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L'Ia, il futuro e la sfida dei curiosi

Gran parte della diseguaglianza di oggi deriva proprio dalle regole scritte per impedire che persone più "folli e affamate" conquistino posizioni che la nuova generazione delle élite non sa più difendere

L'Ia, il futuro e la sfida dei curiosi
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Perché il New York Times e il Guardian hanno bloccato l'accesso dei loro siti da parte dell'Internet Archive? Perché i loro contenuti potevano essere utilizzati senza autorizzazione dalle aziende di intelligenza artificiale per l'addestramento dei modelli. Non è una lotta tra archivisti e editori, ma è la guerra sulla memoria del web nell'epoca in cui l'intelligenza artificiale ha sostituito il motore di ricerca. Chi vince questa battaglia non controllerà l'informazione ma la memoria storica da cui si genera. E in Europa come ci interroghiamo sul futuro dell'intelligenza artificiale?

Nei giorni scorsi il Nobel Giorgio Parisi è stato intervistato a Che tempo che fa dove presentava il suo libro Le simmetrie nascoste (Rizzoli 2026). Mi ha colpito la dichiarazione del Nobel per cui se l'intelligenza artificiale non venisse regolamentata sarebbe come trovarsi a guidare la macchina in un mondo dove non c'è il codice della strada. C'è un rischio però nella regolamentazione, perché l'intelligenza artificiale non è uno strumento di eguaglianza: è un amplificatore meritocratico, che all'altitudine delle domande fa corrispondere la levatura delle risposte. Le persone più capaci, pur non appartenendo alle élite, possono usarla come strumento per progettare un futuro migliore per un mondo che ha la dannata esigenza di essere continuamente riprogettato.

Gran parte della diseguaglianza di oggi deriva proprio dalle regole scritte per impedire che persone più «folli e affamate» conquistino posizioni che la nuova generazione delle élite non sa più difendere.

È la stessa avidità del sistema a obbligare i migliori dei ceti più bassi a puntare direttamente alla vetta non avendo più una classe media in cui stabilizzarsi. E l'intelligenza artificiale nel silenzio sta già selezionando la nuova classe dirigente. Una delle classi dirigenti più utili in un mondo in crisi: quella basata sulla curiosità.

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