Il silenzio della valle di Susa è stato recentemente interrotto da un canto meccanico d'altri tempi, un rombo che porta con sé l’eco di una rivoluzione estetica nata sessant'anni fa. Ad Almese, tra le mura della residenza e dello studio che furono di Marcello Gandini, quattro splendide Lamborghini Miura si sono ritrovate per un omaggio intimo e spettacolare al loro creatore, scomparso il 13 marzo 2024. Considerata universalmente la prima supercar della storia, la Miura è tornata a muovere le sue linee sinuose negli stessi spazi in cui il genio torinese ha concepito capolavori che hanno reso leggendario il marchio del Toro, come la Countach, l'Espada, la Jarama, l'Urraco e la Diablo. L’evento ha voluto ricalcare simbolicamente i giorni del marzo 1966, quando la vettura fu presentata al Salone di Ginevra, segnando un legame indissolubile tra la storia dell’automobilismo e la visione pura di Gandini.
Un luogo simbolo di creatività
Visitare lo studio di Almese significa immergersi nel fulcro di una creatività che ha pulsato per oltre quarant'anni. Non si tratta di un semplice contenitore di ricordi o di un freddo museo, ma di un luogo vibrante che Marzia Gandini, curatrice dello studio, descrive come uno spazio vivo in cui accogliere studenti e professionisti per proiettare il messaggio del padre verso il futuro. È qui che si respira quello che viene definito il "grado zero della creatività": l’istante magico in cui un’idea nasce dalla mente, si fissa su un foglio bianco e diventa invenzione, prima ancora di essere sviluppata con le tecnologie più avanzate. Questa celebrazione ha dimostrato come l’integrità e l'umanità del messaggio di Gandini continuino a suscitare ondate di autentica passione, rendendo tangibile un’eredità che va ben oltre il metallo e la vernice.
Il Maestro che sfidò le convenzioni
La figura di Marcello Gandini è ancora oggi una delle più eminenti. Parliamo di un designer tra i più brillanti della scuola italiana, capace di suscitare l'invidia e l'ammirazione del mondo intero. La sua carriera è indissolubilmente legata alla carrozzeria Bertone, dove ha ricoperto per lungo tempo il ruolo di capo del Centro Stile, instaurando un rapporto privilegiato proprio con Lamborghini. Il suo genio esplose definitivamente con la Miura, chiamata così in onore dell’allevatore di tori Don Eduardo Miura Fernandez, una vettura che ha cambiato le sorti della storia dei motori, come ampiamente ricordato. Non meno audace fu la creazione della Lamborghini Countach all'inizio degli anni '70 del secolo scorso: un'auto dalle linee tese e affilate che apparve sulla terra come un'astronave aliena, introducendo le iconiche portiere che si aprono verso il cielo, divenute poi un marchio di fabbrica globale.
Dalla sua matita sono nate opere d'arte eterne, capaci di ridefinire il concetto di velocità e bellezza, come dimostrato anche dall'elegante Alfa Romeo Montreal. Gandini resterà una figura che il mondo delle quattro ruote non scorderà mai.