Alla fine Kimi Antonelli riesce a rendere il favore al poco amato compagno di squadra e vincere il Gran Premio del Canada. La gara sul circuito di Montreal vive del lungo duello all’arma bianca tra le due Frecce d’Argento che si scambiano più volte la prima posizione, non senza scortesie reciproche. Proprio quando i piloti si preparavano alla sosta ai box, la power unit di George Russell costringe al ritiro l’inglese al 30° giro, consentendo al giovane italiano di gestire la prima posizione. Dopo una prima metà di gara piuttosto deludente, la Ferrari approfitta dei tanti problemi della McLaren per riavvicinarsi alle prime posizioni e beffare nel finale sia Verstappen che Hadjar. Lewis Hamilton chiude secondo, miglior risultato da quando è arrivato a Maranello mentre Leclerc si deve accontentare del quarto posto. Antonelli approfitta dello zero di Russell per volare a più 43 punti nella classifica piloti.
Duello infinito Antonelli-Russell
Come anticipato dalle previsioni, ancora prima che le monoposto prendano il via, sul circuito “Gilles Villeneuve” di Montreal inizia a piovigginare, cosa che potrebbe rendere l’asfalto molto insidioso. Norris e Piastri sono gli unici piloti in griglia ad aver deciso di partire con le gomme intermedie: mossa azzardata quella delle Papaya, vedremo se pagherà o meno. La partenza viene abortita per un paio di problemi alle vetture di Antonelli e Lindblad, con la direzione che decide per un altro giro di formazione prima che la Racing Bulls venga rimossa dalla griglia. Al terzo tentativo Antonelli parte benissimo, riesce a superare Russell ma si vede beffare da uno straordinario Norris, che approfitta del miglior grip delle intermedie per staccare per primo e mettersi in testa alla gara. La pista, però, si sta asciugando rapidamente, tanto da convincere Piastri a tornare subito ai box per montare le soft, seguito il giro successivo da Norris. Il trio composto da Antonelli, Russell e Hamilton va via senza grossi problemi, anche se Verstappen ha appena fatto segnare il giro più veloce. La situazione non va affatto a genio a Russell, che attacca deciso Antonelli: il bolognese è costretto al bloccaggio per evitare l’incidente e cede la posizione. Al nono giro Verstappen si prende la terza posizione da Hamilton, che si lamenta con il muretto per la mancanza di potenza: ancora peggio vanno le cose a Leclerc, che sembra soffrire le soft.
Kimi non ne vuole sapere di mollare la prima posizione e si riporta sotto a Russell, attaccando deciso al giro 13, quando approfitta di un lungo dell’inglese, che però gli rende poco dopo il favore. Piastri rovina tutto danneggiando l’ala anteriore dopo un contatto con le barriere mentre anche Norris soffre tantissimo e deve tornare ancora ai box: al giro 17 Antonelli rimane attaccato agli scarichi della vettura del compagno di squadra mentre le Ferrari continuano a girare su tempi poco competitivi. Russell è costretto a fare gli straordinari per tener dietro il giovane bolognese ed ogni tanto va lungo, rimanendo in qualche modo in testa. Al giro 22 Antonelli continua a tenere alta la pressione nei confronti di Russell mentre il vantaggio nei confronti del terzo Max Verstappen cresce giro dopo giro. Il nuovo attacco di Kimi viene agevolato dal doppiaggio di una Cadillac ma il duello non ne vuole sapere di finire. L’inglese torna in testa dopo un lungo dell’italiano, poi finisce lungo anche lui: Kimi ne approfitta ma accompagnando all’esterno la vettura del compagno di squadra.
Fuori Russell, exploit Hamilton
I replay dell’ultimo screzio in casa Mercedes mettono in dubbio la necessità di restituire la posizione da parte di Kimi ma il talento azzurro tiene i nervi ben saldi, rimanendo pronto ad approfittare di ogni sbavatura del compagno di box. Mentre le due McLaren sono tristemente doppiate e fuori dai giochi, ecco la sorpresa che non ti aspetti: mentre tutti stanno pensando alle strategie dei box, problema forse elettrico sulla Mercedes di George Russell, che si ferma in rettilineo. Furibondo il pilota inglese e virtual safety car in pista, cosa che consente a tutti i piloti di rientrare ai box per cambiare le gomme. Mentre Russell finisce nel mirino della direzione gara per la maniera poco urbana con la quale ha abbandonato la sua monoposto, Kimi gongola pensando al fatto che, se riuscirà a finire in testa la gara, si porterà a più 43 punti sul poco amato compagno di squadra. Se la prima posizione di Antonelli non è in dubbio, le Ferrari sembrano tornate più competitive e mettono pressione alle Red Bull di Hadjar e Verstappen: Hamilton gira molto forte e si avvicina all’ex campione del mondo mentre il francese è costretto ad usare le maniere forti per impedire al monegasco di prendersi la quarta posizione.
Mentre Antonelli ha quasi 7 secondi di vantaggio da gestire nei confronti di Verstappen, Leclerc riesce a superare Hadjar al giro 40, poco prima che la McLaren di Norris abbia un problema serio al cambio, costringendo il campione del mondo al ritiro. Se Hadjar viene investigato per una serie di cambi di direzione ai danni di Leclerc e poi penalizzato di dieci secondi, problema alle sospensioni per la Cadillac di Perez, costretto anche lui al ritiro.
A venti giri dalla fine, Hamilton continua a spingere per provare ad attaccare la seconda posizione di Verstappen, che non riesce ad avvicinarsi ad un Antonelli ormai in gestione. Al giro 51 il distacco tra l’inglese della Ferrari e l’olandese della Red Bull è di soli due secondi: se Hadjar approfitta della virtual safety car per scontare la penalità al box, traverso importante di Leclerc che fa perdere terreno al monegasco.
A 12 giri dalla bandiera a scacchi, Lewis ha nel mirino la monoposto di Max, rinverdendo una rivalità storica negli ultimi anni della Formula 1.
Hamilton è paziente, spera in un errore di Verstappen, che sembra molto vicino al limite: i due veterani si sfidano a colpi di tempi veloci mentre Antonelli allunga ed è sempre più vicino all’ennesima vittoria. Hamilton affonda l’attacco in curva 1 e si prende la seconda posizione, senza, però, riuscire a liberarsi dell’olandese.