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Attualità

Chi condanna le violenze (e chi fa finta)

Gli assalti nelle grandi città del Nord

Riots and looting in Via Torino, where young protesters attacked shops and supermarkets and smashed windows, Milan, October 18, 2026. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

È da sabato sera che questa domanda mi gira in testa. Mi chiedo: se a mettere a ferro e fuoco Milano, Torino e Bologna - le tre città più importanti e ricche del Nord Italia - se a ferire decine di poliziotti, se a incendiare i cassonetti e ad assaltare le auto dei carabinieri, fossero stati, invece di un migliaio di ragazzi di estrema sinistra, drappelli di giovani di estrema destra? Se i teppisti in rivolta avessero sventolato magari qualche bandiera con la croce celtica, o avessero gridato slogan inneggianti al passato, o avessero bruciato immagini di Schlein e di Conte? Dico: quali sarebbe stata la reazione dei leader del campo largo?

Immagino le parole furiose e giustamente indignate di Elly Schlein, di Conte, di Bonelli e Fratoianni, forse anche di Renzi, certamente dei giornaloni del campo largo. Sento rimbombare frasi ripetute da tutti: «Fascismo, fascismo, fascismo». Sento gli ammonimenti: «È stata la prova generale della nuova marcia su Roma è stato un tentativo di golpe, vanno stroncati, vanno puniti, vanno messi fuorilegge, vanno imprigionati, servono leggi speciali, lo Stato è imbelle, non bastano gli idranti». E poi sarebbero scattate le accuse a Meloni. «È lei che li manda, è lei che li fomenta, deve rispondere, si dimetta, e faccia dimettere il ministro, il prefetto, il questore, il tenente».

Poi ci penso meglio. Beh, forse questo mio ragionamento non ha senso. Per una ragione molto semplice: quei delinquenti non potevano essere di destra. Infatti in tutti questi anni non è mai successo. Perché la differenza tra destra e sinistra è netta. La sinistra ama la violenza, la considera un mezzo di azione politica, la accarezza. Ieri il manifesto riferiva della giornata drammatica di sabato con questo titolo a tutta pagina: «La bella Stagione». Già: che gioia vedere Milano devastata. La destra invece la violenza la condanna e la odia davvero. Non è una differenza da poco.

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