nota tra le parti dall'inizio della guerra. Il funzionario statunitense e la fonte informata hanno affermato che Araghchi ha inviato messaggi di testo a Witkoff incentrati sulla fine del conflitto. Secondo il funzionario Usa era Araghchi a tentare di avviare un dialogo. Gli Stati Uniti però, ha dichiarato ad Axios, "non stanno parlando" con l'Iran.
Media, a Trump presentate quotidianamente le opzioni per le fine della guerra
A Donald Trump vengono presentate quotidianamente opzioni per mettere fine alla guerra in Iran. Lo riporta Nbc citando sei fonti, secondo le quali al presidente vengono presentate anche alternative per una escalation qualora la Casa Bianca volesse aumentare la pressione sull'Iran. Le discussioni sulle possibili via di uscita hanno assunto di recente un nuovo significato visto che l'amministrazione, mette in evidenza Nbc, è alle prese con l'impennata dei prezzi del petrolio e i dubbi sulla volontà dell'Iran di deporre le armi e accettare le condizioni americane.
Meloni, intervenire a Hormuz sarebbe un passo verso il coinvolgimento
"Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso. Sullo Stretto di Hormuz, chiaramente è più impegnativo, perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento. Da una parte per noi è fondamentale la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. Intervenire significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, in onda questa sera su Rete4.
Canada-Francia-Germania-Italia-Gb: "Evitare massiccia offensiva di terra in Libano"
"Siamo profondamente preoccupati per l'escalation di violenza in Libano e chiediamo un impegno concreto da parte dei rappresentanti israeliani e libanesi per negoziare una soluzione politica sostenibile. Sosteniamo con forza le iniziative volte a facilitare i colloqui e sollecitiamo un'immediata de-escalation". E' quanto si legge in una nota congiunta dei leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito pubblicata sul sito del premier canadese. La nota condanna gli attacchi di Hezbollah contro Israele e sottolinea al contempo come "un'offensiva di terra israeliana di rilievo" in Libano "avrebbe conseguenze umanitarie devastanti e potrebbe portare a un conflitto prolungato. Questo va scongiurato".
Emirati, incendio dopo raid di droni su un importante campo petrolifero
Un attacco di droni avvenuto lunedì ha provocato un incendio in un importante campo petrolifero negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riferito dalle autorità, mentre l'Iran continua i suoi attacchi con droni e missili nel Golfo. Le autorità dell'emirato di Abu Dhabi hanno dichiarato di essere ancora impegnate nelle operazioni di spegnimento dell'incendio nel giacimento petrolifero di Shah, senza segnalare feriti. Il giacimento petrolifero di Shah, situato a 230 chilometri a sud della città di Abu Dhabi, ha una capacità produttiva di circa 70.000 barili di petrolio greggio al giorno, secondo la compagnia statale emiratina Adnoc.
Pezeshkian: "Ho sentito Macron, uso delle basi Usa nella regione deve cessare"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato sui social di avere avuto una telefonata con Emmanuel Macron, al quale ha "sottolineato che l'Iran non ha dato inizio a questa brutale guerra. La difesa contro l'aggressione è un diritto naturale che conosciamo bene. L'utilizzo delle basi statunitensi nella regione contro l'Iran, con l'obiettivo di compromettere le nostre relazioni con i Paesi vicini, deve cessare". L'Iran, ha aggiunto, "non si arrenderà ai prepotenti. Ci aspettiamo che la comunità internazionale condanni questa aggressione e convinca gli aggressori a rispettare il diritto internazionale".
Media Israele, guerra proseguirà almeno un altro mese e Trump sostiene sforzo Tel Aviv
La guerra contro l'Iran proseguirà almeno un altro mese e il presidente americano Donald Trump sostiene questo sforzo esteso di Israele, rende noto l'emittente israeliana Channel 12 citando fonti autorevoli. Israele si sta preparando per una fase più lunga di combattimenti per indebolire ulteriormente il regime iraniano e spingere al massimo l'instabilità in seno alla leadership di cui vede le tracce.
Media, forte esplosione in centro a Baghdad
Una forte esplosione è stata avvertita in centro a Baghdad, all'interno della Zona verde. Lo rende noto l'Afp.
Allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele per il lancio di missili dall'Iran
L'allarme è suonato a Tel Aviv e nel centro di Israele per un nuovo lancio di missili dall'Iran.
Idf, richiamati 120mila riservisti su tutti i fronti
"Abbiamo richiamato oltre 120.000 riservisti in questi giorni su tutti i fronti. Siamo pronti anche sul fronte nord dove continuiamo a rafforzare le operazioni di difesa attiva per prevenire l'attacco alla nostra popolazione. La divisione 91 ha iniziato ad operare a nord di Metula". Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin rispondendo a domande di giornalisti sull'ampliamento delle operazioni militari in Libano.
Hezbollah, attaccate le truppe israeliane nelle città al confine
Hezbollah ha annunciato oggi di aver preso di mira truppe e veicoli israeliani in almeno tre città di confine libanesi, dopo che l'esercito israeliano aveva annunciato l'inizio di operazioni di terra limitate in Libano. In tre comunicati separati, il gruppo ha affermato di aver colpito con una salva di razzi un sito israeliano "nella città di confine di Aitaroun", nonché "un assembramento di veicoli e soldati israeliani" a Odaisseh con colpi di artiglieria, "un assembramento di veicoli e soldati israeliani" e un carro armato Merkava nella città di Taybeh con una salva di razzi.
Teheran: "Se Usa mandano truppe di terra sarà un altro Vietnam"
Il viceministro degli Esteri iraniano ha lanciato un duro monito agli Stati Uniti di Donald Trump affermando che gli americani affronteranno un altro Vietnam nel caso di invio di truppe di terra nel conflitto in Medio Oriente. "Un intervento di terra sarebbe del tutto illegale ma noi siamo comunque pronti a difenderci", ha aggiunto Saeed Khatibzadeh in un'intervista a Teheran con l'inviato di Sky News. Il viceministro ha sottolineato che l'Iran è disposto a combattere finché necessario e che il Paese non è attualmente concentrato su una soluzione diplomatica.
Detriti da razzi su base italiana in Libano, nessun ferito
Nel tardo pomeriggio di oggi, sulla base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani. Secondo le prime informazioni non si registrano feriti. Soltanto un militare italiano, immediatamente soccorso e assistito dal personale sanitario della base, lamenta dolore a un occhio ma non presenta ferite. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi) e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso.
