In gita scolastica a contatto coi migranti: è questa l’esperienza di una scolaresca vicentina, che ha fatto il viaggio d'istruzione a Trieste. “Se quanto emerso fosse confermato, saremmo davanti a un episodio estremamente grave. La scuola deve formare cittadini liberi e consapevoli, non esporre bambini a messaggi politicamente orientati, ideologici o peggio diseducativi come l'idea che le forze dell'ordine siano un ostacolo da eludere”, ha dichiarato il deputato di Fdi Silvio Giovine, in merito alla vicenda che sta alimentando le polemiche. Nello specifico, pare che i piccoli delle quinte classi della scuola elementare di Marostica siano stati coinvolti in un turno di distribuzione di cibo e abiti ai migranti in piazza Libertà a Trieste.
Viene definito un percorso esperienziale ma si aprono diversi interrogativi sull’opportunità di coinvolgere bambini così piccoli in un’esperienza di questo tipo, con risvolti politici ma anche emotivi molto forti e imprevedibili. “Abbiamo chiesto al Ministro Valditara di fare luce sulla vicenda, acquisendo, tramite l'Ufficio scolastico regionale per il Veneto e l'Ufficio scolastico territoriale competente, ogni informazione utile a chiarire, in primis alle famiglie, quali attività siano state svolte, con quali soggetti esterni, sulla base di quali autorizzazioni e con quale vigilanza”, si legge ancora nella nota. “Chiediamo inoltre di chiarire a quale titolo sia stata coinvolta la cooperativa Conca d'Oro: quali finalità ha, quali attività svolge, se riceve contributi pubblici e con quale qualificazione sia stata individuata - conclude - come soggetto formativo per dei bambini della scuola primaria”, ha concluso Giovine.
Scettico anche il governatore della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che ha dichiarato di trovare “particolare come scelta. Magari così si vuole scoprire l'illegalità, allora forse è utile che i ragazzi lo sappiano, che esiste appunto un'illegalità, troppe volte coperta da associazioni che vivono di questa illegalità” Il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, ha pubblicato un video, che non è detto sia collegato con lo stesso obiettivo, in cui alcuni piccoli studenti raccontano di aver camminato “scalzi e bagnati per ‘sentirsi’ migranti clandestini”. Lo stesso tema è stato ripreso da Anna Cisint e Marco Dreosto, entrambi esponenti della Lega: “Da Trieste arrivano immagini vergognose di bambini costretti dalle maestre a camminare scalzi sui sassi per 'sentirsi' come migranti clandestini. Scene inaudite che non pensavamo di dover mai commentare”.
L'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto “ha immediatamente avviato le opportune verifiche sulla vicenda, al fine di accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento delle stesse. Il ministero monitorerà con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda”. Si legge in una nota il ministero dell'Istruzione e del Merito. La consigliera regionale veneta del Pd Chiara Luisetto, commentando le polemiche, ha dichiarato che “di fronte a una iniziativa educativa di alto spessore civico, costruita all'interno dell'autonomia scolastica e con la condivisione delle famiglie, è vergognoso che l'europarlamentare leghista Anna Maria Cisint abbia costruito una campagna via social indegna, che ha dato in pasto bambini e l'istituto scolastico di Marostica agli odiatori seriali