Passi avanti concreti nel raggiungimento di un'intesa tra Usa e Iran. Il presidente Trump ha annunciato che la bozza di un accordo è stata finalizzata. Essa prevederebbe un prolungamento della tregua di 60 giorni, la riapertura di Hormuz e la rinuncia da parte di Teheran alle scorte di uranio.
Più avanti il presidente Usa invita alla calma: "I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo e ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell'accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte".Rubio: accordo su nucleare non si raggiunge in 72 ore su un tovagliolo
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto al New York Times che un accordo con l'Iran ha ottenuto il sostegno regionale, ma che un accordo sul nucleare non può essere raggiunto "in 72 ore, improvvisando su un tovagliolo". "Non lo rimanderemo a più tardi. I colloqui sul nucleare sono questioni altamente tecniche", ha affermato, "non si può fare una cosa sul nucleare in 72 ore, prendendo appunti su un tovagliolo". "Quindi, al momento - ha aggiunto - abbiamo sette o otto paesi nella regione che appoggiano questo approccio e siamo pronti a procedere in questa direzione".
Teheran: la palla è nelle mani degli Usa, devono accettare nostre condizioni
Il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, Ebrahim Rezaei, ha dichiarato ad Al Jazeera che "la palla è nelle mani degli americani e devono accettare le condizioni dell'Iran, tra cui la fine della guerra, il pagamento di un risarcimento e la revoca delle sanzioni". "Non abbiamo negoziato con l'America riguardo alle nostre scorte di uranio arricchito", ha aggiunto Rezaei, "stiamo negoziando per il riconoscimento del diritto dell'Iran ad avere un programma nucleare per scopi pacifici. Non intendiamo possedere armi nucleari e l'America è la grande perdente in questa guerra. Un cessate il fuoco su tutti i fronti è tra le condizioni a cui l'Iran ha aderito".
Trump: se stringerò accordo sarà corretto, non come quello di Obama
Se dovessi stringere un accordo con l’Iran, sarà un accordo valido e corretto, non come quello stipulato da Obama, che ha concesso all’Iran ingenti somme di denaro contante e una strada chiara e spianata verso l’arma nucleare". È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Il nostro accordo è l’esatto contrario, ma nessuno l’ha visto né sa di cosa si tratti. Non è nemmeno stato ancora negoziato del tutto", ha aggiunto, "quindi non date retta ai perdenti, che criticano qualcosa di cui non sanno nulla. A differenza di chi mi ha preceduto e avrebbe dovuto risolvere questo problema molti anni fa, io non faccio accordi sbagliati".
Media Teheran: ostruzionismo Usa su clausole accordo, rischio annullamento
L'ostruzionismo degli Stati Uniti nei confronti di alcune clausole di un potenziale accordo con l'Iran, tra cui il rilascio dei beni bloccati di Teheran, continua tuttora. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Di conseguenza, rimane la possibilità che l'accordo venga annullato, ha aggiunto Tasnim.
Trump: se ci saranno novità saranno positive, l'accordo dipende da me
Trump ha dichiarato che un accordo con l'Iran per porre fine alla guerra dipende solo da lui. Secondo quanto riportato domenica da Jonathan Karl, giornalista di punta dell'emittente ABC News, il presidente gli avrebbe detto, durante una telefonata, di non poter ancora fornire dettagli sull'accordo in fase di definizione. "Dipende solo da me, e se ci saranno novità, saranno positive perché non concludo mai accordi negativi", ha affermato Trump. Secondo ABC, Trump non ha specificato se l'Iran abbia accettato le condizioni statunitensi.
Fonti Usa: alleggerimento sanzioni dipende da come Iran rispetta accordo
Qualsiasi alleggerimento delle sanzioni americane all'Iran dipenderà dal modo in cui Teheran si conformerà alle varie disposizioni dell'accordo. Lo hanno riferito dei funzionari americani all'agenzia Bloomberg, sottolineando che la tempistica relativa allo smaltimento da parte dell'Iran dell'uranio altamente arricchito, così come una moratoria sull'arricchimento, saranno oggetto di negoziazione in un secondo momento. I funzionari si attendono un impegno sostanziale da parte dell'Iran a rinunciare all'arricchimento quale parte integrante di qualsiasi accordo finale. Secondo i funzionari, gli Stati Uniti ritengono di poter giungere, in ultima analisi, alla negoziazione di un meccanismo vincolante in grado di garantire che l'Iran non si doti di armi nucleari e di favorire una relazione bilaterale più produttiva.