Media, Mojtaba Khamenei scampato a raid 28/2 perché uscito in giardino
Mojtaba Khamenei sarebbe sopravvissuto al raid israelo-americano del 28 febbraio, nel quale è morto il padre e altri cinque membri della sua famiglia, perché era "uscito a fare qualcosa" pochi istanti prima dell'attacco. Lo scrive il Telegraph in esclusiva, citando una registrazione audio e spiegando che probabilmente Mojtaba Khamenei era andato a fare una passeggiata in giardino. La registrazione ottenuta dal Telegraph comprende dichiarazioni di Mazaher Hosseini, responsabile del protocollo nell'ufficio di Ali Khamenei, rivolte a funzionari e membri delle Guardie Rivoluzionarie. Secondo l'articolo, Hosseini conferma nell'audio che Mojtaba ha riportato ferite alle gambe a seguito degli attacchi.
200 i soldati Usa feriti da inizio guerra, 10 sono gravi
Sono circa 200 i soldati Usa rimasti feriti dall’inizio della guerra con l’Iran e, di questi 200, più di 180 sono tornati in servizio, mentre 10 militari sono considerati gravemente feriti. Lo ha dichiarato ad Associated Press il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. L'aggiornamento precedente, diffuso la scorsa settimana dal Pentagono, stimava il numero dei feriti in circa 140, di cui 8 "gravemente feriti". Il Centcom non ha specificato quando o dove questi soldati siano stati feriti, né ha fornito dettagli sul tipo di ferite. Dall'inizio della guerra in Iran, sono 13 i militari Usa che hanno perso la vita.
Mojtaba Khamenei: "Dirigenti nominati da mio padre restano in carica"
La nuova Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha confermato che restano in carica i funzionari e i dirigenti nominati da suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio in un raid israelo-americano su Teheran. "Con la presente annuncio che, per il momento, nessuno di loro necessita del rinnovo del proprio incarico. È fondamentale che continuino il loro lavoro in conformità con la linea politica e le direttive ricevute mentre era in vita" l'Ayatollah Khamenei, si legge in un post su X.
Kataeb Hezbollah, ucciso nostro portavoce in Iraq
Il portavoce per la sicurezza della milizia irachena filo-iraniana Kataeb Hezbollah, il comandante di alto rango Abu Ali al-Askari, è stato ucciso in Iraq. Lo ha annunciato il leader di Kataeb Hezbollah, Ahmad al-Hamidawi, noto anche come Abu Hussein al-Hamidawi, in un comunicato. "Annunciamo il martirio di Haj Abu Ali al-Askari", afferma la nota senza però fornire alcun dettaglio su come e quando Askari sia stato ucciso. Un funzionario della sicurezza ha dichiarato all'Afp che "Abu Ali al-Askari è Abu Ali al-Amiri, il comandante ucciso in un attacco a Baghdad sabato".
Romania replica a Teheran, noi non coinvolti in conflitto
La Romania afferma di non essere parte in causa nel conflitto in corso in Medioriente. La dichiarazione del ministero degli Esteri di Bucarest è giunta in risposta alle osservazioni del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, che ha accusato il Paese membro della Nato di essere coinvolto dopo aver acconsentito a permettere agli Stati Uniti l’uso delle basi aeree rumene. Un accordo bilaterale di accesso del 2006 "fornisce agli Stati Uniti il quadro giuridico garantito per utilizzare le basi militari in Romania su base continuativa", ha spiegato il ministero degli Esteri romeno, precisando che "la Romania non è parte in causa nel conflitto" e "la nostra priorità è l’impegno diplomatico per l’allentamento delle tensioni, che sosteniamo sin dal primo giorno del conflitto".
Onu: "Missione a Hormuz? Non alimentiamo indiscrezioni"
"Abbiamo preso atto delle indiscrezioni sui media riguardo a un'eventuale iniziativa a guida Onu concernente lo Stretto di Hormuz. Durante la fase preparatoria dell'Iniziativa sui cereali del Mar Nero, il silenzio si è rivelato la parte migliore del valore. Posso confermarvi che il segretario Generale Guterres mantiene contatti molto frequenti con alti funzionari della regione e non solo, ma non alimenteremo tali indiscrezioni e continueremo a operare con discrezione. La posta in gioco è troppo alta". Lo ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Sei feriti da razzo Hezbollah su Nahariya
Sei persone, due adulti e quattro minorenni, sono rimaste ferite da un razzo di Hezbollah lanciato dal Libano su una abitazione della cittadina israeliana di Nahariya. Le vittime sono in buone condizioni.
Trump: "Hezbollah è un grande problema"
"Hezbollah è un grande problema". Così il presidente americano Donald Trump ha risposto quando gli è stato chiesto se appoggiasse l'operazione di terra condotta da Israele nel sud del Libano per colpire il gruppo sostenuto dall'Iran. "Vengono eliminati rapidamente", ha aggiunto Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Trump ha affermato di aver parlato con i leader israeliani in merito all'offensiva di terra lanciata dalle Idf nel sud del Libano.
Hezbollah, lanciati razzi e droni sulla città israeliana di Nahariya
Hezbollah ha rivendicato la responsabilità del lancio di una raffica di razzi e droni sulla città di Nahariya, nel nord di Israele, dove un uomo è rimasto ferito, secondo quanto riferito dai soccorritori israeliani. Hezbollah ha lanciato "una valanga di razzi e uno sciame di droni d'attacco" su Nahariya, ha dichiarato il gruppo filo-iraniano in un comunicato. Secondo il Magen David Adom, l'equivalente israeliano della Croce Rossa, i soccorritori sul posto hanno prestato soccorso a un uomo "in condizioni lievi o moderate, a causa delle ferite riportate in seguito ad un'esplosione".
Iraq, 2 droni colpiscono oleodotto a est di Bassora
Due droni hanno colpito il giacimento petrolifero di Majnoon nel sud dell'Iraq, a est di Bassora. Lo rende noto Al-Mayadeen. Il primo drone ha colpito una torre per le telecomunicazioni, mentre il secondo ha preso di mira la sede della compagnia Kbr.
