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Sirene spiegate

Utilizzare questo episodio per negare ai poliziotti onesti, la stragrande maggioranza, una protezione da accuse e processi legati all'esercizio delle proprie funzioni è strumentale e grave quanto i reati di cui stiamo parlando

Sirene spiegate
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Provo a darmi una spiegazione su cosa è successo a Rogoredo dopo quei lampeggianti della polizia: la penso in un modo molto semplice sui fatti. Nello scontro tra due criminali, di cui uno portava la divisa, il delinquente più pericoloso era quello travestito da Stato. E va punito con una pena maggiore di un criminale in abiti civili. La legge è uguale per tutti, ma in un Paese dove troppi poliziotti e carabinieri sono sotto processo per avere fatto il proprio dovere, chi non lo fa compie un reato contro tutti noi. E infatti la polizia ha accertato in pochi giorni la vera dinamica di quanto accaduto a quel pusher. Una dinamica che fa arrabbiare, provare vergogna, perché coinvolge un'istituzione che protegge i cittadini e serve il Paese. Ecco perché utilizzare questo episodio per negare ai poliziotti onesti, cioè la stragrande maggioranza, che rischiano la vita ogni giorno, una protezione da accuse e processi legati all'esercizio delle proprie funzioni è strumentale e grave quanto i reati di cui stiamo parlando. Per quel poco che può consolarci, da cittadino mi fa bene sapere che un criminale travestito da poliziotto finisca a processo o in carcere velocemente. A differenza del clandestino con 23 condanne liberato dai giudici e risarcito a spese degli italiani pochi giorni fa.

E mi viene il dubbio che chi oggi mette in discussione lo scudo penale per gli agenti della pubblica sicurezza lo faccia per proteggere clandestini e delinquenti. E non per un senso di equità o di uguaglianza davanti alla legge. Visto che questa uguaglianza non esiste. Come dimostrano i delinquenti risarciti e i poliziotti giustamente sotto indagine.

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