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Attualità

Famiglia nel bosco, Catherine diventa docente: qual è l’incarico che le è stato affidato

Si svolgerà a Roma il “Corso di perfezionamento in intelligenza naturale” che vedrà Catherine raccontare il proprio vissuto: quali sono i dettagli

Respinto il ricorso, la "mamma del bosco" non può tornare nella casa famiglia

Dopo tutti gli avvenimenti degli ultimi mesi, arriva anche una svolta lavorativa (e ovviamente retribuita) per la mamma della famiglia nel bosco, Catherine Birmingham: la donna diventa prof. all’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di Viale Trastevere, a Roma.

Di quale corso si tratta

L’accordo, finalizzato con l’Istituto lo scorso 17 ottobre, prevede che la donna abbia un compenso di 60 euro lordi intervenendo al “Corso di perfezionamento in intelligenza naturale”. Come ricorda Il Messaggero, Catherine porterà la sua testimonianza diretta ai partecipanti raccontando la sua storia, il suo vissuto, e metterlo a disposizione di tutti coloro che seguiranno queste lezioni.

L’accordo di riservatezza

In particolare, questo programma “esplora le diverse dimensioni dell’intelligenza umana, il vissuto esperienziale e il confronto pedagogico, distaccandosi dai modelli dell’intelligenza artificiale per focalizzarsi sull’essere umano”. Come sottolineato dal quotidiano romano, Catherine ha firmato un accordo di riservatezza con il quale si impegna a non diffondere e divulgare, al di fuori del contesto del corso, le informazioni private che verranno eventualmente acquisite durante l’attività ma anche eventuali riproduzioni e registrazioni se non espressamente autorizzate.

L’importante opportunità per Catherine

Insomma, si tratta di un lavoro di una certa importanza che potrà senz’altro aiutare la mamma nel bosco e la sua famiglia a sbloccare il discorso sulla loro abitazione che diventa di fondamentale importanza per potersi ricongiungere, in pieno, ai tre figli. Per il momento, infatti, il nucleo familiare si ricongiunge nel fine settimana nel graduale percorso che li riporterà a stare tutti insieme quando ne sopraggiungeranno tutte le condizioni.

Dal canto suo, l’avvocato della famiglia nel bosco, Simone Pillon, ha già chiesto che il ricongiungimento possa essere immediato. ”Nei giorni scorsi la difesa ha depositato presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila una memoria autorizzata di 36 pagine in cui si chiede il rientro immediato dei bambini in famiglia", ha spiegato a RaiNews24 nelle scorse ore.

Nel dettaglio, Pillon ha citato un passaggio del documento dove viene ribadita la richiesta che è stata inoltrata più volte dal servizio di Neuropsichiatria infantile sulle “possibili serie ripercussioni date dalla permanenza del collocamento extrafamiliare”.

Sul documento viene scritto che i bambini possono avere “disagio e instabilità” trasferendosi spesso da Palmoli a Vasto e viceversa. Inoltre, viene sottolineata “l’assidua e proficua partecipazione dei genitori al percorso di supporto alla genitorialità, l’acquisizione da parte dei genitori della richiesta di ‘flessibilità mentale’ e della ‘capacità di riconoscimento dei bisogni dei figli’ nonché l’accettazione del percorso”.

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