Trump: "olto sorpreso da rifiuto della Gran Bretagna"
"Sono molto sorpreso" che il Regno Unito non voglia partecipare alla guerra contro l'Iran. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca e tornando ad accusare diversi alleati di aver rifiutato di prendere parte alle operazioni militari contro la Repubblica islamica. "Ho detto: non volete farlo? Noi siamo stati con voi. Siamo il vostro alleato più antico e spendiamo molti soldi per la Nato e per tutte queste cose per proteggervi", ha aggiunto il presidente americano, riferendosi sempre al Regno Unito.
Trump: "L'uso dell'arma nucleare da parte di Israele? Non lo farebbe mai"
"Israele non lo farebbe. Israele non lo farebbe mai". Donald Trump ha risposto così a chi gli chiedeva di un possibile uso dell'arma nucleare da parte di Israele.
Trump: "Rubio annuncerà lista di Paesi che aiuterenno su stretto di Hormuz"
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio annuncerà a breve i Paesi che faranno parte della coalizione a guida americana per garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un evento alla Casa Bianca.
Trump: "Nel bisogno gli alleati non ci sono, lo dico da anni"
"Non abbiamo bisogno di nessuno. Siamo la nazione più forte del mondo". Lo ha detto Donald Trump definendo la questione della sicurezza dello stretto di Hormuz un "test" per gli alleati. "E' da anni che dico che se mai dovessimo aver bisogno di loro, non ci saranno", ha aggiunto il presidente alla Casa Bianca.
Trump: "Teheran non potrà più usare Stretto Hormuz come arma economica"
"L'Iran ha sempre usato lo Stretto di Hormuz come arma economica, ora non potranno più farlo". Lo ha affermato il presidente Usa, Donald Trump.
Trump: "Penso Francia aiuterà su Hormuz, a Macron voto 8"
"Penso che aiuterà". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo a una domanda su un eventuale ruolo della Francia per garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. Trump ha confermato di aver avuto ieri un colloquio telefonico con Emmanuel Macron. "Su una scala da 0 a 10, lui è stato da 8. Non la perfezione, ma è la Francia, non ci aspettiamo la perfezione", ha detto il capo della Casa Bianca.
Trump: "L'Iran vuole un accordo, stanno parlando con i nostri"
"L'Iran vuole un accordo. Stanno parlando con il nostro team". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca.
India, non abbiamo discusso con gli Usa di dispiegare navi a Hormuz
Il ministero degli Esteri di Nuova Delhi ha dichiarato che l'India non ha intrapreso discussioni bilaterali con gli Stati Uniti su un eventuale dispiegamento di navi per permettere il passaggio dei mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano diversi media indiani. "Siamo consapevoli che questa questione specifica è oggetto di discussione da parte di diversi Paesi. Non ne abbiamo ancora discusso in un contesto bilaterale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal - citato dall'agenzia Pti - rispondendo a "una domanda sull'eventualità che gli Stati Uniti avessero contattato l'India per chiedere l'invio di navi da guerra nella regione".
Trump: "Non sappiamo se Mojtaba è morto o no, nessuno lo ha visto"
"Non sappiamo se Mojtaba Khamenei è morto o no. Nessuno lo ha visto. C'è chi dice che perso la gambe o che è morto". Lo ha detto Donald Trump.
Trump: "Non sappiamo se siano state posate mine in Stretto Hormuz"
"Non sappiamo se siano state posate mine nello Stretto di Hormuz". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, che poi riferendosi alla leadership iraniana ha aggiunto: "sarebbe molto negativo se lo facessero, sarebbe una sorta di suicidio".
Trump: "Se Teheran minasse stretto Hormuz sarebbe suicidio"
"Non sappiamo" se "effettivamente" l'Iran abbia posato mine nelle acque dello Stretto di Hormuz, ma qualora lo facesse sarebbe "una forma di suicidio" da parte di Teheran. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Merz su Libano: "Un errore l'operazione di terra annunciata da Israele"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito oggi "un errore" l'operazione di terra in Libano annunciata da Israele, esortando il paese a non condurre "un'offensiva" che "aggraverebbe ancora la situazione umanitaria già estremamente tesa" in quel paese. "Esortiamo i nostri amici israeliani: non intraprendete questa strada", ha dichiarato il leader tedesco, che ospitava il premier olandese Rob Jetten a Berlino. L'esercito israeliano ha annunciato oggi di aver avviato "operazioni di terra limitate e mirate" contro il movimento filo-iraniano Hezbollah nel Libano meridionale.
Trump: "Distrutte tutte navi posamine dell'Iran ma potrebbe usarne altre"
Donald Trump afferma che gli Stati Uniti hanno distrutto tutte le 30 navi posamine iraniane, ma avverte che Teheran potrebbe utilizzare altre imbarcazioni per minare le acque del Golfo Persico. "Non sappiamo se abbiano posato qualche mina nello stretto di Hormuz", ha aggiunto parlando alla Casa Bianca.
Merz: "Segnale sbagliato allentare sanzioni su Mosca, noi non lo faremo"
"La Russia userà ogni occasione per testare la Nato e per indebolirla. È stato sbagliato allentare le sanzioni, e noi non faremo altrettanto". Lo ha detto Friedrich Merz a Berlino, in conferenza stampa insieme al premier olandese Rob Jetten. "È un segnale sbagliato", ha aggiunto.
Trump: "Teheran ora è una tigre di carta"
L'Iran è una "tigre di carta". Così, parlando alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha minimizzato la minaccia proveniente dalla Repubblica islamica. "Quella con cui abbiamo a che fare ora è una tigre di carta", ha detto Trump aggiungendo che "non era una tigre di carta due settimane fa".
Trump: "Su Hormuz in arrivo molti Paesi, ma alcuni non sono entusiasti"
"Numerosi Paesi mi hanno detto che sono in arrivo. Alcuni sono molto entusiasti, altri meno. Alcuni sono Paesi che abbiamo aiutato per moltissimi anni. Li abbiamo protetti da terribili minacce esterne, eppure non si sono mostrati così entusiasti. E il livello di entusiasmo è importante per me". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a proposito della coalizione che Washington vorrebbe creare per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Dopo 40 anni che vi proteggiamo, non volete essere coinvolti in qualcosa di così insignificante, in cui verranno sparati pochissimi colpi perché (gli iraniani, ndr) non ne hanno più a disposizione? Ma loro hanno risposto: 'Preferiamo non essere coinvolti'", ha aggiunto Trump, riferendosi ai Paesi che non sarebbero disponibili a inviare navi da guerra nello stretto.