"La firma dell'accordo con l'Iran non avverrà oggi"
Alcuni funzionari americani citati dall'agenzia Bloomberg affermano che la firma dell'accordo con l'Iran non avverrà oggi. Le stesse fonti definiscono il sistema iraniano "molto lento e opaco".
Trump: "Negoziati procedono, il tempo è dalla nostra parte"
"I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo, e ho incaricato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione di un accordo, poiché il tempo gioca a nostro favore". Lo ha affermato Donald Trump sul suo social Truth. "Il blocco rimarrà pienamente in vigore ed efficace finché non sarà raggiunto, certificato e firmato un accordo. Entrambe le parti devono prendersi il tempo necessario per agire nel modo giusto", ha messo in evidenza.
E a ABC il presidente ha dichiarato che la decisione finale sull'accordo con l'Iran "spetta a me. Non farò cattivi accordi".
Netanyahu: "L'Iran non avrà mai armi nucleari"
Il premier Benjamin Netanyahu ha pubblicato su X una foto generata dall'IA che lo ritrae insieme al presidente Usa Donald Trump e la didascalia "L'Iran non avrà mai armi nucleari".
Il post di Trump su Truth: "Adios"
Il presidente americano Donald Trump ha condiviso, sul suo Truth social, un'immagine creata con l'intelligenza artificiale in cui si vedono caccia Usa bombardare navi con la bandiera dell'Iran, presumibilmente nello Stretto di Hormuz. L'immagine è accompagnata dalla didascalia "Adios" ed è stata postata mentre sembra vicino il raggiungimento di un memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran.
Fonti, Teheran rinuncia a scorte uranio arricchito, forse in Russia
Il potenziale accordo fra Iran e Stati Uniti di cui si discute nelle ultime ore includerà l'impegno dell'Iran a non perseguire un'arma nucleare e Teheran ha accettato di rinunciare alle sue scorte di uranio altamente arricchito. È quanto riferiscono funzionari regionali. Secondo una fonte, con conoscenza diretta dei negoziati, le modalità con cui l’Iran rinuncerà al proprio uranio altamente arricchito saranno oggetto di ulteriori negoziati nel corso di un periodo di 60 giorni ed è altamente probabile che una parte della quantità venga diluita, mentre il resto sarà trasferito in un paese terzo, potenzialmente la Russia. L'Iran possiede 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza, a un passo tecnico dal livello del 90% necessario per la produzione di armi, secondo l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).
Sempre secondo la fonte regionale, lo Stretto di Hormuz verrà gradualmente riaperto parallelamente alla fine del blocco statunitense dei porti iraniani. Inoltre gli Stati Uniti consentiranno all’Iran di vendere il proprio petrolio attraverso deroghe alle sanzioni, ha affermato un secondo funzionario informato sui negoziati, aggiungendo che l’alleviamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati saranno negoziati durante il periodo di 60 giorni. Entrambi i funzionari regionali hanno affermato che la bozza dell’accordo prevede la fine della guerra fra Israele e Hezbollah in Libano, nonché un impegno a non interferire negli affari interni dei Paesi della regione.
Tajani, pace duratura non può prescindere da stabilità Libano
"Riteniamo che una pace duratura in Medio Oriente non possa prescindere dalla stabilità del Libano”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un intervento pubblicato dal quotidiano spagnolo Abc dal titolo 'L'Italia nella crisi di Hormuz'. “Il Governo italiano - spiega il titolare della Farnesina - sostiene il dialogo tra Israele e Beirut mediato dagli Stati Uniti e si è offerto di ospitare interlocuzioni dirette tra le parti. Durante la missione in Libano dello scorso aprile, ho ribadito al presidente Joseph Aoun il sostegno italiano a un percorso che trasformi l’attuale tregua in un autentico processo di pace. Washington e Bruxelles considerano inoltre Roma un attore sempre più centrale nel rafforzamento della stabilità di Beirut, tema affrontato anche nel mio recente incontro al Ministero con il ministro degli Esteri libanese".
