Mentre si cercano le risposte che hanno portato un elicottero militare italiano (Ch 47) a schiantarsi in Bosnia-Erzegovina durante un’operazione di addestramento con 15 persone a bordo e quattro militari (due dell’Esercito e due volontari della Croce rossa italiana) che hanno perso la vita, arriva la testimonianza dell’unico italiano del team Medevac della Croce rossa sopravvissuto alla tragedia, Flavio Favari, il terzo componente del gruppo.
Il racconto: “Un Impatto violentissimo”
Il tenente colonnello medico Favari, dall’ospedale di Tuzla dove è tutt’ora ricoverato, racconta quegli interminabili istanti che ha vissuto a bordo dell’elicottero e soprattutto la fortuna di essere ancora in vita. all’ospedale di Tuzla, dove si trova ricoverato per le fratture riportate nell’impatto. “È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo”. In una nota, l’ufficiale medico manifesta tutta la sua più profonda gratitudine “ai rappresentanti della Consorella, la Croce rossa della Bosnia-Erzegovina, e al ministro della Difesa, Guido Crosetto, che si sono recati in ospedale per fargli visita, e al presidente nazionale della Croce rossa italiana, Rosario Valastro, per la telefonata e la costante vicinanza dimostrata in queste ore”.
Chi è Favari
Come scrive L’Arena, Favari è dirigente medico che si occupa della Microbiologia clinica delle infezioni dell’apparato respiratorio e da micobatteri. Nel suo lavoro, oltre all’Azienda ospedaliera di Verona, riveste quella di ufficiale medico e volontario della Croce Rossa. Assieme agli altri componenti del team, Favari era impegnato in una missione umanitaria per aiutare e assistere la popolazione bosniaca in un’area dove esistono forti tensioni geopolitiche.
“Chi dà la propria disponibilità per queste missioni umanitarie, si riconosce nei principi della Croce Rossa, a partire da umanità e neutralità: prestare soccorso a qualsiasi ferito, militare o civile, senza alcuna distinzione”, dichiara il presidente della Croce rossa veronese, Enrico Fabris. “Il tenente colonnello Favari stava svolgendo questo servizio nella sua veste di medico, come gli altri componenti dell’equipaggio”.
Il rientro delle salme in Italia
Tra poche ore, lunedì 2 novembre, faranno rientro in Italia, all’aeroporto Ciampino di Roma, le salme dei quattro morti nell’impatto: si tratta dei sergenti Claudio Marchesi e Simone Ruggia e dei due membri del Corpo Militare della Croce Rossa, il sergente Laura Procacci e il tenente Franco Adriano Zecchillo.
