Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 04:25
Attualità

Sulle porte il mastice dei topi d’appartamento

Oggi le più pericolose e organizzate sono le bande di sudamericani. La vera novità sono le chiavi sottratte ai mercati rionali e poi utilizzate per entrare

Furti in casa, come superare il trauma

C’è un momento, ogni estate, in cui Milano si svuota e le case restano sole. E in quel vuoto qualcuno lavora, eccome. A raccontarci come si muove oggi la criminalità dei furti in appartamento è Filippo Bosi, 33 anni, a Milano da sei e a capo della sesta sezione criminalità diffusa della Squadra Mobile.

Partiamo da chi ruba. Non esiste più un’unica «scuola»: georgiani, rumeni, albanesi, italiani, e sempre più spesso negli ultimi tempi batterie sudamericane di trasfertisti, organizzate su scala europea. Cambiano i protagonisti, cambiano anche le tecniche, ma la fase che precede il furto vero e proprio quella che gli inquirenti chiamano prodromica resta la più delicata: bisogna capire se in casa c’è qualcuno.

Ed è qui che la colla diventa protagonista assoluta dell’estate 2026. I cosiddetti «sopralluoghisti» lasciano un filo di mastice sulla porta, sottilissimo: se al controllo successivo è spezzato, la casa è frequentata, si passa oltre. Più raffinato del vecchio mozzicone di sigaretta lasciato sullo zerbino, altro classico che i più attenti ancora usano.

La vera novità, spiega Bosi, riguarda le chiavi. Non più solo scasso: i furti nascono spesso al mercato rionale, dove si punta agli anziani. Si sottrae il portafoglio con dentro le chiavi di casa per poi andare a svaligiare le abitazioni a colpo sicuro più avanti nel tempo, sfruttando gli indirizzi «utili». Durante un’operazione proprio della Mobile di Milano e che risale all’ottobre 2024, venne scoperta una banda di sudamericani specializzati nel rubare chiavi di appartamenti e documenti agli avventori dei mercati rionali; poi, raccolte le informazioni necessarie, svaligiavano le loro le case. In loro possesso fu trovata una sorta di archivio personale con indirizzo incluso. Motivo per cui la regola numero uno, oggi, è banale quanto trascurata: le chiavi di casa non vanno mai tenute insieme a documenti o portafoglio, tanto meno d’estate. E se si sono perse le chiavi insieme ai documenti, è fondamentale cambiare immediatamente la serratura della propria abitazione, senza aspettare di vedere se si ritrova il mazzo. Stesso discorso per l’auto: niente doppie chiavi lasciate nel cruscotto o nel vano portaoggetti, invito a nozze.

Poi c’è la variante «organizzata», che si muove con tempi militari: capita che il proprietario, magari in vacanza al sud, non faccia in tempo a denunciare il furto dell’auto che i ladri sono già dentro la sua casa di residenza, al nord. Per questo la prima mossa, sempre, è il 112 prima di qualunque altra cosa, prima persino di verificare da soli. Stessa regola se si torna a casa e si trova la porta aperta: si chiama, non si entra. Punto.

Sul fronte prevenzione, la tecnologia ha fatto irruzione anche nel salotto di casa: allarmi collegati a centrali operative, domotica che accende luci e alza e abbassa tapparelle in automatico a orari prestabiliti, per simulare una presenza che non c’è. E poi le telecamere, ormai talmente diffuse ed economiche che quasi ogni palazzo ne ha almeno una all’esterno: hanno cambiato, dice Bosi, la percezione collettiva di sicurezza in città.

C’è infine una parte «social» della faccenda, ed è quella su cui si casca più spesso: le foto in spiaggia vanno benissimo, ma si pubblicano al rientro, non mentre si è ancora sdraiati al mare. Le chat di condominio, invece, tornano utili: segnalare movimenti sospetti nell’androne aiuta più di quanto si pensi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.