"Manteniamo alta l’attenzione anche sulla sicurezza dei nostri militari impegnati nella missione Unifil, nella missione bilaterale Mibil e nel Comitato Tecnico Militare per il Libano, guidato dall’Italia", prosegue Tajani aggiungendo che “parallelamente, continueremo a chiedere la protezione delle comunità cristiane nel Paese, a seguito delle violenze dei coloni estremisti israeliani contro villaggi del sud del Libano, compresi quelli a maggioranza cristiana. Il tema delle violenze dei coloni estremisti israeliani è stato affrontato anche a Bruxelles, dove con i ministri europei abbiamo appena avviato nuove e severe sanzioni nei loro confronti. Nella stessa sessione abbiamo approvato ulteriori sanzioni contro i terroristi di Hamas, il cui disarmo resta una priorità assoluta”. “L’Italia continua a monitorare con attenzione la situazione a Gaza e nei Territori palestinesi, mantenendo un ruolo attivo negli aiuti umanitari e nella futura ricostruzione, con l’obiettivo di arrivare a due Stati capaci di convivere in pace e sicurezza”, conclude quindi il ministro degli Esteri.
Media, Netanyahu ha detto a Trump che Israele manterrà libertà d'azione in Libano
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando con Donald Trump, "gli ha detto che Israele manterrà libertà d'azione contro minacce su tutti gli scenari, incluso il Libano, e il presidente Trump ha ribadito questo principio". Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 12, citando una fonte politica.
Media, Trump ha ribadito a Netanyahu che accordo finale includerà nucleare
Durante il colloquio telefonico di ieri sera tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benyamin Netanyahu sarebbe stato concordato che, in vista di una possibile sigla di un memorandum d'intesa tra Usa e Iran, Israele potrà mantenere "libertà d'azione contro le minacce su tutti gli fronti, Libano compreso". Lo riporta Channel 12 citando una fonte politica israeliana. Inoltre, riferisce sempre la fonte, Trump ha riaffermato che non firmerà "un accordo definitivo che non preveda lo smantellamento del programma nucleare iraniano e la rimozione di tutto l'uranio arricchito dal territorio iraniano".
Media, nuovi colloqui il 5/6, accordo si chiamerà 'dichiarazione di Islamabad
Il potenziale accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti si chiamerà "Dichiarazione di Islamabad". Lo riferiscono fonti autorevoli ad Al Arabiya, secondo le quali il prossimo round di colloqui potrebbe tenersi il 5 giugno. L'accordo preliminare è un memorandum d'intesa a cui seguiranno negoziati su un accordo definitivo che coprirà le questioni in sospeso, hanno affermano le fonti ad Al Arabiya. Il 5 giugno Washington e Teheran invieranno i capi delle rispettive delegazioni una volta iniziati i negoziati sull'accordo definitivo, precisa Al Arabiya.
Teheran, garanzie su fine attacchi in bozza accordo
La bozza di accordo in fase di elaborazione tra Teheran e Washington prevede che gli Stati Uniti e i loro alleati non attaccheranno l'Iran o i suoi alleati. In cambio, l'Iran si impegna a non lanciare alcun attacco di rappresagli contro gli Stati Uniti e i suoi interessi nella regione o i loro alleati. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars.
Su media Teheran dettagli bozza, sblocco Hormuz subordinato e via sanzioni petrolio
Le agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim, entrambe legate ai Pasdaran, hanno pubblicato dei dettagli della bozza del memorandum d'intesa fra Iran e Stati Uniti di cui si discute nelle ultime ore. L'intesa prevedrebbe innanzitutto che gli Usa e i loro alleati non attaccheranno l'Iran e i suoi alleati, mentre Teheran si impegna a non sferrare attacchi preventivi contro obiettivi Usa e di loro alleati. Inoltre Washington dovrebbe revocare le sanzioni sul petrolio iraniano e verrebbe dichiarata la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso. Secondo Tasnim, sarebbe previsto anche "il ritiro delle forze combattenti Usa dall'area circostante l'Iran". Nell'arco di 30 giorni dovrebbero esserci lo sblocco dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale Usa sui porti iraniani e ci sarebbero 60 giorni per negoziati sulla questione nucleare. Su quest'ultimo punto, Tasnim sottolinea che al momento "l'Iran non ha assunto alcun impegno e la questione nucleare non è stata affatto discussa in questa fase". Precisazioni vengono fatte anche a proposito della riapertura di Hormuz, che secondo Tasnim è subordinata alla fine del blocco navale Usa e anche "all'esecuzione di altri impegni degli Stati Uniti contenuti nel memorandum d'intesa".
