Nel quartier generale di Volvo a Göteborg: battery lab, wind tunnel, aree simulazioni e crash test

Abbiamo viaggiato nel cuore pulsante del quartier generale di Volvo Cars, a Goteborg. Qui abbiamo osservato come il costruttore scandinavo cura ogni minimo dettaglio

Nel quartier generale di Volvo a Göteborg: battery lab, wind tunnel, aree simulazioni e crash test

Göteborg è una città laboriosa, instancabile. Si tratta della seconda città più popolosa di tutta la Svezia e il suo cuore pulsante, oltre al grande porto che svetta sul freddo arcipelago, si chiama Volvo. A testimonianza del legame con la sua terra, Volvo ha qui le sue fabbriche, il suo centro di sviluppo e il suo quartier generale. Non soltanto, ad aprile 2024 ha aperto al pubblico il "World of Volvo", un luogo spettacolare che custodisce gelosamente l'heritage del marchio, dalle auto ai camion, ma che sa amalgamarsi con l'ambiente circostante. Anzi, la natura gioca un ruolo determinante, perché questa struttura è costruita principalmente in legno mentre il calcestruzzo simboleggia la roccia. Questa torre - 22.000 metri quadrati e 30 metri di altezza - ospita una sala conferenze, due ristoranti, meeting rooms, aree lounge, una caffetteria e altro ancora. Qui vale il diritto di girovagare, un principio sancito nella costituzione, infatti al primo piano si può passaggiare liberamente, come se fosse uno spazio aperto. Il World of Volvo rimane una piacevole vetrina, mentre a pochi chilometri di distanza c'è l'autentico centro di Volvo, dove la proiezione è rivolata al domani.

Battery Lab di Volvo

Volvo

Il quartier generale di Volvo è un'autentica città. Un dedalo di strade, trafficate da ogni genere di vettura della famiglia, un manipolo di capannoni scinttillanti e tantissimi accessi. Il Battery Lab è un'entità quasi indipendente. Qui si progettano e si realizzano i gruppi batterie delle ultime creature scandinave a zero emissioni. Dopo aver oltreppasato un paio di portoni giganti, entriamo in un reparto del grande hangar, nel quale l'obiettivo è imballare l'apparecchiatura di prova del modulo. Qui ci sono quattro blocchi dal volume di 12 metri cubici e in ognuno di essi la temperatura varia da -40 gradi agli 80 gradi centigradi, con un tasso di umidità variabile dal 10 al 98%. Nella stanza adiacente, adibita a "Module Test Equipment", troviamo nuovamente cinque blocchi - stavolta da volume di 1 metro cubo - in grado di simulare delle temperature simili a quella precedente. Infine, l'ultimo spazio è dedicato al "Cell Test Equipment": 7 grandi apparecchi, simili a dei massicci frigoriferi, dal volume di 3 metri cubi. Qui le temperature spaziano dai 10 ai 70 gradi. Nel Battery Lab ci lavorano 13 ingegneri destinati ai test, supporto hardware, 6 tecnici delle batterie e molto altro personale che permette a questo laboratorio di essere attivo sette giorni su sette, 24 ore su 24.

Il reparto simulazioni

Volvo

In un altro hangar, a pochi passi dal primo, si trova il reparto simulazioni. L'innovativo simulatore di realtà mista messo a punto da Volvo viene utilizzato per fare progressi nell’ambito della sicurezza automobilistica e della tecnologia di guida autonoma. Una postazione che include un sedile di guida con simulatore di movimento, un volante con feedback tattile e un visore per realtà virtuale con qualità eccellente delle immagini. Il simulatore usa la tecnologia della principale piattaforma Unity di sviluppo 3D in tempo reale e i dispositivi professionali di realtà virtuale e mista della società finlandese Varjo per riprodurre la guida di un’auto su strade vere. L'abbinamento di tecnologia software e hardware permette agli esperti di Volvo Cars di simulare infiniti scenari di traffico su un percorso di prova reale, usando una vettura reale, il tutto in completa sicurezza. I tecnici possono, in questo modo, estrapolare importanti informazioni sull’interazione fra le persone e la vettura da usare per lo sviluppo di nuove funzionalità e dotazioni di sicurezza, assistenza alla guida e guida autonoma. Ogni scenario è personalizzabile.

La galleria del vento

Volvo

Nella fabbrica di Goteborg di Volvo viene custodito un pezzo da novanta: la galleria del vento. Si tratta di una struttura inaugurata nel 1986, e restaurata in tempi più recenti. Nel 2006 è stata resa più all’avanguardia, grazie a un ventilatore da 8,15 metri, con nove pale in fibra di carbonio da 60 chilogrammi l’una (prima erano in legno e pesavano 130 chili), che genera un vento devastante, girando a 300 giri al minuto e generando una potenza di 5 MW. In questo tunnel l’auto non viene misurata in modo statico, ma viene replicato un flusso d'aria intorno e sotto la carrozzeria, simile a quello che si verifica quando si guida su una strada reale fino a 250 km/h. Questo è possibile perché l’automobile di prova viene collegata a un bilanciere tramite quattro piccoli montanti. Questi mantengono la macchina in posizione mentre il peso viene trasferito dagli pneumatici al bilanciere tramite le quattro cinture piatte in acciaio, che fanno girare le ruote. Non è tutto, su questa piattaforma d’acciaio è possibile avere un angolo di imbardata (sia positivo che negativo) di 30 gradi. L'obiettivo è quello di abbassare la resistenza aerodinamica delle auto di nuova produzione, così da avere un'efficienza superiore, a vantaggio di consumi ed emissioni più basse.

I crash test di Volvo

Volvo

Il laboratorio per crash test svolge un ruolo fondamentale per conservare la leadership di Volvo nel campo della sicurezza automobilistica. Nel Volvo Cars Safety Centre di Goteborg si effettua un crash test con almeno un modello nuova di zecca in media una volta al giorno. Il centro simula e analizza in questo modo tutti gli incidenti possibili e immaginabili. Nel laboratorio per crash test si possono simulare incidenti di ogni genere. Una barriera di contenimento di 850 tonnellate viene utilizzata per testare urti frontali, posteriori e laterali. Vi è poi un’altra ventina di barriere fisse e mobili che simulano diverse collisioni, tra cui una sagoma a forma di alce che riproduce impatti con animali di grossa taglia. All’esterno, c’è un’area per eseguire simulazioni di ribaltamenti e uscite di strada, dove le auto possono persino venire lanciate in un fossato ad alte velocità.

Durante la simulazione degli incidenti, l’auto, i manichini per crash test e le barriere sono dotati di sensori che consentono di registrare nel dettaglio l’intera catena di eventi. Decine di telecamere ad altissima definizione riprendono inoltre il crash test da ogni angolazione immaginabili.

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