Trump, chi dipende da Hormuz aiuti, alcuni Paesi non sono entusiasti
"Incoraggiamo i paesi le cui economie dipendono dallo Stretto di Hormuz ad aiutarci. Alcuni paesi non sono entusiasti di aiutarci. E il livello di entusiasmo per me è importante". Lo ha detto Donald Trump.
Trump: "La campagna contro l'Iran continua, regime distrutto"
"La campagna contro l'Iran continua in piena forza". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca, ribadendo che il regime di Teheran è stato "distrutto". "La campagna militare è continuata a pieno ritmo negli ultimi giorni. L'equipaggiamento antiaereo iraniano è decimato. Abbiamo colpito più di 7.000 obiettivi in tutto l'Iran", ha detto Trump sottolineando che all'Iran "sono rimasti pochi missili".
Trump, oltre 100 navi dell'Iran affondate o distrutte
"Oltre 100 navi iraniani sono state affondate o distrutte". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca.
Trump, basta una parola e distruggo impianti petroliferi iraniani
"Basta una parola e distruggo anche gli impianti petroliferi dell'Iran". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca. "Con l'obiettivo di una futura ricostruzione di quel Paese non voglio farlo, ma le cose possono cambiare", ha aggiunto.
Merz: "Rischi da guerra permanente con obiettivi poco chiari"
"La regione non deve scivolare in una guerra permanente con obiettivi poco chiari. Un’ulteriore escalation dei combattimenti comporterebbe grandi rischi per i nostri partner in Medioriente e in tutta la regione del Golfo. Lo stesso varrebbe in caso di crollo dell’ordine statale iraniano, dell’integrità territoriale, della statualità e dell’economia iraniana. Questa guerra deve quindi essere conclusa il più rapidamente possibile, con un piano chiaro e una strategia". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino con il premier olandese, Rob Jetten.
Guardiani rivoluzione minacciano aziende Usa nella Golfo: "Dipendenti lascino ora i siti"
I Guardiani della rivoluzione in Iran minacciando di colpire "presto" le compagnie Usa basate nella regione e sollecitano i dipendenti di tali aziende ad abbandonare "immediatamente" i siti, si legge sull'agenzia Sepah, sito di notizie associato al corpo. Nei giorni scorsi l'agenzia Tasnim aveva pubblicato un elenco dei possibili bersagli di Teheran, fra cui gli uffici di Amazon, Google, Microsoft e Nvidia nei Paesi del Golfo.
Israele non esclude invio navi in Stretto Hormuz, "ma sia sforzo globale"
L'ambasciatore di Israele all'Onu, Danny Danon, non esclude l'invio della Marina per sorvegliare lo Stretto di Hormuz, ma sostiene che dovrebbe trattarsi di uno sforzo globale. Il presidente Usa, Donald Trump, ha chiesto agli altri Paesi di unirsi a una coalizione per sorvegliare lo Stretto di Hormuz. Danon ha sottolineato che l'onere non dovrebbe ricadere solo sul più stretto alleato degli Stati Uniti nella regione: "Comprendiamo la necessità di sostenere lo sforzo degli Stati Uniti, ma dovrebbe trattarsi di uno sforzo globale", ha affermato, aggiungendo che "se si guarda a Israele, un Paese minuscolo, e si considera che l’Iran è, credo, 80 volte più grande di Israele, ci rendiamo conto che ci assumiamo gran parte dell’onere per il mondo".
Trump: "Prezzi del petrolio caleranno quando la guerra finirà"
I prezzi del petrolio "crolleranno come un sasso" non appena la guerra sarà finita. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Pbs senza sbilanciarsi sui tempi della fine della guerra. "Appena sarà finita, non credo ci vorrà molto", ha messo in evidenza Trump. Pur mantenendosi volatili, le quotazioni del petrolio sono in calo dopo che il segretario al Tesoro Scott Bessent ha riferito che gli Stati Uniti stanno consentendo alle petroliere iraniane di transitare per lo Stretto di Hormuz.
Tajani: "Le missioni Atalanta e Aspides restano con il loro mandato"
"Le missioni Atalanta e Aspides restano con il mandato che hanno. L'auspicio è che si possa rafforzarle". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles.
Trump minaccia un nuovo attacco a Kharg: "Potrei distruggerla"
Donald Trump minaccia di colpire nuovamente l'isola di Kharg. In un'intervista di tre minuti a Pbs, il presidente degli Stati Uniti ha riferito di "averglielo detto apertamente: la distruggerò completamente". Trump ha quindi spiegato che il precedente attacco all'isola ha distrutto tutti gli obiettivi militari. "E' morta dal punto di vista militare", ha riferito, mettendo in evidenza che gli Stati Uniti non si sono nemmeno avvicinati alle infrastrutture militari.
Cremlino, Mojtaba Khamenei a Mosca per cure? No comment
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non ha commentato la notizia di stampa secondo cui il nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei, sarebbe arrivato in Russia per sottoporsi a cure mediche. Lo riporta l'agenzia di stampa russa Tass. Il no comment del Cremlino giunge dopo che il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida, citando fonti anonime, ha riportato che Mojtaba Khamenei sarebbe arrivato a Mosca per cure.
Teheran, cooperazione con Mosca prosegue ma alcuni progetti sospesi per legge marziale
"La cooperazione fra Iran e Russia prosegue" malgrado la guerra, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri a Teheran, Esmail Baghaei. "L'attuazione di diverse progetti in vari settori potrebbe essere stata provvisoriamente sospesa a causa della legge marziale. Ma in generale tutti gli accordi e i trattati bilaterali, parte della cooperazione strategica e di relazioni fra partner, rimangono in vigore", ha spiegato. "I rappresentanti dei due Paesi non risparmiano sforzi per fare il possibile nei loro poteri per attuare accordi e trattati".