Sempre a proposito di Hormuz, Fars sottolinea che "sulla base dell'ultimo testo scambiato, in caso di potenziale accordo lo Stretto di Hormuz continuerà a essere sotto la gestione dell'Iran". Inoltre Tasnim scrive che "nonostante gli annunci di alcuni media occidentali secondo cui lo status dello Stretto di Hormuz tornerà alle condizioni prebelliche entro 30 giorni, ciò che è delineato nel potenziale accordo non è un ritorno allo status precedente, ma piuttosto un ritorno alla possibilità di passaggio per il 'numero di navi in transitò al livello prebellico entro 30 giorni" e "in questo modo l'Iran sottolinea l'esercizio della propria sovranità sullo Stretto di Hormuz attraverso vari mezzi, i cui dettagli saranno resi noti". Altro punto indicato da Tasnim è che una parte dei fondi iraniani congelati dovrebbe essere sbloccata: per Teheran "qualsiasi accordo iniziale è subordinato allo sblocco di almeno una parte dei fondi", scrive l'agenzia, aggiungendo che "notizie indicano che nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno tentato di legare lo sblocco di questi fondi a un potenziale accordo finale sulla questione nucleare, ma l’Iran ha sottolineato che almeno una parte di essi deve essere sbloccata fin dall’inizio dell’intesa".
Media Israele, riunione gabinetto stasera a seguito di telefonata Netanyahu-Trump
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato per questa sera una riunione ristretta di governo in cui esporrà il contenuto della conversazione che ha tenuto questa notte con il presidente Usa Donald Trump in merito ai negoziati tra Stati Uniti e Iran per raggiungere un accordo e le sue ripercussioni anche sul fronte israelo-libanese. Lo riportano i media israeliani.
Axios, Netanyahu ha espresso a Trump preoccupazioni su accordo Libano
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso "preoccupazioni" in merito ad alcune parti della bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran durante una telefonata con il presidente americano Donald Trump. Lo riporta il sito di Axios precisando che, in particolare, Netanyahu è preoccupato per la parte che riguarda la fine della guerra tra Israele e Hezbollah in Libano. Un funzionario statunitense ha affermato ad Axios che per quanto riguarda il Libano non si tratterebbe di un "cessate il fuoco unilaterale" e che se Hezbollah tentasse di riarmarsi o di istigare attacchi, Israele sarebbe autorizzato ad agire per impedirlo. "Se Hezbollah si comporta bene, Israele si comporterà bene", ha detto il funzionario. "Bibi ha le sue considerazioni interne, ma Trump deve pensare agli interessi degli Stati Uniti e dell'economia globale", ha aggiunto il funzionario statunitense.
Erdogan, pronti a qualsiasi tipo di supporto per un accordo sull'Iran
La Turchia è "pronta a fornire ogni tipo di supporto durante la fase di attuazione di un potenziale accordo" tra Usa e Iran per la fine del conflitto in corso: è quanto sostenuto dal presidente del Paese, Recep Tayyip Erdogan, nel vertice telefonico cui ha partecipato insieme al presidente statunitense Donald Trump e diversi leader regionali, secondo un comunicato della presidenza turca. Erdogan, aggiunge la nota, ha "dichiarato che la Turchia favorisce sempre la risoluzione dei problemi attraverso il dialogo e la diplomazia" e che Ankara "accoglie con favore il fatto che il processo diplomatico con l'Iran abbia raggiunto il livello menzionato dal Presidente statunitense Trump", sostenendo inoltre che "un accordo per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz garantirebbe un supporto alla stabilità nella regione e una fonte di sollievo all'economia globale". A detta del presidente turco, inoltre, "una pace giusta non avrebbe vinti".
Media, marina Gb pronta a una missione per sminare Hormuz
Centinaia di marinai britannici attendono il possibile inizio di una missione di sminamento nello Stretto di Hormuz, nel caso in cui venga raggiunto un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran: è quanto riporta sul proprio sito Sky News, riprendendo un servizio della Associated Press che descrive le operazioni in corso a bordo della Rfa Lyme Bay, grande nave militare da trasporto britannica attualmente attraccata a Gibilterra. In caso di via libera a un accordo per la conclusione del conflitto in Medio Oriente, questa imbarcazione ha in programma di unirsi ad altre navi militari ora situate nel Mediterraneo orientale, con le quali potrebbe dirigersi poi attraverso Suez verso il Mar Rosso prima e il Golfo Persico poi, nell'ambito di una missione già preannunciata a guida franco-britannica. La comandante Gemma Britton ha spiegato alla Ap che i marinai a bordo della Rfa Lyme Bay sono "in stato di allerta" e che la priorità della possibile missione sarà di "garantire un corridoio di transito per permettere a circa 700 navi" di lasciare Hormuz, tenendo in conto che nello Stretto potrebbero esserci mine.
