Il casco della squadra mobile della Polizia di Stato insanguinato; è così che dai canali antagonisti è iniziata la giornata di sciopero chiamata dal sindacato Usb, che poi si è trasformata nella giornata delle piazze rosse. Un aggregatore in cui si pretende di far convivere le anime più pacifiche con chi ha annunciato di voler manifestare al solo scopo di creare disordini. L’immagine del casco è accompagnata dai contatti legali, un numero di telefono e un indirizzo mail, a cui i manifestanti sono invitati a rivolgersi nel caso in cui necessitino di aiuto per una “emergenza legale”.
A Milano, un collettivo studentesco ha coperto di rosso gli occhi di Roberto Vannacci, Silvia Sardone, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con tanto di mani insanguinate. “Oggi tutti in corteo”, annunciano nella stessa immagine con le emoji di una bomba e dell’incendio. Sono tutte immagini evocative che fanno il paio con l’appello all’insurrezione. “Basta tolleranza, insorgiamo”, si legge in un post che sta circolando in queste ore, con slogan come “ti organizzi o deperisci”, “combatti o la subisci”.
Dai canali di supporto arrivano le minacce più esplicite: “Quando apriremo il fuoco, e lo apriremo, lo apriremo per tutto. Lo apriamo per tutto”. Questa frase, che ricorre spesso nelle comunicazioni di una certa frangia, è accompagnata dalle immagini del corteo di Bologna. “TikTok condanna ogni forma di violenza e non consente contenuti che la incitano o promuovono attività criminali. Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza, garantendo l’accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l’uso improprio della piattaforma. In risposta ai recenti disordini, abbiamo attivato una task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio. Con l’evolversi della situazione, continuiamo la nostra attività di moderazione, rimuovendo i video, sospendendo le LIVE e bloccando gli account che violano le nostre regole. Finora, i tassi di violazione restano in linea con quelli osservati nei periodi precedenti. Stiamo inoltre collaborando con partner di fiducia, tra cui fact-checker indipendenti, per identificare le potenziali minacce emergenti. Abbiamo introdotto ulteriori misure di sicurezza, tra cui il blocco dei termini di ricerca che incitano alla violenza o ad attività criminali, la disattivazione del completamento automatico per le ricerche relative alle proteste e la limitazione dei suggerimenti di ricerca. Stiamo inoltre invitando gli utenti a consultare fonti affidabili e a utilizzare le LIVE in modo responsabile, limitando temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste, per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico. Infine, abbiamo introdotto un messaggio informativo che viene mostrato una sola volta agli utenti quando pubblicano contenuti. Poiché la situazione continua a evolversi rapidamente, il messaggio incoraggia gli utenti a prestare attenzione ai contenuti che pubblicano e a rispettare le nostre Linee guida della community. Non impone alcuna restrizione aggiuntiva alla possibilità degli utenti di pubblicare contenuti ed è finalizzato esclusivamente a fornire informazioni e sensibilizzare l’utenza. Questa misura fa parte del nostro protocollo per eventi critici. Si tratta di una delle numerose misure che abbiamo adottato in modo proattivo e volontario per garantire la sicurezza della nostra piattaforma e tenere gli utenti informati sugli eventi in rapida evoluzione, durante questo periodo”, fa sapere Tiktok in riferimento alla nota d’avviso che compare quando si pubblica un post.
