Da qualche giorno circola la notizia che uno dei tre bambini della casa nel bosco abbia cominciato lo sciopero della fame da quando la mamma è stata allontanata dalla comunità.
La notizia non è vera. Ma il solo fatto che sia circolata la dice lunga sul livello di strumentalizzazione della vicenda. C'è qualcuno, tra i paladini della giustizia che stanno stravolgendo questa famiglia, che ha imboccato a quel bambino concetti e idee a cui da solo non arriverebbe. Se non saltando al massimo una cena. «Sono stata in visita dai tre fratellini - testimonia Alessandra De Febis, Garante per l'Infanzia della Regione Abruzzo - Ho pranzato con loro lunedì e mercoledì, giornata in cui era presente il padre Nathan. Non c'è nessuno sciopero della fame». Vero è che i tre Trevallion sono estremamente stressati. «Come usciranno i bimbi da questa storia? Traumatizzati, ma non lo dico io, lo dicono i luminari della psichiatria di questo Paese» sostiene la garante dell'Infanzia nazionale Marina Terragni che, oltre a una stoccata sulla preparazione degli assistenti sociali, dice quello che molti pensano: «Era una famiglia che aveva una grande pazienza a stare con i tre bambini tutto il giorno, pazienza che credo nessuno abbia. Come ha detto un grande giurista, Jemolo, sono convinta che la famiglia sia un'isola che l'oceano del diritto debba appena lambire - prosegue Terragni -. Invece, qua, mi pare che abbiamo esondato».
Tutto porta a una conclusione: è ora di dare una svolta a questa storia. L'unico che realmente sta cercando di farlo, e che ha il dovere di farlo, è papà Nathan. Ieri ha visitato una nuova casa messa a disposizione del Comune dove, prossimamente, potrebbe trasferirsi insieme alla moglie Catherine. Si tratta di un appartamento confortevole e ben più adatto ad accogliere la famiglia rispetto alla casetta nel bosco. «Nathan è rimasto molto contento, è una casa nuova, luminosa e poco lontana dal bosco» racconta l'amico Armando Carusi, il ristoratore che ha offerto in comodato d'uso gratuito il proprio b&b alla famiglia. Potrebbe essere la soluzione migliore per riunire la famiglia. E per mettere fine alle polemiche che sembrano coinvolgere tutti fuorché il bene dei Trevallion.
Martedì il segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria (Spp), Aldo Di Giacomo, sarà davanti al Tribunale per i minorenni dell'Aquila.
L'iniziativa, promossa dalla Federazione sindacati autonomi-Confederazione nazionale quadri e professionisti (Fsa-Cnqp) e dal Sindacato polizia penitenziaria, punta a sostenere l'operato dei magistrati. L'appuntamento coincide con l'arrivo degli ispettori, del ministero della Giustizia, incaricati di indagare sulla vicenda.