Larijani ai musulmani: "Da che parte state? Usa inaffidabili e Israele nemico"
"Gli Stati Uniti non sono affidabili" e "Israele è il nemico", ma "nessun Paese islamico è al fianco del popolo iraniano". Così il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha fatto appello all'unità dei musulmani in un messaggio in sei punti diffuso tramite 'X' e "rivolto ai musulmani di tutto il mondo e ai governi dei paesi islamici". Spiegando che l'Iran resta "determinato" nella sua lotta contro gli Usa e Israele, ma che "non aspira all'egemonia sulla regione", Larijani ha espresso "delusione" per quella che ha definito una mancanza di sostegno da parte dei paesi a maggioranza musulmana quando l'Iran è stato attaccato. "Alcune nazioni si sono spinte ancora oltre, dichiarando l'Iran un loro avversario semplicemente perché ha preso di mira le basi americane, nonché gli interessi americani e israeliani, situati nei loro territori", ha affermato Larijani. Ma non ci si può aspettare che l'Iran "resti inerte con le mani legate" mentre le basi Usa si trovano nei paesi limitrofi, ha proseguito Larijani. "Lo scontro odierno è, in realtà, tra l'America e Israele da una parte, e l'Iran musulmano e le forze della resistenza dall'altra. Da che parte state, dunque?" ha chiesto il funzionario iraniano rivolgendosi ai musulmani. "Pensate al futuro del mondo islamico. Sapete benissimo che l'America non è leale e che Israele è, di fatto, vostro nemico", ha affermato, ritenendo che l'operazione israelo-americana è iniziata durante i negoziati sul nucleare con l'obiettivo di "smantellare l'Iran". Il messaggio si è concluso con un riflessione: "l'unita della nazione islamica, se pienamente realizzata, è in grado di garantire sicurezza, progresso e indipendenza a tutti i suoi paesi".
Media, caduti frammenti missili vicino Knesset e Chiesa Santo Sepolcro
Frammenti di missili balistici iraniani intercettati sono caduti a Gerusalemme vicino alla Biblioteca Nazionale, non distante dalla Knesset, e alla Chiesa del Santo Sepolcro, nella Città Vecchia. Lo ha riferito il Times of Israel, citando la polizia israeliana ed i servizi di emergenza, secondo cui un grande frammento ha inoltre colpito un'abitazione a Gerusalemme Est, causando danni materiali.
Media, Delhi cerca un passaggio a Hormuz, Iran chiede dissequestro petroliere
"L'Iran ha chiesto all'India di rilasciare tre petroliere sequestrate a febbraio" e la richiesta rientra "nell'ambito dei colloqui volti a garantire il passaggio sicuro delle navi battenti bandiera indiana o dirette in India fuori dal Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz": lo scrive l'agenzia Reuters sul proprio sito web citando tre fonti "a conoscenza della questione". La Reuters afferma che "le autorità indiane hanno sequestrato tre petroliere collegate all'Iran vicino alle acque territoriali indiane, sostenendo che avessero occultato o alterato la propria identità e fossero coinvolte in trasferimenti illegali di petrolio da nave a nave in mare". Secondo una fonte iraniana dell'agenzia, l'Iran chiede anche "forniture di determinati medicinali e attrezzature mediche" e l'ambasciatore iraniano a Nuova Delhi ha incontrato oggi funzionari del ministero degli Esteri indiano per discutere la questione.
Ue sanziona 16 massacratori di studenti
Il Consiglio Ue ha sanzionato altre 16 persone e tre entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. Le nuove sanzioni riguardano diversi soggetti che hanno svolto un ruolo chiave nella repressione delle proteste di piazza del gennaio 2026, che hanno causato "migliaia" di vittime civili. Il Consiglio ha sanzionato il viceministro degli Interni iraniano per la sicurezza e l'applicazione della legge Ali Akbar Pour-Jamshidian, e diversi comandanti delle sezioni locali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) direttamente coinvolti nella violenta repressione delle proteste. Inoltre, ha inserito nella lista il Corpo Mohammad Rasulullah, responsabile del coordinamento delle forze Irgc e Basij a Teheran, e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche Imam Reza, sezione locale dell'Irgc nella provincia di Khorasan Razavi, dove la repressione delle proteste è stata particolarmente brutale.
Scheggia missile intercettato cade vicino Basilica Santo Sepolcro a Gerusalemme
Una scheggia proveniente da una raffica di missili intercettata è caduta vicino alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme riferisce che la scheggia è caduta sul tetto del Patriarcato stesso. Il luogo si trova a pochi metri dalla Basilica del Santo Sepolcro, costruita nel punto in cui, secondo la tradizione cristiana, Gesù fu crocifisso, fu sepolto ed è risorto. Non sono stati segnalati feriti a seguito dell’impatto. La Città Vecchia di Gerusalemme, dove si trovano luoghi sacri per musulmani, cristiani ed ebrei, è stata oggetto di un fuoco di artiglieria insolito in questa guerra. Nei precedenti scambi di missili con l’Iran, compresa la Guerra dei 12 giorni di giugno scorso, la città era stata risparmiata dai danni subiti da città vicine come Tel Aviv o Beersheba, ma dall'inizio dell'ultima guerra schegge hanno colpito diversi siti vicini alla Città Vecchia, fra cui abitazioni a Gerusalemme Est, un'autostrada principale che porta a Gerusalemme e una sala concerti a Gerusalemme Ovest.
Grande frammento di missile cade vicino all'ufficio di Netanyahu a Gerusalemme
Nell'ultimo attacco lanciato dall'Iran, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, le foto sono state diffuse dai soccorritori. I vigili del fuoco hanno anche pubblicato l'immagine di un enorme frammento di missile lanciato dall'Iran e caduto su un'abitazione a Gerusalemme. Colpita anche la sede di una grande scuola ebraica. I soccorritori riferiscono che nell'area della Città Santa un uomo di 42 anni è stato ferito da schegge incandescenti e ha riportato ustioni
Bessent, Usa consentono passaggio petroliere Teheran in Stretto Hormuz
Gli Stati Uniti stanno consentendo il transito delle petroliere iraniane attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha affermato in un’intervista alla Cnbc il Segretario del Tesoro Scott Bessent. “Le navi iraniane hanno già iniziato a partire e noi lo abbiamo permesso per rifornire il resto del mondo”, ha detto Bessent, che si trova in Francia per colloqui commerciali con la Cina. “Riteniamo che ci sarà un’apertura naturale da parte degli iraniani, e per ora ci va bene. Vogliamo che il mondo sia ben rifornito”, ha aggiunto Bessent, secondo cui l’amministrazione Trump ritiene che il traffico di petroliere attraverso lo Stretto aumenterà prima che la Marina statunitense e le forze alleate inizino a scortare le navi commerciali. Ha aggiunto che le petroliere che riforniscono l’India hanno già attraversato lo Stretto. Gli Stati Uniti credono inoltre che alcune navi cinesi riescano a uscire dal Golfo.
