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Morto Gianluigi Armaroli, storico giornalista del Tg 5. Una vita raccontata attraverso le notizie

È scomparso all'età di 77 anni Gianluigi Armaroli, storico corrispondente del Tg5 dall’Emilia-Romagna. Volto autorevole dell’informazione televisiva, ha raccontato per oltre vent’anni i principali eventi della regione, distinguendosi per professionalità, eleganza e profonda conoscenza del territorio

Foto fonte video
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Il giornalismo italiano perde una delle sue voci più riconoscibili. È morto a 77 anni Gianluigi Armaroli, storico inviato e corrispondente del Tg5 dall’Emilia-Romagna, volto noto dell’informazione televisiva per oltre due decenni. La notizia della sua scomparsa è stata annunciata in diretta dal Tg5, suscitando commozione in redazione e nel mondo dei media.

Il legame con il Tg5 e l’Emilia-Romagna

Armaroli è stato per anni il punto di riferimento del Tg5 per i principali fatti di cronaca dell’Emilia-Romagna. Entrato nella redazione del telegiornale diretto da Enrico Mentana nel 1992, ha seguito alcuni degli eventi più significativi che hanno segnato la regione, fino agli ultimi servizi dedicati alle recenti alluvioni. Un lavoro svolto sempre con rigore, attenzione e profonda conoscenza del territorio.

Dalla scenografia al giornalismo televisivo

Nato a Bologna nel novembre del 1948, Gianluigi Armaroli aveva intrapreso inizialmente un percorso artistico. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti con indirizzo in scenografia, aveva frequentato l’Accademia Antoniana dedicandosi alla recitazione. Le prime esperienze professionali lo avevano visto impegnato come attore radiofonico e televisivo in Rai, un bagaglio che avrebbe poi arricchito il suo stile comunicativo anche nel lavoro giornalistico.

Gli esordi nelle televisioni locali

Il passaggio al giornalismo avviene alla fine degli anni Settanta, quando inizia a collaborare con Video Bologna. In seguito conduce il telegiornale di Tele Carlino e nel 1984 entra nel gruppo Fininvest, sotto la guida di Guglielmo Zucconi. Con la nascita del Tg5, Armaroli diventa una delle firme storiche del telegiornale, lavorando per circa vent’anni come corrispondente regionale.

Un professionista stimato

Negli anni, Armaroli si è distinto non solo per la qualità dei suoi reportage, ma anche per il suo stile personale, misurato, elegante, sempre rispettoso delle storie e delle persone raccontate. Colleghi, giornalisti e operatori lo ricordano in queste ore come un professionista serio, un cronista appassionato e un uomo di grande garbo umano, sempre disponibile al confronto e al lavoro di squadra.

Il ricordo delle istituzioni

Tra i messaggi di cordoglio, anche quello del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha parlato di una perdita profonda non solo per il giornalismo, ma per l’intera comunità regionale. Armaroli, ha sottolineato, ha saputo raccontare per decenni l’Emilia-Romagna “con acutezza e passione”, trasmettendo agli italiani il valore e l’identità di una terra che amava profondamente.

L’eredità lasciata alle nuove generazioni

Da tempo in pensione, Armaroli viveva a Pesaro con la moglie Daniela. La sua lunga carriera, durata oltre quarant’anni, resta un esempio di dedizione al mestiere e di rispetto per l’informazione.

Un’eredità professionale che, come auspicato anche dalla Regione, potrà continuare a ispirare le nuove generazioni di giornalisti chiamate a raccontare la realtà con competenza, passione e senso di responsabilità.

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