Morgan attacca Liliana Segre sul ddl antisemitismo e rende pubblico il messaggio inviato alla senatrice a vita su Whatsapp. L’artista - al secolo Marco Castoldi - contesta la posizione della sopravvissuta ad Auschwitz e arriva a sostenere che “non esiste nessun antisemitismo, è falso sostenerlo”. Parole pubblicate su Instagram, dove il cantante ha spiegato di voler aprire un confronto sul tema, precisando che un’eventuale risposta privata della senatrice non sarebbe stata divulgata.
Il messaggio si apre con una domanda rivolta direttamente a Segre: “Ciao Liliana perché si presta a questo gioco insensato e sanguinario?”. Morgan prosegue distinguendo tra gli ebrei e il governo israeliano, contro il quale indirizza le proprie accuse. Per il cantante “è ottuso e cieco non capire che il mondo è indignato verso quello che Israele, non gli ebrei, ma il governo di Israele sta facendo al mondo intero con le sue guerre e la sua violenza atroce e la sua barbarie”.
Il leader dei Bluvertigo pone l’accento sulla negazione dell’esistenza dell’antisemitismo e scrive: “Lei si rende conto che non esiste affatto nessun antisemitismo, e che il problema è che il governo di Israele è un governo assassino, terrorista e stragista, e questa cosa non va bene?”. Da qui un nuovo attacco alla senatrice: “Fa finta di non capire o non lo capisce?”.
Il passaggio successivo chiama in causa la storia personale di Segre e la persecuzione subita durante la Shoah. Morgan si dice stupito che la senatrice “si presti a questo e che prenda le parti sbagliate dopo tutto quello che ha vissuto e dopo che ha visto morire i suoi cari trucidati da un regime genocidario”. Il messaggio si chiude con un’ulteriore domanda: “Lei appoggia chi oggi fa campi di concentramento?”.
Nella descrizione del post, il cantante chiarisce di non pretendere una risposta, “anche perché penso non lo reputerà un messaggio gradito”. La scelta di pubblicare il testo viene motivata con la volontà di discutere una questione che, a suo giudizio, riguarda tutti: “Questo è un tema pubblico che a mio avviso merita un dibattito aperto e un confronto in cui il popolo tutto deve poter avere voce”. Quindi la precisazione: “Se mai la Senatrice dovesse rispondere in forma privata io non condividerò la sua risposta. Del mio testo sono libero di fare ciò che voglio”.