Centcom, distrutte oltre 100 navi di Teheran
"Abbiamo distrutto con successo oltre 100 navi iraniane". Lo ha detto il comandante del Comando centrale della forze armate statunitensi (Centcom), Brad Cooper, in una clip pubblicata su X.
Teheran, Stretto Hormuz non è chiuso, ma soggetto a condizioni speciali
L'Iran ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz "non è chiuso" ma opera in "condizioni speciali". "Parti non coinvolte nell'aggressione militare contro l'Iran hanno potuto attraversare lo Stretto di Hormuz in coordinamento e con il permesso delle nostre forze armate", ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. "Nessun Paese costiero in una situazione del genere può permettere che navi e imbarcazioni nemiche transitino normalmente per rafforzarsi e condurre azioni aggressive contro quello Stato costiero", ha aggiunto, precisando che gli Stati Uniti, Israele e i loro sostenitori "non dovrebbero ovviamente essere in grado di utilizzare lo Stretto di Hormuz per colpire l'Iran". Lo riporta la Cnn.
Salvini: "Non siamo in guerra contro nessuno"
“Non siamo in guerra contro nessuno e non voglio pensare l'Italia in guerra contro qualcuno”. Lo ha detto oggi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo a Milano.
Portavoce Merz, la guerra in Iran non ha nulla a che fare con Nato
"Questa non è una guerra della Nato e non ha nulla a che fare con la Nato". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius, rispondendo a una domanda dei giornalisti a Berlino, sulle minacce di Donald Trump alla Nato. "Abbiamo preso atto della posizione del presidente degli Usa", ha aggiunto.
Berlino: "La Nato non è responsabile per lo Stretto di Hormuz"
"Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo al Consiglio Ue Esteri, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un ruolo dell'Alleanza dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha avvertito di un "futuro molto negativo" per la Nato se non contribuirà alle operazioni legate alla guerra con l'Iran.
Olanda: "Hormuz non si risolve al volo anche se Nato manda le navi"
Il ministro degli Esteri olandese Tom Berendsen non ha escluso un ruolo dei Paesi Bassi nel mantenere aperto alla navigazione lo Stretto di Hormuz in Medio Oriente ma ha affermato che la decisione su come procedere richiede una riflessione molto attenta. Lo riportano i media olandesi. "Verificheremo esattamente quali sono le opzioni. Si tratta di decisioni molto serie e dobbiamo sapere cosa è possibile e cosa si può fare", ha detto Berendsen ai giornalisti prima della riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles. "Non credo che il problema si risolverà in un batter d'occhio se la Nato invierà delle navi", ha detto. "È una situazione molto delicata, c'è una reale possibilità di escalation ed è pericolosa."
Idf, distrutto aereo Ali Khamenei in attacco ad aeroporto Teheran
Durante la notte l'aeronautica israeliana ha colpito e distrutto l'aereo dell'ex Guida suprema iraniana Ali Khamenei all'aeroporto di Mehrabad a Teheran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno affermato che l'aereo era stato utilizzato da Khamenei e da altri alti funzionari iraniani "per promuovere gli appalti militari e gestire le relazioni con i paesi dell'Asse attraverso voli nazionali e internazionali". L'esercito ha aggiunto che la distruzione di questa "risorsa strategica" rappresenta un duro colpo per le "capacità di coordinamento" dell'Iran con i gruppi per procura, per il suo "rafforzamento della potenza militare e per le capacità di riabilitazione del regime". Lo riporta il Times of Israel.
Kallas: "Colloqui con Onu per missione a Hormuz come nel Mar Nero"
Sul Medioriente "l'argomento principale sarà come mantenere aperto lo Stretto di Hormuz durante il fine settimana, ho anche parlato con la Sicurezza delle Nazioni Unite, intendo il Segretario Generale delle Nazioni Unite, ho parlato con Antonio Guterres sulla possibilità di avere anche un tipo di iniziativa simile a quella che abbiamo avuto per il Mar Nero, come far uscire il grano dall'Ucraina, perché la chiusura dello Stretto di Hormuz è davvero pericolosa per le forniture di petrolio, le forniture energetiche all'Asia". Lo dice l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri. "L'85% del petrolio e del gas che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz è destinato ai paesi asiatici. Ma è problematico anche per i fertilizzanti. E se quest'anno ci sarà una carenza di fertilizzanti, ci sarà anche carenza di cibo l'anno prossimo. Quindi abbiamo discusso con Antonio Guterres su come fare in modo che ciò accada", aggiunge.
Axios, "Trump punta a una coalizione per riaprire per Hormuz"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta lavorando per formare una coalizione di paesi al fine di riaprire lo Stretto di Hormuz e spera di annunciarlo entro la fine di questa settimana. Lo ha riferito Axios citando 4 fonti.
Alcuni voli riprendono all'aeroporto di Dubai
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti affermano che l'aeroporto internazionale di Dubai ha gradualmente ripreso alcuni voli a poche ore dall'attacco di un drone. L'Autorità per l'aviazione civile di Dubai ha annunciato che i voli sono operativi verso alcune destinazioni selezionate, secondo quanto riportato dall'ufficio stampa di Dubai. Questa mattina un drone ha colpito un serbatoio di carburante all'aeroporto, provocando un incendio e costringendo alla sospensione temporanea dei voli.
Nyt: "Divergenze tra Israele e Usa sugli obiettivi della guerra"
Israele e Stati Uniti sarebbero in disaccordo riguardo gli obiettivi della guerra contro l'Iran e ai bersagli da colpire, tra cui questioni relative al rovesciamento del regime iraniano e agli attacchi contro i depositi di petrolio a Teheran. Secondo il New York Times, sia il presidente degli Stati Uniti Trump che il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, Brad Cooper, avevano messo in guardia Israele dal colpire gli impianti petroliferi, temendo che ciò avrebbe provocato una rappresaglia iraniana con attacchi ad altri impianti energetici nel Golfo. Tuttavia, Israele ha ignorato l'avvertimento e ha colpito gli impianti una settimana fa, causando vasti incendi e un aumento dei prezzi del petrolio. La Casa Bianca, si legge nell'articolo, si è convinta che Netanyahu "volesse scene drammatiche di Teheran avvolta dal fumo nero della distruzione".
