Le Mans, gente della notte

L'adrenalina, i box, la sala stampa, i boati: il racconto della notte di Le Mans

Le Mans, gente della notte
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Sono le 21 quando il sole trainato dal carro di Apollo lasciava il circuito de La Santhere. Con i nostri eroi che proseguono nell’oscurità il villaggio inizia ad animarsi Si accendono le luci della ruota panoramica e dei tanti stand gastronomici. C’è chi canta sorseggiando una birra e chi balla trasportato dalle note del concerto di Mikka. In sala stampa ci sono dei colleghi che ripongono il pc e tornano in hotel, altri sorseggiano bevande energetiche o caffè. La notte a Le Mans è lunga. Per alcuni piloti un vero incubo, per altri il preludio di un sogno…

Pochi minuti alla mezzanotte, la Ferrari #51 condotta da Alessandro Pier Guidi finisce fuoripista, in sala stampa c’è chi si risveglia e cerca di capire cosa sia successo. Pochi secondi e la regia stacca dal box Ferrari e inquadra una vettura. Dal buio sembrerebbe la 66. Ferma, in mezzo alla pista, con del fumo uscire dal motore. La regia stacca nuovamente per entrare nell’abitacolo della Toyota Gazoo Racing #7 con alla guida Kobayashi. C’è chi ironizza sul suo nome, lo stesso dell’avvocato dei Soliti Sospetti.

Le Mans

La sala stampa si sveglia, molti, sono in piedi davanti ai monitor cercando di capire cosa sia successo. Le immagini mostrano un box Toyota in fermento. Gli ingegneri controllano i dati della telemetria per sincerarsi delle condizioni dell’auto, i meccanici si danno un gran da fare per accogliere la vettura che nel frattempo procede lentamente. Pochi minuti ancora e Kobayashi, via radio, firma la resa. A mezzanotte e quaranta minuti, un carro attrezzi sfreccia nelle strade di servizio accompagna la Toyota #7 ai box! Alle 2,30 gli ultimi negozi di souvenir abbassano la saracinesca mentre nei locali la musica è ancora a tutto volume e la birra scorre a fiumi. Intanto nei box, tre ragazzi vengono scoperti dai meccanici mentre cercavano di intrufolarsi nella zona riservata del team Nielsen. Ne nasce un piccolo battibecco e gli intrusi vengono affidati alla sicurezza e cacciati.

Alle 3 e 10 una distrazione di Menezes alla guida della Peugeot: dritto in barriera. Senza un faro e senza una ruota, rientra ai box. I meccanici non si fanno trovare impreparati. Pochi minuti e la vettura riprende la sua corsa. Morfeo si fa pressante. Il suo spirito si aleggia

In una sala stampa che inesorabilmente si trasforma in un dormitorio. C’è chi si accascia sul pc e chi si accovaccia sotto la scrivania. I più temerari provano a farsi una doccia di fortuna. Il villaggio spenge le ultime luci. Qualcuno che ha chiesto troppo al suo fisico ha trasformato la siepe in un giaciglio di fortuna. Unico assente in una notta dal sapore magico è il silenzio. Lo sfrecciare continuo dei bolidi renderebbe impossibile il sonno a qualsiasi mortale.

Le Mans

Ma a Le Mans non esistono ci sono solo eroi e semidei. Si, non importa quale sia il tuo lavoro o il tuo ruolo. MA se sei qui è perché hai tanto da dare, sei il migliore. Una passeggiata dentro i box. C’è chi si fa una pizza, chi lava gli pneumatici, chi segue le telemetrie e parla con i piloti. Tenere gli occhi aperti, guardare la strada, trovare l’angolo di corda delle curve e un occhio gli specchietti. Non li invidio. Mi piacerebbe davvero sapere cosa gli passa nella mente. Come fanno a tenersi svegli? Se anche le lancette dell’orologio sembrano stanche dopo una giornata così frenetica, i nostri eroi, i piloti, continuano nella loro folle corsa giro dopo giro.

Fuori dagli spazi riservati ai team e nel villaggio non c’è

più nessuno. Solo il personale della sicurezza. I numeri delle vetture nei monitor si fanno sbiaditi… Quando anche le dita che si alternano sui tasti della tastiera non rispondono al comando anche io mi arrendo a Morfeo.

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