Quindi, oggi...

L'unico errore del generale, che batosta per i Murgias e Banfi: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: il libro del generale Roberto Vannacci, l'intervista di Sarkozy e la mattanza in Messico

L'unico errore del generale, che batosta per i Murgias e Banfi: quindi, oggi...

- Si avvicina settembre e le giornate si fanno più interessanti. La prima notizia arriva dall’alta montagna, dove un gruppo di auto-proclamatisi scalatori hanno ben pensato di iniziare un percorso a 2mila metri con i sandali di gomma. Alla prima difficoltà si sono sentiti in pericolo, le “scarpe” scivolavano sul pietrisco, così hanno deciso di chiamare il soccorso alpino. L’unica consolazione è che riceveranno a casa una fattura che la metà basta.

- Eva Riccobono dice di Palermo quel che io vado sommessamente predicando da tempo. Città meravigliosa, ma “ha un solo difetto” ovvero “la pulizia”. "Palermo potrebbe competere con qualunque altra meraviglia se solo qualcuno prendesse in mano la situazione”. Da sottoscrivere.

- Il buon Neymar, grande calciatore ma non così vincente, ha accettato di andare in Arabia insieme a tutti gli altri. Il contratto con l’Al-Hilal è mastodontico: 80 milioni di euro all’anno, una roba senza senso, più 80mila euro per ogni vittoria e 500mila euro a post su Instagram per la promozione del campionato saudita. A questo si aggiunga un Jet privato, una tenuta di mille metri quadri, tre chef e animali esotici tipo zoo. Ora, sinceramente: voi avreste rifiutato?

- Il generale Roberto Vannacci scrive un libro sul “Mondo al contrario” e a leggere la quarta di copertina, detta come va detta, non si vede in lui nessuna colpa. Discorso diverso per le frasi contenute all’interno e rivelate da Repubblica. Lui assicura che siano state estrapolate dal contesto, rigetta ogni accusa e parla di processo alle opinioni. Domani leggerò il libro e saprò dirvi di più. Però una cosa va precisata: da un generale in servizio dell’Esercito ci si attenderebbe l’analisi dei piani militari, delle situazioni geopolitiche, degli armamenti e degli addestramenti. Non che si avventuri nella filosofia politica e sociale di questo nostro maledetto mondo politicamente corretto. Magari avrà tutte le ragioni del mondo, ma forse per spiegarle c’è sempre tempo una volta in pensione.

- La lettera che Lino Banfi ha inviato al Corriere, benché passata un po’ in sordina, andrebbe letta e riletta ai fan dei “controlli” sui social media. Perché a Nonno Libero hanno censurato una pagina di fan solo perché questi ricalcavano alcune battute dei suoi film più famosi, come “porca puttena” e via dicendo. Quando la “censura” politicamente tocca chi ci sta antipatico (no vax, anti-climatisti, presunti “omofobi”) fingiamo di non capire quale sia il problema, poi il perbenismo woke raggiunge vette talmente sciocche - come oscurare le battute di Oronzo Canà - e solo allora comprendiamo quanto possa diventare pericoloso. Benvenuti nel mondo reale.

- In Italia sono pochi quelli che conservano un buon ricordo di Nicolas Sarkozy. Però come tutti gli orologi rotti, due volte al giorno indica l’ora esatta. E stavolta pare che sia il caso: in un’intervista al Figaro, l’ex presidente francese ha detto ciò che la diplomazia dovrebbe sostenere da tempo. Ovvero che “Putin ha sbagliato, quello che ha fatto è grave e si traduce in un fallimento” ma “una volta detto questo bisogna trovare una via d’uscita. La Russia è un vicino dell'Europa e tale rimarrà”. Già, perché in politica chi recrimina sul passato allunga le guerre. Per finirle invece bisogna fare degli sforzi. Quelli che per oggi nessuno ha davvero cercato in Ucraina.

- Il genio dei romagnoli sta tutto qui: c’è un granchio blu che rischia di mandare a monte tutta la produzione di cozze e vongole della zona? Bene: invece di piangerti addosso, cominci a pescarlo, a mangiarlo (bono!) e a venderlo negli Stati Uniti dove ne vanno pazzi. Geni.

- La Spagna va verso un nuovo governo socialista. La sinistra ha perso le elezioni ma un po’ come in Italia riesce a tirare su un’accozzaglia politica per governare. Stavolta a dare l’assist potrebbe essere il partito separatista catalano di Puigdemont, quello che Madrid vorrebbe arrestate per via del referendum sull’indipendenza. Per il momento hanno trovato l’accordo solo sull’elezione del presidente del Congresso ma i segnali vanno in quella direzione. È strano, tuttavia interessante: voglio proprio vedere a quale prezzo Sanchez dovrà "acquistare" i voti dei separatisti.

- Dopo aver letto i dettagli del contratto di Neymar, Szczesny apparirà ancor più “pazzo” che coraggioso. Pare infatti che il portiere della Juve rifiuterebbe proposte milionarie dall’Arabia perché “a me il denaro certo non manca” e “ci sono altre priorità”, come giocare in campionati competitivi. Lodevole, ma durerà?

- Leggo un pezzo veramente noioso del Domani su un ragazzo che scrive libri e gestisce una edicola. Trasferito da Cagliari a Milano, si trova bene ma sulla sinistra di oggi ha qualcosina da ridire: “Ho sempre votato a sinistra ma sono deluso da quest’élite di finto nuovo e veri dinosauri, che parla di minchiate e asterischi” mentre i ragazzi moderni "nemmeno capiscono l’italiano, non leggono un libro, non sanno niente”. Che batosta per i fan del filone queer alla Murgia.

- La Svizzera ha deciso di impedire l’accesso alla sua rete ferroviaria ai treni tedeschi che hanno più di 16 minuti di ritardo. Non mi sorprende la precisione degli elvetici, che fa scuola. Ma il fatto che pure in Germania ci siano così tanti treni in ritardo. Quindi non siamo solo noi italiani quelli disorganizzati…

- Orrore in Messico. Cinque giovani tra i 19 e i 22 anni sono stati brutalmente assassinati.

Ma ancor prima di accopparli, gli aguzzini li avrebbero picchiati e legati per poi costringerli a torturarsi a vicenda. Uno di loro avrebbe dovuto anche uccidere tutti gli altri. Ci sembra un mondo lontano, da serie tv. E invece è così tragicamente reale.

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