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Università, i dati che preoccupano: calano le matricole e frenano le lauree Stem

Il recente studio condotto dal Mur non ha portato buone notizie. Sono calati i giovani che decidono di proseguire gli studi. Diminuite anche le lauree Stem

Università, i dati che preoccupano: calano le matricole e frenano le lauree Stem
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Un quadro non proprio roseo quello tratteggiato dal ministero dell'Università e della Ricerca che ha condotto uno studio sui recenti accessi all'università. Stando agli ultimi dati elaborati tenendo conto delle immatricolazioni, sono diminuiti i ragazzi che decidono di proseguire gli studi al termine della scuola superiore. Le stesse lauree Stem – ossia quelle discipline scientifiche e tecnologiche che includono Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica – hanno visto una diminuzione degli studenti.

È stata una vera e propria doccia fredda per gli analisti, specie se si considera la situazione in cui si trova il nostro Paese. L'Italia si trova purtroppo ai primi posti per disoccupazione giovanile, ed è al penultimo posto, dopo la Romania, per numero di laureati.

Non si cresce, dunque. Semmai si arretra. Non si tratta di una buona notizia. Andando avanti di questo passo, le università italiane rischiano di perdere ben 100mila iscritti nell'arco di tempo compreso fra il 2027 e il 2040. Dati recenti alla mano, nell'ultimo anno c'è stata una diminuzione del 3,3% delle immatricolazioni. A quanto pare, il dato sarebbe destinato a peggiorare, salvo un'auspicabile inversione di rotta.

Chiaramente si tratta di statistiche provvisorie, potrebbero verificarsi dei cambiamenti. Tuttavia, confrontando i dati di febbraio 2026 con quelli di febbraio 2025 il risultato è negativo e genera preoccupazione. Fra l'altro, quest'anno c'è stato il primo semestre aperto di Medicina, cosa avrebbe dovuto invogliare le iscrizioni. Invece pare che non sia stato così.

Le matricole stanno diminuendo, è questo il dato che arriva dall'anagrafe degli studenti. Il segno è in negativo rispetto al periodo post-Covid (2021/2022). Siamo passati dai 338.893 iscritti del 2024/25 agli attuali 327.468. Di questi 327.468, 145.716 sono maschi e 181.752 femmine. Sono proprio le ragazze a essere diminuite maggiormente rispetto allo scorso anno, quando erano 189.706.

Altro elemento che salta all'occhio è il calo di interesse nei confronti delle discipline tecnico-scientifiche. Dai 97.059 immatricolati dell'anno accademico 2024/25 siamo scesi a 93.478, che costituiscono il 28,5% del totale. Ad ottenere un risultato migliore è l'ambito economico-giuridico-sociale, che oggi conta 121.171 studenti, ossia il 37% di tutti gli immatricolati. Un risultato in crescita rispetto allo scorso anno (119.709). È soprattutto la facoltà di Economia ad aver ottenuto maggiori adesioni (52.635 matricole).

Rimane più o meno invariata l'area umanistica.

Una scelta più dettata dall'amore per le materie che dalle necessità occupazionali. Quest'anno gli immatricolati sono stati 57.506 rispetto ai 59.534 dello scorso anno.

Segno meno anche per le facoltà sanitarie/farmaceutiche. Da 62.591 siamo passati a 55.313.

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