Esercito Israele, iniziata operazione di terra mirata in sud Libano
L'esercito israeliano (Idf) afferma di aver avviato un'operazione di terra mirata contro obiettivi chiave nel Libano meridionale, spingendo ulteriori forze più in profondità nell'area, nell'ambito di una zona cuscinetto ampliata. Secondo quanto riferito dai militari, la 91ª Divisione Regionale 'Galileà ha lanciato un'incursione nella tarda serata di sabato nel settore orientale del Libano meridionale, durante la quale le truppe hanno individuato e ucciso diversi membri di Hezbollah. L'Idf afferma che l'operazione mira ad ampliare "l'area di difesa avanzata". "Questa operazione rientra nell'ambito degli sforzi volti a stabilire una difesa avanzata, che comprende la distruzione delle infrastrutture terroristiche e l'eliminazione dei terroristi operanti nella zona, al fine di rimuovere le minacce e creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti del nord", ha spiegato l'esercito. Lo riporta il Times of Israel. Nel frattempo, la 146ª Divisione di Riserva rimane schierata nel settore occidentale del Libano meridionale, mentre la 36ª Divisione sta conducendo un'incursione nella zona di Rab al-Thalathine. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno preparando a schierare ulteriori forze nel Libano meridionale e ad ampliare ulteriormente la propria zona cuscinetto per allontanare la minaccia di Hezbollah dal confine.
Drone provoca incendio ad aeroporto Dubai, Emirates sospende voli
L'attacco di un drone ha colpito un serbatoio di carburante e ha provocato un incendio all'aeroporto internazionale di Dubai. La compagnia aerea Emirates ha comunicato nel suo ultimo aggiornamento che tutti i suoi voli "rimangono sospesi fino a nuovo avviso". Emirates ha aggiunto di star collaborando con le autorità per riprendere le operazioni non appena possibile e ha esortato i passeggeri a non recarsi in aeroporto. Le autorità hanno chiuso la strada principale e il tunnel che conducono allo scalo. La polizia di Dubai ha invitato gli automobilisti a utilizzare strade alternative. Nell'attacco non sono state registrate vittime.Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che questa mattina le forze armate hanno abbattuto circa 60 droni nelle ultime ore e la difesa aerea è ancora al lavoro per intercettare missili e droni iraniani.
Wsj, compagnie petrolifere a Trump: "Probabile crisi peggiori"
L'industria petrolifera ha avvertito l'amministrazione Trump che la crisi energetica causata dal conflitto con l'Iran probabilmente peggiorerà. Lo riferisce il Wall Street Journal. In una serie di incontri avvenuti alla Casa Bianca e in recenti conversazioni con il Segretario all'Energia Chris Wright e il Segretario degli Interni Doug Burgum, gli amministratori delegati di Exxon Mobil XOM, Chevron CVX e ConocoPhillips COP hanno avvertito che l'interruzione dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz continueranno a creare volatilità nei mercati energetici globali.
Trump: "Chiesto a circa sette paesi di intervenire a Hormuz"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivelato di aver chiesto a circa sette paesi di inviare navi da guerra per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. "Chiedo a questi paesi di intervenire e proteggere il proprio territorio, perché è il loro territorio - ha affermato Trump a bordo dell'Air Force One rifiutandosi di nominare i paesi - Sarebbe bello se altri paesi collaborassero con noi per controllare la situazione, e noi daremo il nostro contributo. Lavoreremo con loro".
Axios: "Washington sta valutando di impadronirsi dei depositi di Kharg"
Il presidente Trump sta lavorando per formare una coalizione di paesi al fine di riaprire lo Stretto di Hormuz e spera di annunciarlo entro la fine di questa settimana, secondo quanto riferito da quattro fonti ad Axios. Ma secondo quanto riferito da funzionari statunitensi, Trump starebbe anche valutando la possibilità di impadronirsi del deposito petrolifero strategico iraniano sull'isola di Kharg, un'operazione che richiederebbe la presenza di truppe statunitensi sul terreno, qualora le petroliere rimanessero bloccate nel Golfo Persico. Finché il blocco rimarrà in vigore e le esportazioni di petrolio del Golfo saranno limitate, Trump non potrebbe porre fine alla guerra nemmeno se lo volesse, ha affermato una fonte a conoscenza della situazione. Ieri a bordo dell'Air Force One Trump ha dichiarato ai giornalisti di "esigere" che i paesi della Nato e le altre nazioni importatrici di petrolio, tra cui la Cina, aiutino gli Stati Uniti a mettere in sicurezza lo stretto. Trump è attratto dall'idea di impadronirsi completamente dell'isola di Kharg perché costituirebbe "un colpo da KO economico per il regime", ovvero un sostanziale definanziamento di Teheran, ha affermato un funzionario statunitense. Ma questa mossa richiederebbe l'invio di truppe sul campo e potrebbe scatenare attacchi di rappresaglia iraniani contro impianti petroliferi e oleodotti nei paesi del Golfo, in particolare in Arabia Saudita. "Ci sono grandi rischi. Ci sono grandi ricompense. Il presidente non è ancora pronto e non stiamo dicendo che lo sarà", ha affermato il funzionario. Il senatore Lindsey Graham (Rsc), un falco anti-iraniano dichiarato, ha applaudito la "decisione di Trump di portare la guerra sull'isola di Kharg" e ha affermato che l'economia iraniana sarà "annientata" se perderà il controllo del centro petrolifero. "Raramente in guerra un nemico ti offre un singolo obiettivo come l'isola di Kharg, che potrebbe alterare drasticamente l'esito del conflitto", ha scritto su X. "Chi controlla l'isola di Kharg, controlla il destino di questa guerra".
Trump: "Parliamo con l'Iran ma loro non pronti per l'accordo"
Gli Usa sono in trattative con l'Iran, mentre la guerra entra nella sua terza settimana, ma Teheran non è ancora pronta per un accordo di chiusura delle ostilità. "Sì, stiamo parlando con loro", ha replicato il presidente Donald Trump ai giornalisti sull'Air Force One, senza tuttavia specificare la natura dei colloqui, a una domanda sull'esistenza di iniziative diplomatiche in corso per porre fine al conflitto estesosi in tutto il Medio Oriente. "Ma non credo che siano pronti. Ci stanno però arrivando piuttosto vicino", ha aggiunto Trump. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha negato colloqui in corso con gli Usa.
