È proprio vero, l'islamismo è una fissazione di noi islamofobi, visionari di un'Italia che non esiste. A Modena, un tizio che viene da quella cultura, anche se ha il passaporto italiano, ha pensato bene di imitare i suoi colleghi di seconda generazione. Quelli che, con una macchina, in giro per l'Europa hanno creato il terrorismo che ha preso il nome di car jihad. Ma qui da noi la sinistra ci spiega che è un caso: trattasi di italiano che ha perso le staffe e gli è scappata la frizione o poco di più. Poi andiamo a Venezia e scopriamo che il Partito Democratico, che legittimamente aspira alla maggioranza dei voti di qualunque natura, assolda le comunità islamiche spiegando loro come si fa a votare per il Pd. E, di conseguenza, come si fa a ottenere dalla sinistra nuove leggi che favoriscano l'immigrazione e la penetrazione di tale cultura. Poi andiamo a Firenze e troviamo un minorenne jihadista aderente all'Isis che parla di fare attentati nei parchi, si occupa di reperire bombe e kalashnikov e ha pure una rete di altri fanatici radicalizzati. Se non fosse che siamo così fascisti, come qualcuno dice, sembrerebbe quasi di essere in Francia. Dove queste cose succedono da molti anni e nessuno lo dice. Solo che adesso stanno succedendo anche qui. E guarda caso la flotilla diventa l'equivalente terzomondista delle Frecce Tricolori, una specie di pattuglia acrobatica che tutti sono tenuti ad applaudire (o a piangere per quanto le sia capitato in Israele). Ma nessuno indaga su chi la paga davvero.
Perché altrimenti salta fuori che sono gli stessi che finanziano i Fratelli musulmani e sono direttamente connessi ai terroristi di Hamas. Ma guai a dirlo, l'islamismo non esiste. Non si è radicalizzato. È una visione notturna di noi fanatici dell'uomo bianco.