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Altro che aggressione fascista: ecco il video che smentisce la sinistra

Dopo il pestaggio a Firenze, le voci progressiste avevano evocato il fascismo e parlato di "adulti che picchiano gli studenti". Ma la Digos ha attenzionato come responsabili sei ragazzi, tre dei quali minori

Altro che aggressione fascista: ecco il video che smentisce la sinistra

A guardare i titoli dei giornaloni, la verità è una e una soltanto: la colpa, sempre e comunque, è dei fascisti. O presunti tali. E se la realtà contraddice questo assunto, allora è la realtà che deve cambiare. Ma andiamo con ordine e partiamo dall'inizio. Il 18 febbraio scorso, alcuni ragazzi di Azione studentesca organizzano un volantinaggio di fronte a un complesso di cinque scuole di Firenze che comprende gli istituti Pascoli e Michelangelo. Inizialmente, tutto sembra filare liscio. I ragazzi di destra consegnano i volantini che hanno portato con sé e presentano il loro programma politico. Poi, secondo quanto ricostruito da fonti del Giornale.it​, arrivano alcuni ragazzi di sinistra che, dopo un diverbio, cominciano a strappare i volantini e a spintonare i ragazzi di destra.

Firenze antifascista dà l'allarme, chiamando a raccolta i ragazzi di sinistra delle scuole circostanti. Parte così la rissa. Il video diffuso in rete, e rilanciato dalla grancassa dei giornali di sinistra, dimostra solamente il presunto raid dei ragazzi di destra. Ma quel video racconta unicamente una parte, utile a parlare di "agguato squadrista".

In realtà non c'è stato nessun agguato, ma una rissa nata per motivi politici. E la colpa potrebbe non essere solo dei ragazzi di Azione studentesca. I giornali di sinistra dimenticano infatti di raccontare un fatto di una settimana fa quando - ci riferiscono le stesse fonti - di fronte al Pascoli quindici ragazzi di sinistra, armati di cinture e incappucciati, si erano presentati di fronte ai giovani di destra che stavano volantinando per il Giorno del ricordo per pestarli. Il provvidenziale intervento dei professori ha evitato il peggio. Sono molte le cose che non tornano nella narrazione presentata dalla stampa e da una certa parte politica in questi giorni.

La narrazione affrettata di sinistra

Sì, perché secondo quella narrazione a colpire gli studenti del collettivo Sum sarebbero stati degli adulti. Dettaglio, quest'ultimo, sul quale anche i rappresentanti degli studenti avevano inizialmente puntato l'attenzione. Quel tipo di ricostruzione aveva subito fatto presa sui social, in particolare tra i politici e i simpatizzanti d'area progressista. "Militanti fascisti adulti questa mattina hanno compiuto una spedizione punitiva fuori al liceo Michelangelo di Firenze", si leggeva su Twitter, dove anche il deputato Pd Alessandro Zan parlava di "aggressione fascista in piena regola di adulti ai danni di studenti". E lo storico dell'arte Tomaso Montanari, analogamente, scriveva: "È un pestaggio unidirezionale di adulti di Azione Studentesca contro ragazzi minorenni di una scuola". Anche Carlo Rutigliano, segretario regionale di Articolo Uno, denunciava: "Adulti che picchiano studenti davanti ad un liceo".

I responsabili sono sei giovanissimi

Ora, precisando che la violenza è sempre da condannare senza indugi (sia essa perpetrata da giovani, giovanissimi o adulti), rileviamo come quella narrazione allarmata e allarmante sia stata ridimensionata e addirittura smentita dai fatti poi accertati. Secondo quanto rilevato dalla Digos, infatti, i presunti aggressori sono sei ragazzi: il più grande arriva appena a 20 anni, tre di loro invece sono minorenni. Il dettaglio non cambia il peso delle responsabilità (nelle prossime ore partiranno le denunce), ma modifica e non poco la cornice narrativa ricreata d'impulso da alcuni commentatori ossessionati dal fascismo.

La ricostruzione dei fatti

Violenza per violenza, avremmo voluto sentire la ferma condanna di quegli stessi osservatori anche rispetto alle violenze anarchiche attuate da persone sì adulte. In quel caso, anche con minacce di morte. Peraltro, tornando all'episodio di Firenze, si attendono ricostruzioni più precise anche sulla dinamica dell'accaduto. Secondo una prima ricostruzione della Digos, pare infatti che la prima discussione animata fosse partita vicino alla scuola tra gli studenti del collettivo e i simpatizzanti di Azione Studentesca, che stavano facendo un volantinaggio non annunciato in questura. Da quel confronto sarebbe poi partita l'aggressione.

Fdi: "Violenza sempre da condannare"

Sul fronte politico, intanto, il tentativo della sinistra di strumentalizzare il pestaggio per colpire il centrodestra è presto naufragato. Già nella giornata di ieri, infatti, Fratelli d'Italia aveva condannato le violenze, ribadendo il ruolo della politica come strumento di confronto. E stamani a ribadire il concetto è stato il capogruppo Fdi, Tommaso Foti.

"Episodi di violenza politica sono sempre da condannare al netto di quella che sarà la dinamica da accertare. L'auspicio è che tutto ciò rimanga circoscritto a questo liceo", ha affermato l'esponente meloniano, conversando con l'Ansa.

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