Trump accusa l'Iran di disinformazione con l'uso dell'IA
Donald Trump accusa l'Iran di disinformazione basata sull'IA e sui media compiacenti, smentendo le notizie su danni subiti da velivoli e mezzi navali Usa. In un lungo post su Truth, 'il tycoon ha scritto che "l'Iran è noto da tempo come un maestro di manipolazione mediatica e pubbliche relazioni. Militarmente è debole e inefficace, ma è davvero abile nel 'nutrirè i media delle 'Fake News' - sempre molto ricettivi - con informazioni false. Ora, l'IA è diventata un'altra arma di disinformazione". Teheran, è l'accusa, ha fatto circolare immagini e video artefatti, con presunti attacchi a navi e aerei per amplificare le sue capacità.
l'Iran utilizza l'IA "con notevole efficacia, considerando che viene annientato giorno dopo giorno. Hanno mostrato fittizie 'imbarcazioni kamikazè che sparavano contro varie navi in ;;mare: una scena che appare spettacolare, potente e minacciosa, ma che vede protagoniste imbarcazioni inesistenti. Si tratta esclusivamente di disinformazione volta a dimostrare quanto siano 'durè le loro forze armate, in realtà già sconfitte!", ha rincarato Trump. I cinque aerei da rifornimento Usa che, "secondo le false notizie riportate dal Wall Street Journal e da altre fonti, sarebbero stati abbattuti e gravemente danneggiati, sono tutti pienamente operativi; fa eccezione un solo velivolo, che tornerà presto a solcare i cieli. Gli edifici e le navi mostrati in fiamme non stanno affatto bruciando: sono 'FAKE NEWS', generate dall'IA. Per esempio, l'Iran — operando in stretto coordinamento con i media delle 'Fake News' — ha mostrato la nostra grandiosa portaerei Uss Abraham Lincoln (una delle navi più grandi e prestigiose al mondo) mentre bruciava in modo incontrollato nell'oceano". Non solo la nave "non stava bruciando, ma non era nemmeno stata colpita: l'Iran sa bene di non potersi permettere un'azione del genere! La notizia era consapevolmente FALSA e, in un certo senso, si potrebbe sostenere che gli organi di stampa che l'hanno diffusa dovrebbero essere incriminati per TRADIMENTO, a causa della divulgazione di informazioni mendaci! Il dato di fatto è che l'Iran sta subendo un annientamento, e le uniche battaglie che riesce a 'vincerè sono quelle che crea artificialmente tramite l'IA e che vengono poi diffuse da organi di stampa corrotti". Trump ha attaccato quella ha definito "la stampa radicale di sinistra" che è "perfettamente consapevole, eppure continua imperterrita a diffondere storie false e MENZOGNE. È proprio per questo motivo che il loro indice di gradimento è così basso, ed è per questo che io riesco a vincere le elezioni presidenziali - ottenendo una VITTORIA SCHIACCIANTE - pur ricevendo un trattamento positivo da parte della stampa in appena il 5% dei casi: hanno perso ogni credibilità!", ha concluso il presidente Usa su Truth.
Trump: "Ho chiesto a Londra di intervenire, si sono rifiutati"
Donald Trump esprime frustrazione per la risposta della Gran Bretagna alla sua richiesta di mobilitazione in Iran. Il tycoon, che domenica ha parlato col premier Keir Starmer, ha detto che "il Regno Unito potrebbe essere considerato l'alleato numero uno, quello con la storia più lunga e così via: eppure, quando ho chiesto loro di intervenire, si sono rifiutati". E non appena "abbiamo praticamente annullato la capacità di minaccia dell'Iran, loro hanno detto: 'Beh, allora invieremo due navì. E io ho risposto: 'Abbiamo bisogno di queste navi prima di vincere, non dopo aver vintò, ha detto Trump in un'intervista al Financial Times.
Trump: "Futuro della Nato molto negativo se non aiuta in Iran"
Donald Trump avverte la Nato, minacciando un futuro "molto negativo" se gli alleati degli Stati Uniti non contribuiranno a garantire l'apertura dello Stretto di Hormuz. E' il messaggio schietto e diretto del tycoon alle nazioni europee perché si uniscano al suo sforzo bellico in Iran, contenuto in un'intervista rilasciata domenica al Financial Times.
"È assolutamente opportuno che coloro che traggono beneficio dallo Stretto contribuiscano a garantire che lì non accada nulla di male", ha detto Trump, nella intervista al Ft di 8 minuti, sostenendo che Europa e Cina dipendono fortemente dal petrolio proveniente dal Golfo, a differenza degli Usa Uniti. "Se non ci sarà alcuna risposta, o se la risposta sarà negativa, credo che ciò sarà molto dannoso per il futuro della Nato", ha aggiunto. I commenti di Trump sono maturati all'indomani dell'appello a Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud e Gran Bretagna perché si uniscano allo "sforzo congiunto" per sbloccare lo Stretto in cui transita il 20% del petrolio mondiale. Nonostante l'avvertimento, Trump si è mostrato scettico sulla possibilità che gli alleati degli Usa accolgano le sue richieste di aiuto. "Abbiamo un'organizzazione chiamata Nato. Siamo stati molto generosi. Non eravamo tenuti ad aiutarli per la questione dell'Ucraina. L'Ucraina dista migliaia di chilometri da noi, eppure li abbiamo aiutati. Ora vedremo se saranno loro ad aiutare noi. Perché sostengo da tempo che noi ci saremo per loro, ma loro non ci saranno per noi. E non sono affatto sicuro che, alla prova dei fatti, ci saranno", ha rincarato il tycoon. Alla domanda su quale tipo di aiuto gli fosse necessario, Trump ha risposto: "Qualsiasi cosa serva". Ha poi aggiunto che gli alleati dovrebbero inviare dragamine, navi di cui l'Europa possiede un numero decisamente superiore rispetto agli Stati Uniti. Voleva inoltre "persone in grado di neutralizzare alcuni elementi ostili che si trovano lungo la costa iraniana". Trump ha lasciato intendere di volere squadre di commando europee o altro supporto militare per eliminare gli iraniani che stanno creando "disturbi" nel Golfo utilizzando droni e mine navali. "Li stiamo colpendo molto duramente", ha detto. "Non gli resta altro che creare qualche piccolo problema nello Stretto. Tuttavia, questi Paesi ne traggono beneficio e dovrebbero aiutarci a sorvegliarlo. Noi li aiuteremo. Ma dovrebbero esserci anche loro. In fondo, serve molta gente per tenere d'occhio pochi individui", ha concluso.