
Un attacco frontale, il tentativo di sminuire un collega e allo stesso tempo di denigrare Giorgia Meloni. Protagonista Gad Lerner. Ma anche le sue amnesie. Ma andiamo per gradi. Nel mirino del giornalista è finito Gian Marco Chiocci. Il motivo è semplice: secondo Il Foglio, il primo ministro vorrebbe l’attuale direttore del Tg1 come nuovo portavoce. Una notizia smentita dal diretto interessato in una breve riunione con la redazione convocata in tarda mattinata - “al Tg1 do l’anima, se andassi via avviserei subito” – ma l’occasione per Lerner era troppo ghiotta.
"Carrierona meritata, quella di Gian Marco Chiocci, autore dello scoop del secolo: 20 minuti d'intervista a Gennaro Sangiuliano su Maria Rosaria Boccia. Così nell'Italia di Meloni si vola direttamente dalla direzione del Tg1 a Palazzo Chigi. È il giornalismo, bellezza". Questa la stilettata apparsa sul suo profilo X. Il consueto ritornello dell’amichettismo tanto caro alla sinistra, che del resto non ha altre idee. Ma anche un attacco al valore del giornalista. Questione di stile, sia chiaro. Ma nel post pubblicato da Lerner manca qualcosa. Non sappiamo se volutamente o per semplice dimenticanza. Ma qualche dettaglio viene meno.
Orgogliosamente “radical chic” e “amico di De Benedetti” – lo ha dichiarato lui al Fatto Quotidiano – Lerner forse scorda di aver tenuto nel portafoglio per diversi anni la tessera del Partito Democratico, di cui è stato tra i quarantacinque fondatori. Anche lui ex direttore del Tg1, è stato a tutti gli effetti un militante dem. Certo, è poi arrivata la rottura – “colpa” di Renzi e della sua gestione dell’immigrazione – ma fa sorridere il dito puntato contro un altro giornalista per la presunta vicinanza a un partito.
Ma c’è di più. Affermando che l’intervista a Sangiuliano sulla Boccia è lo “scoop del secolo” di Chiocci, Lerner sembra dimenticare alcune inchieste finite su tutti i giornali. Basti pensare allo scoop sulla casa di Montecarlo pubblicato sul Giornale nel 2010, in cui rimase coinvolto Gianfranco Fini. Potremmo andare avanti con gli esempi, ma direi che è tutto abbastanza chiaro. Le amnesie possono capitare.
Ma non è tutto. Anche il Pd merita una menzione. Come evidenziato in precedenza, Chiocci ha smentito la notizia in una riunione con la redazione. Eppure i dem non mollano. Ecco il j'accuse di Sandro Ruotolo: "La RAI perde ascolti anche per questo motivo: non è più credibile, non è più autorevole, non rappresenta più tutti gli italiani. Già con Gennaro Sangiuliano si è consumata una caduta di credibilità: un direttore del Tg2 che lascia la guida del telegiornale per diventare ministro nel governo Meloni. Ora, le voci su Gian Marco Chiocci al Tg1 aggravano la situazione. Se davvero il direttore del Tg1 è destinato a diventare portavoce della premier, allora ha due strade: smentire categoricamente questa ipotesi oppure dimettersi subito. Perché nel servizio pubblico la regola è chiara: ognuno può avere i propri orientamenti politici, ma i dirigenti apicali non possono mettersi al servizio di una parte".
Il responsabile Informazione nella segreteria nazionale ed europarlamentare ha aggiunto: "E vale anche per Gennaro Sangiuliano: oggi rappresenta la RAI a Parigi, non è un semplice editorialista. Non può fare l'agit prop per Salvini. Il suo primo dovere è essere corrispondente della RAI e quindi rappresentare tutti gli italiani: chi vota a destra, chi vota a sinistra e chi non vota".