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Evviva il Re, tanto rumore per Bella ciao. Le parole della settimana

Le parole della settimana: Il Re è morto, evviva il Re, Re Carlo ha il cancro, parliamo di Sanremo senza parlarne, tanto rumore intorno a Bella ciao, il Nobel per la pace e la guerra, benvenuti nella Camera delle deputate

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Proviamo a dare un po' di sapore poetico ai numeri che decretano il successo delle notizie sul web, di seguito alcuni dei fatti più cliccati della settimana rivisitati e corretti

Il Re è morto, evviva il Re

Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell'ultimo Re d'Italia, Umberto II, si è spento poco prima di compiere 87 anni. Una vita iniziata al Quirinale, dove ancora regnava il nonno Vittorio Emanuele III e trascorsa in maggioranza nell'esilio a cui la repubblica lo aveva condannato insieme alla sua famiglia. Le condoglianze alla moglie Marina, al figlio Emanuele Filiberto e alla famiglia tutta. Chissà se l'Italia tornerà mai ad avere una corona. Da poeta non posso che pensare che ne avrebbe terribilmente bisogno, nel mare liquido e corrosivo di questa contemporaneità che sta divorando ogni punto di riferimento. Evviva il Re.

Re Carlo ha il cancro

Ma c'è anche un Re che ha tutto il diritto di essere triste, il Re d'Inghilterra al quale è stato diagnosticato un cancro alla vescica. La famiglia reale inglese è scossa da molte prove, che vanno dalla morte di Elisabetta agli scandali del fratello del Re, Andrea, dalla levità di Meghan Markle alle malattie di Carlo e Kate. Eppure, al di sopra delle piccolezze umane di cui ogni famiglia è costellata, la Monarchia britannica non smette di splendere.

Parliamo di Sanremo senza parlarne

Di regale quest'anno non sembra avere niente, il festival di Sanremo, dove si specchiano le dinamiche più elementari e gli istinti più meccanici dell'animo umano. Un festival orgogliosamente spazzatura (questo significa la parola "trash") dove la musica, che ha smesso di cercare di essere tale, lascia il posto di protagonista a dinamiche mediatiche costruite per far parlare di sé. Un festival che ha tratteggiato confini di una posizione politica molto chiara nella guerra di Israele contro Hamas, le cui fondamenta sono a mollo della palude qualunquista e populista. Avere John Travolta e fargli ballare il ballo del qua qua è la certificazione più chiara del livello a cui si è arrivati.

Tanto rumore intorno a Bella ciao

E proprio a Sanremo si è tornati a parlare di “Bella ciao”, la canzone divenuta il simbolo dell'antifascismo e di tutto ciò che vi gravita intorno. Un canto che i partigiani probabilmente non hanno neanche cantato, assemblato negli anni "60 a Spoleto mettendo insieme un testo nazionalista che non parlava di “partigiano” ma di “patriota” e che infatti cita “l'invasore”, con una melodia yiddish che non aveva nessun nesso con i valori a cui poi lo si è riferito. Quali grandi significati posticci dovrebbe rappresentare questa canzone e perché?

Il Nobel per la pace e la guerra

E a proposito di filo-Hamas, è stata ultimata la lista dei finalisti per il premio Nobel per la pace. E tra questi c'è l'UNRWA, l'agenzia delle Nazioni Unite a cui i principali Paesi del mondo, Italia compresa, hanno sospeso i fondi dopo che è stato scoperto che alcuni funzionari hanno partecipato all'attacco terroristico dello scorso 7 ottobre che ha trucidato 1200 israeliani. Non c'è troppo da meravigliarsi, in questo mondo in bianco e nero, considerando che lo stesso premio era stato conferito, per citarne uno, a Obama, uno dei presidenti più guerrafondai della storia d'America. Alla faccia della pace.

Benvenuti nella Camera delle deputate

E intanto in Italia di cosa si discute? Dei temi che realmente contano. Il 31 gennaio scorso gli onorevoli Gian Antonio Girelli e Sara Ferrari del Partito Democratico, hanno presentato una proposta di legge costituzionale volta a modificare la denominazione della Camera dei deputati in "Camera delle deputate e dei deputati". Violentare la lingua e impastarla di un approccio ideologico femminista sembra essere l'unica battaglia che interessa certi ambienti. È molto strano sentirsi estranei a un mondo che ha completamente perso la bussola.

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