LOrchestra Verdi confeziona una gustosa «insalata russa», sapida e colorata come impongono ricetta e tradizione. Il programma in Auditorium Cariplo del consueto «trittico» oggi (ore 20.30), domani (ore 20) e domenica (ore 16), è a un tempo coraggioso e intrigante, certamente originale. Del resto, la Verdi ha ormai da tempo abituato il suo pubblico a passaggi e attraversamenti non sempre facili e immediati, ma di sicuro affascinanti e mai scontati, comunque sempre importanti per garantire un approccio completo ed esaustivo al mondo della musica cosiddetta «colta». Dunque, partiamo dal direttore ospite: si tratta di quellAlexander Vedernikov che, in nove anni filati alla guida dellOrchestra del Bolshoi, ha saputo restituire il giusto smalto (un po appannato) al teatro moscovita. E veniamo al programma: si comincia con la Sinfonia n. 1 in Sol minore di Vasily Kalinnikov, per proseguire con il Concerto in Do minore per violoncello (sul palco Alexander Kniazev, classe 1961, considerato il vero erede di Mstislav Rostropovich) e orchestra op. 66 di Nicolaj Miaskovskij, per finire al meglio con «Il bullone», suite per orchestra op. 27/a di Dmitrij Sostakovic. Dei tre, lultimo è senzaltro lautore più conosciuto al grande pubblico.
Non così, probabilmente, lopera interpretata dalla Verdi: spettacolo coreografico in tre atti dellautore russo, scritto allinizio degli anni Trenta e ambientato in una fabbrica, è pervaso da un sarcasmo corrosivo, alla faccia del regime comunista.Auditorium Cariplo
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