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Il coraggio dopo Crans Montana: Eleonora Palmieri mostra il volto segnato e la sua grande voglia di ricominciare

Una delle giovani ferite nel rogo di Capodanno mostra con grande coraggio le cicatrici e ringrazia chi le è rimasto accanto

Foto fonte Social
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Mostra il suo volto senza filtri, con i segni evidenti delle ustioni, e accompagna le immagini con poche parole cariche di forza: "Un centimetro alla volta". Eleonora Palmieri, 29 anni, veterinaria originaria del Riminese, ha scelto i social per raccontare il lungo cammino di recupero dopo la drammatica notte di Crans Montana.

Il rientro in Romagna dopo il ricovero

Dopo circa venti giorni trascorsi all’ospedale Niguarda di Milano, la giovane è stata trasferita al Centro Grandi Ustionati di Cesena, una scelta dettata dal desiderio di essere più vicina alla famiglia. Un ritorno a casa solo simbolico, perché la strada verso la guarigione è ancora lunga, ma fondamentale anche dal punto di vista emotivo.

Le condizioni cliniche

Eleonora presenta ustioni al volto, alle gambe e in modo particolare a una mano. È ora seguita da un’équipe multidisciplinare che la accompagnerà nella fase di riabilitazione, fisioterapia e medicazioni. Il professor Davide Melandri, direttore del Centro Grandi Ustionati dell’Ausl Romagna, ha spiegato che la paziente è arrivata in buone condizioni generali e che, al momento, non sono previsti interventi chirurgici. Il recupero è avviato, anche se serviranno tempo e costanza.

La voce affidata ai social

Eleonora e i suoi genitori hanno chiesto discrezione e rispetto della privacy. A parlare per lei sono soprattutto i contenuti condivisi su Instagram, video semplici, spesso con i suoi animali, e messaggi di speranza rivolti al futuro. "Ogni giorno è un passo verso il mio obiettivo. La mia passione è la mia forza più grande", ha scritto la 29enne, ribadendo la volontà di tornare, gradualmente, alla vita e al lavoro che ama.

Il messaggio dal letto d’ospedale

Nel post più intenso, Eleonora ha voluto ricordare che dietro le notizie e i titoli ci sono persone vere, fatte di paura ma anche di determinazione. Ha ringraziato chi le è rimasto accanto nei momenti più difficili, la famiglia, definita il suo “porto sicuro”, il fidanzato e tutto il personale sanitario che l’ha assistita con professionalità e umanità. Un pensiero, infine, è andato anche a chi non ce l’ha fatta, a quelli che lei chiama “angeli”.

Una guarigione che richiede tempo

Il percorso è già iniziato, ma non sarà breve.

Come sottolinea il professor Melandri, Eleonora ha fatto passi importanti, anche se restano ancora fasi delicate da affrontare. Lei, intanto, continua a guardare avanti, senza nascondere le cicatrici, trasformandole in un segno di rinascita.

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