Sono 33 gli accessi registrati ai Pronto soccorso olimpici su un totale di 208 interventi, 68 gli accessi ai policlinici. Fabio Volontè, Venue Medical Coordinator Lombardia fa un primo bilancio a metà dei Giochi invernali. L'assistenza medico sanitaria è così organizzata: in ogni sito di gara - le venue olimpiche in Valtellina (Bormio e Livigno) e le cinque di Milano - si trovano delle medical station allestite in container o in stanze all'interno dei palazzetti, dotate di medici, infermieri, personale di soccorso e tecnico, per garantire l'assistenza agli atleti, alla family e agli spettatori. La tipologia degli interventi effettuati sulla family olimpica (lo staff che segue l'atleta) e sul pubblico sono quelli di un qualunque grande evento, come il malore, la difficoltà respiratoria, il problema di carattere cardiaco, ma nessuno di questi è correlato alla specifica location o all'evento. Tradotto: non è stato registrato alcun malore per il freddo o infarto per l'emozione.
Gli interventi che coinvolgono gli atleti sono i traumi, che vanno dall'evento più frequente, che è quello contusivo, quindi «la botta», alla distorsione come seconda diagnosi fino alla frattura. «Non solo, gli sportivi hanno in più le stesse esigenze del resto della popolazione, quindi abbiamo avuto atleti col mal di denti, mal di pancia, problematiche di carattere oculistico o di otorinilaringoiatria». L'intervento più importante è stato sicuramente «una frattura - racconta Volontè (nella foto) - che è stata trattata in maniera eccellente dall'equipe presente sul posto sia dall'ospedale di Niguarda, tant'è che già ieri mattina mi hanno mandato le foto dell'atleta in piedi con le stampelle. A neanche 48 ore dalla frattura e quindi dall'intervento abbiamo già fisioterapia in atto e l'atleta che cammina». Quell'atleta è caduto durante la gara, ma c'è anche chi si è infortunato in allenamento, riuscendo comunque a gareggiare. «Lo abbiamo curato al meglio e ha addirittura vinto una medaglie, e questa è una delle soddisfazioni più grandi che abbiamo avuto in questi giorni, anche per tutto l'impegno profuso nel creare questo sistema- racconta il medico -. Anche se il trauma non è particolarmente grave, necessita sempre di una visita in pronto soccorso e di esami e visite che permettano di definire che l'atleta può tornare a gareggiare».
All'interno dei villaggi olimpici di Livigno, Bormio e Milano si trovano i cosiddetti «policlinici» dove viene fornita assistenza sanitaria ambulatoriale e di urgenza agli atleti. Il presidio di Livigno è dotato anche di TAC e risonanza e di una serie di macchinari di ultima generazione che rimarranno in eredità al termine dei Giochi.
L'assistenza medico sanitaria agli sportivi, non si «riduce» solo a interventi e visite «perché l'atleta richiede tre cose principalmente - spiega ancora Volontè - : prima di tutto di essere curato bene, poi riservatezza e accoglienza adeguata a tutto il personale che ruota intorno, dal medico della squadra all'allenatore ai familiari. Questi sono tre aspetti fondamentali quando si gestiscono eventi sportivi di altissimo livello». Abbiamo visto in questi giorni anche quanto l'aspetto psicologico giochi un ruolo: «Siamo attrezzati per fornire supporto psicologico sia all'interno dei villaggi, sia in ospedale - ricorda il coordinatore - anche se quasi sempre nello staff della nazionale è presente uno psicologo».
Per quanto riguarda i traumi violenti, è andato tutto secondo le previsioni elaborate in fase di preparazione della macchina, il cui coordinamento è nato in seno all'ospedale olimpico di Niguarda, punto di riferimento: avevamo visto delle percentuali di rischio per ogni tipologia di trauma tipico degli sport invernali....«Sì, me ne sono occupato personalmente basandomi sui dati delle precedenti edizioni e posso dire che sull'epidemiologia prevista siamo in linea quasi al numero esatto». L'asssitenza per le Paralimpiadi sarà identica se non per le «variabili che dipendono dall'accessibilità e da alcune patologie specifiche dell'atleta paralimpico, su cui ci siamo preparati».
C'è qualche aspetto della macchina che si potrebbe migliorare? «In tutti
questi grandi sistemi di organizzazione non è la quantità di eventi che dà la misura dell'operatività del servizio, ma è l'essere pronti a qualsiasi evenienza. Non bisogna mai abbassare la guardia: è la cosa più importante».