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"Due euro in più per un piattino vuoto...". Scoppia la polemica in Liguria

A rendere nota la vicenda la giornalista Selvaggia Lucarelli che sui social ha postato lo scontrino "incriminato", evidenziando la voce "piattino condiviso"

"Due euro in più per un piattino vuoto...". Scoppia la polemica in Liguria

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Due euro. È il costo aggiuntivo che una famiglia ha dovuto pagare per un piattino vuoto; un piattino che avrebbe permesso alla figlia di appena tre anni – che aveva già mangiato - di assaggiare un po' di trofie al pesto ordinate dai genitori. È accaduto a Finale Ligure(Savona) e adesso il caso sta infiammando il mondo del web.

Lo scontrino sui social

A denunciare la vicenda la giornalista Selvaggia Lucarelli che, questo pomeriggio, ha pubblicato lo scontrino fiscale – risalente al 23 luglio - sui propri profili social: “Liguria. Un piatto di trofie al pesto 18 euro – scrive la giornalista -, la mamma chiede un piattino per farne assaggiare un po' anche alla bambina di tre anni che ha già mangiato. Sul conto le mettono due euro per il piattino. Tra l'altro avendole già messo in conto il coperto”. Poi, la Lucarelli nel post ha anche evidenziato con una freccia rossa la voce "piattino condivisione"; ricordiamo, infatti, che per quel “piattino condivisione” la famiglia ha dovuto pagare due euro in più, nonostante gli fosse già stato addebitato il tradizionale coperto.

La polemica del web

Inutile dire che sul web si è scatenata una vera e propria polemica. “Invece per mandarli a quel paese al cliente saranno bastati 5 secondi, ed è gratis pensate”, scrive l’attore Andrea Dianetti; "Galera!" inneggia il ballerino e attore Gabriele Rossi. La pasticcera Sara Brancaccia, invece, ha commentato: "È come quando chiedi un bicchier d'acqua dopo il caffè. Domandi per gentilezza 'quanto le devo?' e ti rispondono 'non importa'. Il mondo si divide in gente che non sa stare al mondo e poi tutti gli altri. Confido che siano di più questi ultimi".

Naturalmente anche volti lontani dal mondo dello spettacolo hanno voluto dire la loro a proposito di questa vicenda e così, tuona un utente: "Quest'anno è una vergogna sul lago sono riusciti a farmi pagare 3 euro di coperto in un posto dove non c'era nemmeno la tovaglia (nemmeno la tovaglietta). Ok le bollette, ma a parte il piattino, che è essere disonesti, un piatto di trofie al pesto 18 euro? Mangiamo a casa, io mi sono rotta". A metterci del loro anche i liguri: "Benvenuta in Liguria. Noi qui paghiamo tutto l'anno prezzi turistici, la vita è diventata carissima. È stupenda la Liguria, è stupenda la mia Genova, ma porca miseria non ce la si fa più".

Il commento del presidente della Regione Giovanni Toti

Sulla vicenda è prontamente intervenuto anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ha voluto sottolineare quanto si tratti di un caso isolato e che, dunque, non si possa fare di tutta l’erba un fascio. Così su Facebook ha scritto: “Non voglio difendere il ristoratore perché ritengo quell'extra sbagliato, voglio difendere però i tanti ristoratori che ogni giorno lavorano seriamente in Liguria, offrendo un grande servizio a cittadini e turisti grazie alle nostre eccellenze enogastronomiche". Poi, il presidente ha proseguito: “Ristorazione che peraltro, oltre a creare migliaia di posti di lavoro, continua a crescere in qualità, con tanti giovani chef in ascesa che negli ultimi anni si sono conquistati importanti riconoscimenti. Non facciamo quindi di tutta l'erba un fascio per qualche situazione spiacevole che succede qui come altrove. La Liguria chiusa e contro i turisti non esiste più: siamo una regione aperta e ospitale e i numeri lo dimostrano, essendo la meta più ambita dell'estate 2023 in Italia. E vogliamo continuare su questa strada.

La torta di riso non finirà più".

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