Teheran, Roma si credeva centro del mondo ma iraniani infransero illusione
"Nella mentalità romana, Roma era il centro indiscusso del mondo. Eppure gli iraniani mandarono in frantumi quell’illusione. Quando Marco Giulio Filippo (Filippo l’Arabo) marciò verso est contro la Persia, la campagna non si concluse con una vittoria romana, ma con una pace stabilita alle condizioni dei Sasanidi: l’imperatore dovette accettare i loro termini". Lo ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei.
Nyt, accordo Iran-Usa sblocca 25 miliardi di beni iraniani congelati
Il memorandum di intesa fra Iran e Stati Uniti sblocca 25 miliardi di dollari di beni iraniani attualmente congelati all'estero. Lo riporta il New York Times citando tre funzionari iraniani.
Axios, in bozza accordo Usa-Iran tregua 60 giorni, anche in Libano
Secondo un funzionario statunitense, citato da Axios, l'accordo che Stati Uniti e Iran sono prossimi alla firma prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l'Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. Tuttavia, scrive la testata, non è chiaro se ciò porterà a un accordo di pace duraturo che affronti anche le richieste del presidente Trump in materia nucleare. Inoltre, sempre secondo Axios, l'accordo fermerebbe anche la guerra di Israele nel Libano, aspetto che avrebbe preoccupato il premier Benyamin Netanyahu. La Casa Bianca spera che le ultime divergenze vengano risolte nelle prossime ore e che un accordo venga annunciato in giornata.
Entrambe le parti firmerebbero un memorandum d'intesa (Mou) della durata di 60 giorni, prorogabile di comune accordo. Durante il periodo di 60 giorni, lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto senza pedaggi e l'Iran avrebbe accettato di bonificare lo stretto dalle mine. In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco dei porti iraniani e concederebbero alcune deroghe alle sanzioni per permettere all'Iran di vendere liberamente il petrolio. Secondo quanto riferito dal funzionario, l'Iran voleva lo sblocco immediato dei fondi e la revoca permanente delle sanzioni, ma gli Stati Uniti hanno affermato che ciò sarebbe avvenuto solo dopo che fossero state fatte concessioni concrete. Le questioni nucleari sono ancora oggetto di negoziazione: il progetto di memorandum include l'impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari e a negoziare la sospensione del suo programma di arricchimento dell'uranio e la rimozione delle sue scorte di uranio altamente arricchito, ha affermato il funzionario statunitense. Secondo due fonti ben informate, l'Iran avrebbe fornito agli Stati Uniti, tramite i mediatori, impegni verbali in merito alla portata delle concessioni che è disposto a fare sulla sospensione dell'arricchimento e sulla rinuncia al materiale nucleare. Gli Stati Uniti accetterebbero di negoziare la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani durante il periodo di 60 giorni, sebbene tali misure verrebbero attuate solo nell'ambito di un accordo finale la cui effettiva attuazione sia verificabile. Le forze statunitensi mobilitate negli ultimi mesi rimarranno nella regione per un periodo di 60 giorni e si ritireranno solo se verrà raggiunto un accordo definitivo. Sempre stando ad Axios, la bozza chiarisce anche che la guerra tra Israele e Hezbollah in Libano avrebbe fine. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso preoccupazione per tale condizione durante una telefonata con Trump ieri, ha detto un funzionario israeliano. In ogni caso, secondo il funzionario Usa, se Hezbollah tentasse di riarmarsi o di istigare attacchi, Israele sarebbe autorizzato ad agire per impedirlo.
Nyt, Iran si impegna a rinunciare alle scorte di uranio nell'intesa con gli Usa
Nell'accordo con gli Stati Uniti, l'Iran si impegna a rinunciare alle proprie scorte di uranio altamente arricchito. Lo riporta il New York Times citando due fonti americane, secondo le quali le modalità precise con cui l'Iran cederà le sue scorte saranno definite nel prossimo ciclo di colloqui sul nucleare iraniano.
Media Iran, lo stretto di Hormuz resta sotto controllo di Teheran
Secondo l'ultimo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti, riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe sotto la gestione dell'Iran. L'agenzia ha respinto l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump che aveva assicurato su Truth la riapertura dello stretto come "parte di un accordo ampiamente negoziato", definendolo "incompleto e incoerente con la realtà".