Insulti e aggressioni: odio anti-sionista nel 25 aprile di Milano

Anche a Milano il passaggio della Brigata ebraica accompagnato dagli insulti degli anti-Israele. E in piazza duomo scoppiano i tafferugli: interviene la polizia

Insulti e aggressioni: odio anti-sionista nel 25 aprile di Milano
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Nazisti. "Na-zi-sti". Dopo le tensioni a Roma, l'odio contro Israele è scoppiato anche a Milano. Così il 25 aprile celebrato nelle piazze è diventato ancora una volta motivo di rivendicazioni ideologiche e di accesi scontri. Il corteo che nel pomeriggio si è snodato nel centro del capoluogo lombardo è stato difatti contrassegnato da diversi momenti di nervosismo e addirittura di violenza in concomitanza con il passaggio della Brigata ebraica e dei manifestanti pro-Ucraina. La presenza delle insegne ebraiche e di quelle di Kiev ha infatti innescato le ostilità da parte di diverse persone che non aspettavano altro che esternare la loro avversione per ciò che quei vessilli rappresentavano.

I timori della vigilia si sono dunque avverati in pieno: anche stavolta, la festa della Liberazione è stata attraversata da rigurgiti antidemocratici spacciati, all'opposto, per manifestazioni in favore della democrazia. I momenti di particolare concitazione di sono registrati all'imbocco di piazza san Bibila, prima che il corteo svoltasse in direzione del duomo. Agli insulti di alcuni manifestanti pro-Palestina, la risposta della Brigata Ebraica è stata quella di mostrare i cartelli con la stella di David e coi nomi dei campi di concentramento. "Studiate la storia, ignoranti", hanno replicato i sostenitori della causa ebraica. In tutta risposta, nei loro confronti sono piovute minacce e ulteriori offese.

"Sionisti sciacalli, assassini". "Dal Donbass alla Palestina, Usa criminale, Nato Assassina". "Fate schifo, Gaza vincerà". Questi solo alcuni degli slogan pronunciati al passaggio della Brigata ebraica e dei manifestanti a sostegno dell'Ucraina. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Una volta entrato in piazza duomo, il corteo con le bandiere israeliane è stato aggredito da alcuni giovani della comunità palestinese, che provocatoriamente scagliati con veemenza contro le prime file dei manifestanti. Sono volati spintoni e calci. Tra le due parti si sono frapposti i City Angels che hanno cercato di contenere la situazione, ma senza riuscire a impedire violenti tafferugli. Solo in un secondo momento sono intervenuti gli agenti di polizia in tenuta anti-sommossa che hanno trattenuto e identificato alcuni dei facinorosi in azione. Più lievi, ma non meno inquietanti, alcuni scontri verbali verificatisi nel corso del corteo - e poi ancora all'ombra del duomo - tra singoli manifestanti pro-Palestina e sostenitori della causa israeliana.

Intanto, si componeva un ulteriore corteo animato dai collettivi rossi e dagli antagonisti. Tra le sigle in testa alla sfilata, l'ormai immancabile organizzazione giovanile comunista Cambiare Rotta, già protagonista di tensioni e di movimentati sit-in nelle università. Seguita passo dopo passo dalla polizia, la manifestazione ha scandito il proprio percorso con invettive contro Israele, ripetute a gran voce dagli attivisti in coro. "Settantacinque anni di guerra e di rapina, fuori i sionisti dalla Palestina". Oppure: "All'imperialismo non perdoniamo niente: occhio per occhio, dente per dente". In piazza Castello, un militante prende il megafono e dichiara la conclusione del corteo ma altri attivisti con il volto coperto invitano invece i presenti a continuare la dissidenza.

E meno male che il 25 aprile doveva essere la festa di tutti,

dell'unità nazionale, dei valori condivisi. Ancora una volta la festa della Liberazione è stata presa in ostaggio da estremisti e provocatori. Purtroppo, non ci siamo liberati da fascismo degli antifascisti.

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